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La voce della Politica

‘’Solidarietà a Matteo Salvini per le ingiurie ricevute'’

10/09/2019

“La politica è schifosa e fa male alla pelle" cantava Giorgio Gaber nel 1980. Quasi quarant'anni ci separano dall'invettiva di “lo se fossi Dio”,e nel frattempo cos'è cambiato? Poco, per certi versi, ma moltissimo per altri. Io non ero e non sono d’accordo con l’assioma del famoso cantante; perché non è la dottrina o disciplina politica che non appassiona più l’opinione pubblica, ma sono certi rappresentanti e parlamentari della” Cosa Pubblica che palesano e determinano questa carenza e lacuna del popolo nei confronti della vita politica. Da un po’ di tempo a questa parte assistiamo a un inesorabile svilimento della “Cosa Pubblica", il confronto tra ieri e oggi appare al contempo impietoso e illuminante, sospeso tra bruschi cambi di rotta e inquietanti continuità.. Vicende pubbliche e private si affacciano alla nostra storia politica. Con lucidità ci addentriamo nelle varie notizie che la stampa ci propina ogni giorno con dovizia di particolari, anche esagerate, alcune prive di fondamento, costruite ad arte dalle varie fazioni avverse e, alcune di cattivo gusto ridicolizzando l’avversario politico e screditando ogni sua iniziativa o legge adottata e messa in atto. Per onestà intellettuale dobbiamo rilevare e constatare che è proprio la “sinistra radical chic ad operare in tal senso. Ad esempio con arroganza e odio gli avversari politici di Matteo Salvini lo hanno demonizzato. Vergognoso che un giornalista della RAI si permetta di redigere un articolo con allusioni meschine e che sfiorano il dileggio e lo sciacallaggio nei confronti di una bambina, la figlia di Matteo Salvini. Sono profondamente indignata e addolorata, non solo contro il cosiddetto giornalista, ma contro tutti coloro,dichiarati emeriti ed illustri colleghi, hanno preferito tacere come se fossero addormentati in un lungo letargo oppure hanno scelto la strada più comoda, quella dell’adulazione sul personaggio più in voga del momento. E’vero che ormai il valore o principio che si chiama: RSPETTO è diventato una perla rara, ma con questo atto estremo si è passata la misura. Infatti un comportamento siffatto denota una rabbia ed un odio che non è insito nella natura umana e che invece in certi personaggi emerge in modo becero, meschino e vigliacco, perché questi “conigli” travestiti da “leoni”, si sentono protetti da uno schermo o da un foglio che gli offre la possibilità di trattare una vita umana come oggetto di scherno dimenticando di essere dotati di un libero arbitrio che permette di non agire per istinto o in maniera impulsiva, ma di ragionare e riflettere per discernere il bene dal male. Colui che ha avuto la fortuna di avere un figlio, sa, per esperienza quanto impegno e dedizione ci voglia per educarlo e fornirgli la chiave esatta che gli possa aprire le porte del mondo. Un mondo dove, però, si devono apprendere i valori e i principi che nella vita conducono alla distinzione della persona. Il grande Totò recitava:”Signori si nasce e non si diventa”parlando della signorilità d’animo. Quest’ultima si percepisce e si respira in famiglia mettendo in pratica gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, perle di saggezza e maestri di vita. Noto con dispiacere che nel periodo odierno il confronto politico non è più possibile né illuminante; siamo all’interno di un”frullatore” dove si è fatto tabula rasa dell’egemonia culturale riducendo così i nostri mezzi di comunicazione a distrazione di massa. Un percorso politico che ci conduce e ci guida all'interno di un dibattito in cui il ruolo più comodo e redditizio è quello di distruggere con ogni mezzo l’altro per arrivare ad incollarsi sempre di più alla poltrona o ad occuparla. La mitica frase di Socrate: “So di non sapere”, che palesava l’umiltà, oggi, sembra essere passata di moda;
“Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo.” (Socrate.) Così si esprimeva il nostro grande filosofo Ho voluto citare e riportare di proposito la frase in questione per rammentarla a chi pensa di detenere il primato della verità.
La morale socratica aveva a che fare con la politica: discutendo e ragionando insieme sugli affari della città, i cittadini potevano e possono, anche oggi, così giungere a capire cosa sia il bene comune.
La concezione di Socrate era rivoluzionaria perché cancellava dal campo delle virtù tutti i valori legati alle cose esteriori come la ricchezza, la fama, la potenza .Per il sommo filosofo, la politica seria era quella che parlava ai cittadini, quella costruita e strutturata tra la gente ed in mezzo al popolo e non quella che compie atti di disonestà solo per i propri meri interessi o “vissuta”solo nei “palazzi”agendo con arroganza e superbia. Si deve ed è d’uopo operare ed adoperarsi affinchè “Caronte” traghetti affermazioni,riflessioni,pensieri e parole, non per convincere gli altri che la nostra idea sia quella giusta, ma per cercare di trovare delle soluzioni comuni per mettere al centro non la politica, ma i cittadini. >>
Adriana Domeniconi
Presidente ENAC Basilicata
Responsabile Pari Opportunità Movimento Difesa Del Cittadino Basilicata
Dirigente Lega Basilicata



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