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La voce della Politica
| ‘’Il settore della mobilità turistica azzerato dal Coronovirus’’ |
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22/05/2020 | “Il settore della mobilità turistica non è un settore invisibile e non può essere dimenticato né dal Governo Nazionale né da quello Regionale.”
E’ il grido di allarme lanciato da Carmela Rabite, responsabile della “Rabitebus”, azienda di trasporto di Tursi che opera in Basilicata da 61 anni.
“L’emergenza legata al Coronavirus – spiega Rabite – come del resto ha fatto con tutti i settori ha causato anche al nostro parecchi problemi ma, se per gli altri si cerca di trovare una soluzione alla crisi, per quello della mobilità turistica sembra tutto ancora in alto mare”.
“E’ vero, si parla ogni giorno, e si è parlato sin da subito, del turismo ma non si parla mai della mobilità legata ad esso che, tengo a sottolineare è per il turismo stesso imprescindibile. Il 23 di febbraio – continua Rabite - è stato un giorno particolare perché con le gite scolastiche annullate è iniziata la nostra crisi. Capite bene che la nostra attività è fortemente legata a quella scolastica e pertanto venendo meno le prenotazioni legate ai viaggi di istruzione è iniziato il periodo critico. Ovviamente è stato giusto fermare tutto perché la salute dei nostri viaggiatori e dei nostri collaboratori per noi è al primo posto tuttavia, essendo saltati i mesi cruciali della mobilità turistica legata alla scuola, per noi del settore è saltata una completa stagione e purtroppo, ed è la cosa che più ci spaventa, non sappiamo ancora se si potrà partire il prossimo anno e in che modo.” In nessun Decreto nazionale e in nessuna ordinanza regionale si leggono capitoli dedicati specificatamente alla mobilità turistica e questo getta un’ombra sul nostro lavoro perché per noi equivale a brancolare nel buio”.
“Siamo in collegamento – specifica la Responsabile della Rabitebus - con tutti i colleghi e per tutti vale lo stesso timore, la paura di cosa accadrà. Non possiamo permetterci di sbagliare la ripartenza. Secondo l’Unwto l’80% delle imprese turistiche nel mondo sono piccole o medie e per queste l’impatto coronavirus potrebbe essere vissuto come uno tsunami, non si può quindi non prendere in considerazione i segnali che gli operatori direttamente coinvolti stanno dando alle Istituzioni. Secondo lo studio Cerved, stiamo vivendo ora il primo scenario possibile individuato, quello “base” con la ripresa di maggio che si protrarrà per altri due mesi prima di ritornare alla normalità ma il settore della mobilità turistica non è compreso in questo scenario, perché ancora non si intravede la fase 2 e per questo non vorremmo ritrovarci nell’altro scenario ipotizzato dallo studio, quello “pessimistico” nel quale l’emergenza si protrarrà fino a dicembre e saranno necessari sei mesi per recuperare la situazione: ricettività e intermediazione rischiano di perdere il 60-70% in quello pessimistico. Non possiamo permetterlo. Non si deve dimenticare il settore della mobilità turistica su gomma che in Basilicata è il maggiore settore per quello che concerne i trasporti per il turismo. Per questo non può e non deve essere trasparente, non è un appendice del turismo ma un elemento fondamentale di esso. Come esiste l’albergo, o il ristorante per l’attività turistica esiste la mobilità, il trasporto. Sono oltre 200 gli addetti in Basilicata e non possono più aspettare. Mi auguro- conclude Rabite - che qualcosa si inizi a muovere in estate. Intanto rimaniamo in attesa che la nostra fase 2 abbia inizio. Siamo aperti ad un confronto con le istituzioni regionali ai quale chiediamo di accogliere il nostro grido di allarme e di trovare insieme la strada percorribile per permetterci di ritornare a lavoro nella più totale sicurezza. ”
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