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La voce della Politica

Al via la raccolta firme della Cisl contro il decreto Bonisoli

29/08/2019

Al via oggi on line e dal 2 settembre nei luoghi di lavoro e nelle sedi della Cisl la petizione promossa dal sindacato sul decreto Bonisoli. Questa mattina a Potenza si è tenuto un incontro per illustrare gli effetti del decreto sulla rete museale regionale alla presenza del coordinatore nazionale per i Beni culturali della Cisl Fp, Giuseppe Nolè. Presenti anche i segretari generali della Cisl Basilicata e della Cisl Fp Basilicata, Enrico Gambardella e Pino Bollettino. Tra i primi ad aderire alla campagna della Cisl è stato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che in una nota diffusa ieri pomeriggio ha dichiarato che la petizione della Cisl è "un utile strumento di sollecitazione e di mobilitazione a favore del mantenimento del presidio culturale all’interno della regione". La Cisl lancia un appello a cittadini, lavoratori, operatori culturali, associazioni sociali, datoriali, sindacali e alle rappresentanze politiche "per non mortificare il valore delle scelte fatte in questi ultimi anni e per impedire che si chiuda un altro ufficio pubblico in Basilicata, come già in passato è avvenuto per quasi tutte le direzioni regionali di grandi aziende pubbliche e rappresentanze istituzionali".

Per la Cisl "il decreto ministeriale riduce la capacità di azione e di spesa del sistema dei beni culturali nelle regioni, sopprime le sedi dirigenziali e accorpa anche i segretariati generando non solo gravi conseguenze sulla efficacia dell’azione di tutela e valorizzazione del patrimonio, ma anche danni in termini economici, poiché tali uffici regionali coordinano appalti e cantieri per importi per cui non è previsto un bando di gara, ma solo una procedura ristretta alla quale in genere partecipano le maestranze e imprese locali.
Inoltre, con la riforma varata dal ministro Bonisoli - si legge nella petizione - viene rivisto il sistema di distribuzione delle risorse derivanti dalla bigliettazione e dai canoni di concessione riducendo drasticamente le disponibilità assegnate ai poli museali regionali. Per questo temiamo che, senza meccanismi di equità e ridistribuzione, le piccole realtà museali, come quelle lucane, saranno trascurate fino al punto di mettere in dubbio la loro stessa sopravvivenza".

"I decreti con cui il ministro Bonisoli ha apportato delle modifiche all'organizzazione del ministero - ha spiegato a margine dell'incontro Giuseppe Nolè - hanno cancellato un pezzo di storia e della cultura della Basilicata per effetto della soppressione del polo museale regionale che è stato accorpato a quello della Puglia. Stessa sorte è toccata al segretario regionale. Questo è inaccettabile soprattutto nell'anno di Matera Capitale Europea della Cultura perché tanti sono stati gli investimenti della Regione e del ministero per questa iniziativa. Il ministro a gennaio scorso - ha aggiunto Nolè - aveva dichiarato che Matera doveva essere il modello per lo sviluppo del Mezzogiorno: ebbene, con questo decreto ha di fatto cancellato la prospettiva di crescita culturale di questa regione perché ora tutto passa nelle mani della puglia. Questo significa che il territorio avrà difficoltà a investire per sviluppare le realtà museali della Basilicata che non sono assolutamente inferiori a quelle della Puglia. Noi crediamo che questa petizione possa essere uno stimolo per la società civile, per le associazioni culturali, per la politica per chiedere al nuovo ministro un cambio di rotta affinché Matera, Potenza e la Basilicata abbiano una loro importanza anche dal punto di vista strategico riacquistano le sedi dirigenziali che sono state tolte con questo decreto", ha concluso il coordinatore nazionale.

Sulla questione è intervenuto anche il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella: "Abbiamo pensato che fosse necessaria un'azione che andasse al di là della semplice dimostrazione di indignazione avviando un programma di iniziative che prevede innanzitutto una raccolta firme per bloccare questo decreto e restituire alla Basilicata la gestione dei propri musei. Abbiamo avuto già una serie di adesioni, a cominciare dal presidente della Regione Bardi che ha apprezzato e appoggiato la nostra iniziativa. È nostra intenzione aprire questa campagna a tutta la società civile lucana, alle associazioni culturali, alle rappresentanze politiche e datoriali perché riteniamo che la perdita della gestione dei nostri musei rappresenti anche una perdita economica per il nostro territorio", ha concluso Gambardella.

Per sottoscrivere la petizione on line: http://chng.it/fvGwQdspTP

Per scaricare l'intervista al coordinatore nazionale Giuseppe Nolè e le immagini di copertura dell'incontro: https://we.tl/t-FORWXIP92r



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