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La voce della Politica

Amministrative, Cupparo: 'Forza Italia fondamentale per successo centrodestra'

27/09/2020

Il mini test elettorale in Basilicata ha testimoniato sinora, in attesa del ballottaggio a Matera, che Forza Italia, con la sua classe di dirigenti ed amministratori, si conferma il partito fondamentale per il successo del centrodestra e per garantire il buon governo dei municipi, in sintonia con il governo della Regione. Siamo dunque riconosciuti dagli elettori per impegno di servizio ai cittadini ed incoraggiati ad accelerare quel cambio di passo che le nostre comunità si aspettano e che il Presidente Bardi ha avviato in tutti questi mesi. I consensi che sono arrivati dagli elettori ai nostri candidati e a quelli che si richiamano ai principi di una forza moderata, liberale e popolare come la nostra, hanno principalmente una motivazione: la nostra presenza nei territori e la nostra capacità di ascolto ed interpretazione dei bisogni dei territori. E’ questa la chiave del successo a Francavilla, a Lagonegro come in altri comuni dove abbiamo partecipato a liste civiche e soprattutto a Matera.
Il risultato complessivo fa di Forza Italia in Basilicata un “modello” originale in controtendenza con dati di altre regioni, specie al Sud, che è innegabile sono stati deludenti. Il paragone che ho fatto tra Francavilla e il Veneto - sino a definire Francavilla “il Veneto della Basilicata” – dai più è stato considerato irriverente o una battuta ad effetto. Il riferimento al Governatore Luca Zaia non è invece casuale. Pur essendo leghista, Zaia interpreta il mio stesso modo di fare politica dalla parte dei territori e dei cittadini. Basta rileggere l’intervista concessa al Corriere della Sera e la risposta alla domanda posta su come spiegare il suo eccezionale successo. Zaia risponde: «Chiaro che il divario tra il modo di pensare delle istituzioni e dei cittadini è sempre più ampio. E la visione del bene comune, anche per i cittadini, deve superare l’individualismo. In questo senso io credo che il voto per me sia un voto di protesta contro una certa politica anacronisticamente distante dal popolo». E alla domanda: “Insomma, la strada è ascoltare i territori? “ La risposta: «Ma certo. Se avessimo il famoso Senato delle Regioni alla tedesca, avremmo finalmente il luogo della sintesi. Ma se continuiamo così, mi viene in mente Rousseau: il popolo ti dà la delega e il popolo te la toglie».
Concordo in particolare sul legame con i territori e sul rischio che riguarda anche noi di Forza Italia in Basilicata di perdere i consensi se non pratichiamo sempre e ovunque il metodo della presenza e dell’ascolto. Quando alla vigilia di queste elezioni ho lanciato lo slogan “Il paese è dei paesani” per esprimere molto semplicemente che per me è il popolo che decide il candidato sindaco e sostiene la sua lista concorrendo a scriverne il programma, qualcuno ha preferito sorridere. Proprio come accade da parte di chi preferisce scherzare sulla mia inflessione dialettale piuttosto che giudicare il mio operato da assessore e le mie iniziative politiche ed istituzionali. Posso rassicurare i saputoni-intellettuali della politica che io sono orgoglioso della mia cadenza dialettale che mi identifica per appartenenza ad una comunità a cui con fierezza mi sento legato.
Sul presente e sul futuro insisto: si tratta adesso di continuare sulla strada del fare senza disperdere il nostro patrimonio di amministrazione regionale con le risposte date durante la pandemia ai ceti produttivi, ai cittadini, alle famiglie sui bisogni più urgenti, per programmare il futuro di Matera e della Basilicata, mettendo in salvo famiglie ed imprese. E insisto rivolgendomi direttamente ai gruppi dirigenti del mio partito: si deve rapidamente riorganizzare e strutturare la presenza nei territori, accrescere l’impegno e qualificare la proposta. E’ questo il modo migliore per sorreggere il grande sforzo del Presidente Bardi nella fase 2 del cambiamento e soprattutto per non lasciarlo solo in balia di chi solo a parole vuole il cambiamento ma non fa nulla per realizzarlo o in più casi lo frena.
A tutti i sindaci eletti infine rinnovo il messaggio di collaborazione già inviato dal Presidente: abbiamo sempre pensato ad una Regione che sia prima di tutto il punto di riferimento dei 131 Comuni e si ponga l’obiettivo prioritario di superare le troppe disuguaglianze socio-economiche presenti sul territorio con programmi, progetti e strategie che hanno bisogno di una più stretta ed efficace cooperazione tra Giunta e sindaci. Noi siamo pronti ad incontrare ed ascoltare ogni sindaco.




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