-->
La voce della Politica
| WWF su attività venatoria in Basilicata |
|---|
18/07/2020 | La Regione Basilicata con la Legge Regionale n. 49 del 2015 “Disposizioni per il riordino delle funzioni Provinciali in attuazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56 s.m.i.” ha recepito la c.d. “Legge Delrio” n. 56/2014, successivamente con deliberazione di Giunta Regionale n. 280 del 29 marzo 2016, è stata disposta la delega alle Province delle funzioni di vigilanza della caccia e della pesca, in quanto di competenza regionale.
Nel delegarne la funzione, la Regione si è fatta, altresì, carico del costo a copertura degli oneri connessi a tale delega per il Servizio di Polizia Provinciale del settore caccia e pesca, nonché delle Unità delle Polizie Provinciali addetti alla Vigilanza ittico-venatoria per le Province di Potenza e Matera.
Premesso che, la Regione Basilicata per avere il monitaraggio continuo, dovrebbe costantemente avere i dati e le informazioni minime sulla fauna selvatica, sulla caccia e sulla vigilanza venatoria, nonché unità degli addetti, giornate di servizio, numero di verbali redatti, illeciti penali, aministrativi ecc.., così come previsto dalla Legge n. 157/92 e dalla L.R. n. 2/95. Putroppo dal 2015 ad oggi sia lo stato dei Servizi preposti alla vigilanza in materia di caccia che la Pianificazione faunistico-venatoria (numero di abbattimenti, numero di cacciatori, capi di selvaggina immessi sul territorio ecc.) risulta carente, probabilmente per il ridimensionamento degli organici e dello spostamento ad altre mansioni del personale preposto.
A tal proposito, prendendo spunto anche dalla nota trasmessa al Governatore Vito Bardi da parte del tenente Giuseppe Di Bello ed atteso che, rispetto alla vicenda personale, lo stesso non ha bisogno della difesa d’ufficio da parte della nostra Associazione, né tantomeno il WWF è titolato ad esercitare tale attività, si vuole evidenziare come l’ufficiale di Polizia Provinciale reintegrato in servizio solo da pochi mesi nel ruolo che gli era stato ingiustamente usurpato, si trova ad oggi ancora a lottare contro un inefficiente e inefficace sistema, la cui funzione delegata di Nucleo di Polizia Ittico Venatoria resta comunque in capo all’Ente Regione.
Il contingente in Provincia di Matera di Vigilanza su caccia e pesca risulta essere composo da n. 6 unità, la Provincia di Potenza conta n. 8 unità pertanto, in linea di massima si riscontra il rapporto tra il numero di agenti di Polizia Provinciale e Comuni, in Provincia di Matera è di uno ogni 5 Comuni, mentre in Provincia di Potenza risulta un agente ogni 12 comuni circa, ciò denota uno scarso livello di controllo soprattutto nei Comuni potentini.
Emerge, quindi, oltre ad un inadeguato livello di controllo anche una mancanza di programmazione si prenda ad esempio la questione dalla sovrappopolazione di cinghiali, che hanno ormai superato le 120.000 unità. Per arginare il fenomeno sono intervenuti in questi giorni anche i Prefetti, per stabilire piani di prelievo in quanto gli ungulati sono divenuti fattori di disagio per la popolazione poichè si spingono nei centri urbani, provocano collisioni con i veicoli in transito, danni alle colture agricole ed ogni anno elevati sono i numeri dei feriti e dei morti che si registrano durante le battute di caccia.
L’eccessiva presenza di cinghiali sul territorio viene risolta con la mera autorizzazione del loro prelievo selettivo anche ad attività venatoria chiusa, ma in mancanza di opportuni controlli si potrebbe verificare anche l’abbattimento di altre specie. Pertanto per la risoluzione del fenomeno assolutamente non vengono prese in considerazione altre forme di pianificazione per la riduzione della loro proliferazione.
Inoltre, la precedente Giunta regionale ha estromesso la componente ambientalista dagli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), a favore altri soggetti come l’Ekoclub, l’Endas o F.I.P.S.A.S che pur essendo nell'elenco delle Associazioni di Protezione Ambientale del Ministero dell'Ambiente, di fatto svolgono prevalente altre attività, desumibili dalle azioni svolte sul territorio, quasi sempre riconducibili al settore sportivo, in netto contrasto con quanto previsto all’art. 13 della Legge n. 349/86, che richiede attività documentate continuative e pluriennali in campo ambientale oltreché prioritarie e prevalenti, con la capacità di suscitare interesse e coinvolgimento dell’opinione pubblica attraverso iniziative e campagne sul territorio e su questioni ambientali, portate avanti da sempre associazioni ambientaliste più rappresentative in Basilicata.
Importante è il nodo da sciogliere anche sulla funzione ispettiva rispetto alla gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia, dove le immissioni di selvaggina rappresentano una voce importante dei loro bilanci e pertanto si corre il rischio di effettuare lanci di selvaggina con una programmazione pressoché inesistente dando luogo al fenomeno definito “ripopolamento da padella”, senza alcuna forma di tutela della fauna selvatica come corridoi ecologici, ripristini ambientali e siepi.
Si ricorda infatti che la fauna selvatica è considerata “patrimonio indisponibile dello Stato”, come stabilito dalla Legge n. 157/92 ed è quindi dovere degli amministratori pubblici, anzitutto, di tutelarla e conservarla nell’interesse dell’intera comunità, compresa quella sovranazionale cui gli animali appartengono.
In conclusione, nella speranza che si arrivi quanto prima ad un nuovo modello di esercizio venatorio in grado di far emergere lo stato favorevole di conservazione delle specie, come recentemente evidenziato anche dall’Assessore regionale all’Agricoltura, e che si possa in tempi brevi:
ripristinare le norme in materia di caccia e di tutela della fauna;
risolvere il problema della carenza relativa alla vigilanza venatoria;
assicurare il monitoraggio del prelievo venatorio imposto dalle Direttive dell’Unione Europea;
verificare eventuali casi di incompatibilità tra il ruolo esercitato da taluni agenti di Polizia Provinciale e cacciatore nello stesso ambito dove viene svolto il servizio;
inserire nei comitati di gestione degli ATC i rappresntanti delle Associazioni ambientaliste ai fini una corretta gestione del territorio dal punto di vista faunistico e degli habitat;
limitare l’uso di armi a canna rigata quindi a lunga gittata (ad esempio consentendone l’utilizzo solo da postazioni sopraelevate);
effettuare controlli sulle licenze di caccia concesse e sulle modalità con cui vengono svolti gli esami;
vietare l’assunzione e la detenzione di sostanze alcoliche a tutti coloro che si trovano nell’esercizio dell’attività venatoria;
vietare l’esercizio della caccia nei giorni festivi e nei luoghi dove si svolgono attività sportive, ludiche, al fine di tutela della pubblica incolumità;
potenziare le attività di vigilanza venatoria effettuate dalle forze dell’ordine e agevolare la nomina di nuove guardie volontarie delle Associazioni di protezione ambientale, troppo spesso ostacolate da eccessiva burocrazia.
|
|
| | |
archivio
| La Voce della Politica
|
18/01/2026 - Vitalizi: i promotori del referendum rispondono a Bardi
"Ma quale sistema contributivo, la maggioranza ha approvato un vero e proprio vitalizio. Nessuno riceve una pensione dopo cinque anni di contributi". È netta la risposta del comitato referendario per l'abolizione dei minivitalizi, che smentiscono le affermazioni di Bardi. "L...-->continua |
|
|
|
18/01/2026 - Basilicata, consiglieri di minoranza: Bardi e cdx fanno retromarcia sui vitalizi.
Prendiamo atto della retromarcia del presidente Bardi e la maggioranza di centrodestra sui vitalizi aspettando che si traduca presto in atti. Se si fossero ascoltate le minoranze di centrosinistra senza provare il blitz si sarebbero risparmiati tempo e figurac...-->continua |
|
|
|
|
18/01/2026 - Cersosimo, TARI 2020: minoranza denuncia notifiche tardive
In questi giorni, molti cittadini di Cersosimo stanno ricevendo avvisi di accertamento esecutivi relativi alla TARI 2020. Un tributo, questo, per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani che da sempre alimenta problemi, divisioni e proteste. I...-->continua |
|
|
|
|
18/01/2026 - Vitalizi regionali: il no dell'ex consigliere Francesco Piro
La Regione Basilicata ha introdotto un nuovo trattamento previdenziale per i consiglieri regionali, denominato “indennità differita”, che secondo molti osservatori rappresenterebbe una forma di ritorno dei vecchi vitalizi, con effetti retroattivi e utilizzando...-->continua |
|
|
|
|
17/01/2026 - Fossi isolata, Sassone segnala il problema: sopralluogo lunedì con Cupparo e Balsi
La situazione di isolamento nella quale versano le famiglie che abitano in contrada Fossi, frazione del comune di Senise, suscita da qualche giorno la preoccupazione di molti. A causa dell’ennesimo smottamento la strada secondaria che collega abitazioni e atti...-->continua |
|
|
|
|
17/01/2026 - Dialisi all’Ospedale di Policoro: ASM smentisce il Centro SM2
In riferimento alle affermazioni diffuse a mezzo stampa dal Centro Dialisi SM2 sull’attivazione del servizio di dialisi presso l’Ospedale di Policoro, l’Azienda Sanitaria Locale di Matera smentisce in toto le dichiarazioni riportate dai giornali e ritiene dove...-->continua |
|
|
|
17/01/2026 - Vitalizi: ''depositiamo proposta di legge per abrogazione e apriamo un percorso partecipato''
In Basilicata si è aperta una ferita istituzionale profonda.
L’introduzione dell’indennità differita per i consiglieri regionali ha generato un’ondata di indignazione diffusa e trasversale, che attraversa territori, famiglie, lavoratori, amministratori loc...-->continua |
|
|
|
|