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La voce della Politica
| ‘JovaBeachParty? Ma anche no!’ |
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5/08/2019 | "Siamo preoccupati per l'impatto ambientale del Jova Beach party del 13 agosto sulla spiaggia di Policoro". Lo sostiene la presidente del Circolo Legambiente di Policoro, Stella Bonavita, che da decenni si batte per la difesa della flora e della fauna che popolano la duna policorese. "L'evento - dichiara ancora Bonavita - mette a rischio un sito vocato per la riproduzione di specie importanti quali il fratino e la tartaruga caretta caretta, nonché altre specie protette valorizzate nei progetti europei LIFE/NATURE. Inoltre, il concerto, che concentrerà in un'area limitata 40mila persone, renderà particolarmente vulnerabili alcuni dei tratti dunali di cui la costa si fregia, piene di bellezze naturali come il Pancratium marittimum, il ravastrello, l’ammophila , la tamerice, in zona dichiarata SIC (Sito Interesse Comunitario) “Costa Jonica Fiume Agri”, dove il calpestìo di migliaia di persone rischia di compromettere lo stato delle dune per decenni a favore dell’erosione costiera".
"A livello locale - continua Bonavita - abbiamo lavorato con le scuole e con i turisti al fine di sensibilizzarli per migliorare i loro comportamenti sulle dune per evitare azioni scorrette per non compromettere l’ecosistema, e ora che cosa si fa? Quale messaggio diamo?".
A far eco al circolo locale, la Legambiente Basilicata, attraverso la voce del presidente, Antonio Lanorte: “Oltre ai notevoli impatti ambientali potenziali legati all'evento riteniamo ci sia anche un approccio culturale non corretto legato all'utilizzo di siti naturali per grandi manifestazioni. Il rischio è che venga sdoganato il concetto che sia possibile fare tutto in qualsiasi luogo, anche laddove fino ad oggi si riteneva impossibile la compatibilità di certe attività con la conservazione degli aspetti naturali e ambientali. Non vorremmo cioè che iniziative come questa possano aprire le porte a deroghe per concerti o eventi massivi simili in altre aree protette creando un pericoloso precedente. Eventi come questo non contribuiscono a dare un messaggio corretto in un momento come questo in cui viviamo una crisi climatica e ambientale senza precedenti"
"Anche per tali motivi - conclude Lanorte - abbiamo inviato un esposto-denuncia agli organi competenti affinché si accerti con urgenza:
1- se vi siano gli estremi affinché lo svolgimento del Jova Beach Party del 13 Agosto possa essere spostato in altro luogo, oppure possa essere rinviato a data successiva al 31 Agosto p.v., in considerazione dell’elevato interesse conservazionistico delle specie e degli habitat;
2- se vi siano gli estremi per la riduzione dell’area d’intervento con conseguente limitazione del numero massimo di spettatori
3- se vi siano gli estremi per la sussistenza di tutti i requisiti di sicurezza previsti per i partecipanti.
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