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La voce della Politica
| Assessore Cupparo: le Regioni impegnate per un Piano Nazionale di Politiche attive del lavoro |
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2/12/2020 | Un Piano Nazionale di Politiche attive che preveda una governance condivisa Stato-Regioni e che definisca una strategia unitaria di azioni ed interventi, calibrati in base al profilo di utenza (donne, giovani, disoccupati di lunga durata, lavoratori in cig e in mobilità e altro), aprendo a specificità regionali, il tutto in un quadro di regole condivise. E’ questa la posizione del Coordinamento degli Assessori regionali al Lavoro-Istruzione-Formazione che – sottolinea l’Assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo – è diventato tema di confronto in sede di Conferenza Stato-Regioni.
In sintesi, tra le richieste prioritarie: sbloccare le risorse residue per gli ammortizzatori in deroga che le Regioni hanno facoltà di destinare ad azioni di politica attiva del lavoro; avviare una riflessione congiunta sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sul rilancio delle politiche attive anche attraverso un nuovo sistema di governance Stato Regioni; superare le criticità emerse rispetto al fondo nuove competenze.
“Stiamo sostenendo una posizione unitaria tra assessori al Lavoro perché le Regioni – dice Cupparo – contestualmente agli ammortizzatori sociali per quanti hanno subito e continuano a subire gli effetti della pandemia siano messe nelle condizioni di utilizzare le risorse che hanno come finalità i programmi a favore dell'occupazione, della ricollocazione al lavoro di cassaintegrati e comunque in attesa della ripresa dell’attività della propria azienda. Intendiamo dunque rifuggire da una semplice visione assistenzialistica e per questo, come ha evidenziato l'Assessora della Giunta toscana Alessandra Nardini, coordinatrice della Commissione, vogliamo avviare una riflessione congiunta sulla riforma degli ammortizzatori sociali, per assicurare una maggiore rispondenza degli strumenti alle istanze dei territori e un migliore raccordo tra politiche passive e politiche attive, di competenza regionale. Il punto di partenza della nostra azione – evidenzia Cupparo – è la legge di Bilancio dello Stato che contiene risorse significative da aggiungere a quelle del Recovery Fund e che non intendiamo sprecare o ridurre ad interventi assistenziali”.
In proposito – riferisce Cupparo - la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un documento ben articolato sulle politiche formative e del lavoro in cui si affrontano diversi aspetti applicativi del Dpcm del 3 novembre. Le osservazioni e le proposte delle Regioni - fermo restando il ricorso alla didattica o all'erogazione a distanza - riguardano: azioni per l’inclusione lavorativa e azioni per la transizione verso il lavoro delle persone con disabilità; l'offerta regionale di IEFP-IFTS e ITS: fermo restando il ricorso alla didattica a distanza; l'offerta regionale per il conseguimento di una qualifica o di un diploma professionale o di un certificato di competenze o di una abilitazione; i percorsi formativi per Operatore socio sanitario: fermo restando il ricorso alla didattica a distanza; gli esami per il rilascio di certificazioni qualifiche e diplomi professionali, certificati di competenza, certificati di specializzazione, diplomi di istruzione superiore e di tecnico superiore, abilitazioni: ferma restando la realizzazione a distanza; i tirocini non curricolari: ferma restando la realizzazione a distanza in tutti i casi nei quali le specificità dei contesti e le specifiche degli obiettivi lo consentano, va ammessa la possibilità di realizzazione in presenza nel rispetto dei protocolli di sicurezza; le attività individuali dei servizi per il lavoro erogati dalle agenzie pubbliche e private; la formazione continua e permanente. |
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