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La voce della Politica
| Muro Lucano: 'entrare nel Parco del Volture sarebbe un valore aggiunto' |
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19/09/2020 | Entrare a far parte del Parco del Vulture vorrebbe dire migliorare la qualità delle nostre esistenze portando valore aggiunto ad uno sviluppo economico qualitativo e basato su pratiche eco-sostenibili. Un parco conserva la biodiversità del pianeta Terra, una specie di polizza sulla vita della nostra specie, che riuscirà a sopravvivere solo fintanto che saranno garantite la varietà biologica e la sua evoluzione naturale.
Allo stato attuale è stata presentata dal sottoscritto una semplice istanza alla Regione Basilicata, ipotizzando alcune aree di interesse strategico, con una conseguente interesse manifestato dai comuni limitrofi che acquisisce un’importanza storica. Nel prossimo futuro, con l’eventuale riscontro positivo della Regione e dell’ Ente Parco, sarà necessario coinvolgere l’intera comunità in questo importante processo, stabilendo le aree comunali da far rientrare nello stesso Parco. Sarà necessario coinvolgere prima di tutto gli attori principali del territorio, ovvero agricoltori, cacciatori, pescatori, operatori del comparto turistico ed imprenditori in genere. Le ipotetiche aree potrebbero essere i SIC e le ZPS. Comunque, sarà necessario stabilire con un processo condiviso da tutti i cittadini quali aree comunali includere o eventualmente escludere. E’ doveroso sottolineare che le aree coinvolte saranno limitate, studiate e condivise. Nonostante tutto, è necessario chiarire che anche sul Parco valgono gli strumenti urbanistici del relativo paese di appartenenza. Cosa certa è che non verrà inglobato l’intero territorio comunale, tantomeno il centro abitato così da evitare possibili vincoli.
Il parco può essere un eccellente strumento non solo per la tutela ambientale, ma anche, e soprattutto, per la valorizzazione economica di risorse che, allo stato attuale, risultano immobilizzate o gestite come se avessero scarso valore. Basti pensare che con il Parco, la raccolta dei prodotti secondari del bosco (funghi, tartufi, castagne, ecc.) è consentita prioritariamente ai cittadini residenti nei Comuni del Parco e in subordine a quelli non residenti, per scopi turistici e sociali. Tutelando maggiormente i residenti, evitando così, il depredare dei nostri tesori da parte di “cittadini abusivi” delle regioni limitrofe.
Innanzitutto, tutelare l’ambiente naturale significa non solo preservarlo dal degrado, dagli incendi, dal dissesto idrogeologico ecc., ma, anche, reperire ed investire le risorse necessarie per migliorarlo, attraverso: riforestazioni, rinaturalizzazioni degli alvei fluviali, miglioramento della depurazione delle acque, bonifica di discariche e siti inquinati, creazione di invasi naturali, manutenzione di strade e sentieri, predisposizione di strutture, piani di tutela e di intervento in caso di emergenze ambientali e sociali (terremoti, frane, incendi, alluvioni ecc).
Queste attività sono essenziali ma, allo stesso tempo, estremamente dispendiose in termini economici. Un parco permetterebbe di reperire le risorse adeguate e le competenze necessarie per un’attenta ed oculata gestione e valorizzazione del patrimonio forestale, dei pascoli, delle risorse idriche ed energetiche, dei siti archeologici, dei centri storici, dell’ingente patrimonio immobiliare attualmente in svendita, in modo da garantirne ed aumentarne il valore.
Molti detrattori pensano al parco come ad un insieme di limiti, regolamenti e vincoli alle attività e alle libertà imprenditoriali. Gli svantaggi di un Parco, invece, se esistono, sono a carico di chi vorrebbe continuare a sfruttare illegalmente le risorse del territorio senza alcun impedimento: i bracconieri, coloro che tagliano abusivamente i boschi, coltivano cave abusive, appiccano incendi, aprono discariche abusive, propongono falsi progetti energetici, inquinano l’ambiente e che traggono profitto attraverso attività dannose per la salute dei cittadini. Nei loro confronti, il Parco rappresenterà un formidabile deterrente, in quanto contribuirà al presidio e al monitoraggio continuo del territorio, con personale e risorse proprie.
Per i commercianti, i ristoratori, le imprese e per la stragrande maggioranza dei residenti, invece, il Parco rappresenterà una straordinaria opportunità di crescita occupazionale e di sviluppo economico. Lo sviluppo del territorio e il benessere dei residenti, costituirà un efficace strumento per la promozione dell’immagine del territorio, in Italia, in Europa e perché no, nel mondo. Si pensi all’enorme potenziale dei mercati delle nazioni emergenti.
Per realizzare questo progetto, è necessario avviare un percorso di studio e di ricerca, cui deve fare seguito una fase di intese, accordi, piani di sviluppo e tavoli di concertazione tra gli stakeholders per avviare una spinta progettuale capace di intercettare e utilizzare con successo le ingenti risorse comunitarie messe a disposizione dal Sesto programma di azione per l’ambiente dell’ Unione Europea.
Le ricadute positive nel breve, medio e lungo periodo, possono essere inimmaginabili.
In pochi anni regioni come la Toscana, l’Umbria, le Marche, con una intelligente e attenta opera di promozione del territorio, sono state capaci di far diventare mete di grande successo anche località minori, marginali, lontane dai percorsi turistici maggiormente frequentati.
In modo simile, le aree interne della Basilicata, che oggi soffrono lo spopolamento, l’abbandono delle terre, la svendita del patrimonio immobiliare e ambientale, se giustamente valorizzate, potrebbero offrire importanti opportunità occupazionali e di business per molti residenti.
Nonostante qualcuno provi a nascondere i propri interessi dietro i “finti problemi” del Parco, noi, disegneremo il futuro di Muro Lucano insieme a tutta la comunità.
Giovanni Setaro
Sindaco di Muro Lucano
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