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Covid-19 e violenza di genere, Pipponzi: 'Teniamo alta la guardia'

3/04/2020

Per dare una risposta ai potenziali episodi di violenza di genere nella fase emergenziale legata al Covid-19, la Consigliera regionale di parità, Ivana Pipponzi, ha inviato una lettera ai diversi rappresentanti istituzionali lucani invitandoli a fare rete per contribuire a diffondere, attraverso i propri siti internet, la conoscenza del numero 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24, e dell’applicazione 1522, scaricabile sullo smartphone per chattare in caso di bisogno con le operatrici e chiedere aiuto.

“Come è noto – scrive Pipponzi nella sua lettera – la situazione emergenziale che si è determinata nel nostro Paese in relazione al contagio Covid-19 ha imposto l’emanazione di una serie di provvedimenti volti al contenimento dell’epidemia. Peraltro, le misure in parola, ulteriormente rafforzate dai successivi atti normativi impongono limitazioni alla circolazione dei cittadini e consentono spostamenti solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Tali situazioni hanno determinato, dunque, una convivenza forzata e prolungata dei nuclei familiari, che potrebbe incidere negativamente sui contesti familiari più problematici, potendo portare, in casi estremi alla possibile commissione di atti di violenza di genere e domestica. I divieti imposti in materia di circolazione e delle persone fisiche potrebbero, perciò, accentuare situazioni conflittuali, anche preesistenti, determinando un sommerso di violenze e maltrattamenti ai danni di donne e minori.

A ciò – prosegue Pipponzi – si aggiunge la difficoltà per le vittime di potersi rivolgere agevolmente alle forze di polizia e ai Centri antiviolenza al fine di denunciare le situazioni di disagio o di violenza e più semplicemente di chiedere indicazioni sulle azioni volte a reagire alle criticità occorse.

Come misura a sostegno delle dette vittime, è attivo il numero di pubblica utilità 1522, attivato dal Dipartimento per le pari opportunità, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; numero che, nel sostenere l’emersione delle domande di aiuto, può veicolare, nei casi di emergenza, una richiesta di intervento alle forze di polizia, direttamente alle sale operative, ovvero contattando il Nue 112.

Purtroppo i dati offerti da Di.Re - Donne in Rete contro la violenza, associazione nazionale che raccoglie oltre 80 CAV e Case rifugio, raccontano di un crollo esponenziale delle segnalazioni al detto numero dedicato e di supporto alle vittime di violenza di genere. Detta circostanza, certamente, non è il segno di una riduzione degli episodi di violenza, ma si spiega con la forzata convivenza delle donne con i propri aguzzini. Quanto rappresentato ha indotto la Ministra per le pari opportunità, Elena Bonetti, a chiedere a tutte le Istituzioni di dare il massimo risalto alla campagna informativa sul numero antiviolenza 1522 e sul collegato applicativo social. La campagna informativa è stata ripresa nella nota circolare del Ministero dell’Interno, dipartimento pubblica sicurezza.

Pipponzi ha inviato ai rappresentanti istituzionali lucani le linee guida per le vittime di violenza di genere, predisposte di concerto con la Conferenza nazionale delle Consigliere di parità. “Qualsiasi iniziativa intrapresa nell’ambito delle proprie competenze istituzionali a tutela delle donne vittima di violenza – si legge nella parte finale della lettera – dovrà essere espressione di una azione sinergica e di un impegno corale, condivisi con tutti gli attori del pubblico e del privato sociale”.



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