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La voce della Politica

Petrolio, assessore Cupparo: “Chi deve fare cosa”

29/07/2019

“Dopo il messaggio ai lucani, in occasione del primo mese e mezzo di lavoro della nuova Giunta, tenuto dal Presidente Bardi che ha usato parole chiarissime – “nella trattativa sul petrolio i due punti saldi sono la salute dei lucani e la tutela dell’ambiente” – potrebbe sembrare inutile o tutt’al più superfluo replicare alla presa di posizione del consigliere Gianni Leggeri del M5S se non contenesse inesattezze e forzature rispetto al mio comportamento che hanno bisogno pertanto di precisazioni e puntualizzazioni”. Lo dichiara l’assessore regionale all’e Attività produttive, Francesco Cupparo.

“Sulla mia presunta volontà di non coinvolgere i Comitati per la salvaguardia del territorio e La Voce di Corleto ai tavoli concertativi, va spiegato che nell’ultimo incontro convocato dal Prefetto di Potenza Annunziato Vardè, a cui va il più sentito ringraziamento per l’iniziativa assunta che attesta il carattere istituzionale e di coordinamento, ho sostenuto che per la Regione gli interlocutori privilegiati, oltre alla Total, non possono essere che i sindaci dei comuni direttamente coinvolti dal Progetto Tempa Rossa, vale a dire, Corleto Perticara, Guardia Perticara e Gorgoglione, oltre ai sindacati dei lavoratori e alle associazioni di imprese. Questo – aggiunge Cupparo – non significa che non si debbano tenere incontri specifici, con un “taglio tecnico”, come pure è stato deciso nella riunione in Prefettura sulle problematiche di sostenibilità ambientale del sito produttivo, ai quali la Prefettura deciderà chi invitare. Il mio punto di vista è che gli incontri con i comitati si tengano nei municipi per dare la possibilità, successivamente, ai sindaci di raccogliere sollecitazioni, proposte e idee da portare a sintesi nei tavoli istituzionali da non svilire in una sorta di “dare-avere”. La questione centrale non è quella di chiedere alle società petrolifere di fare alcune azioni sul territorio quanto di concordare insieme cosa fare superando la tesi di “demonizzazione”, che non ha riscontri oggettivi, in base alla quale solo perché sono “petrolieri” sono nemici del nostro territorio.

Vorrei chiarire che la fase di ascolto e di confronto che mi vede impegnato insieme al Presidente Bardi e a quei colleghi di Giunta che hanno deleghe specifiche connesse alle attività produttive va tenuta ben distinta dalla fase di concertazione istituzionale. L’esperienza del passato – prosegue – deve in proposito essere utile per non ripetere i troppi tavoli tenuti sul petrolio che hanno prodotto solo discussioni e generato solo polemiche. Per non parlare del cosiddetto “tavolo trasparenza” previsto dal Protocollo d’Intesa tra la Regione Basilicata, la Società Eni Spa, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali della Basilicata, per la promozione di iniziative nel settore geominerario finalizzate allo sviluppo regionale, alla tutela della salute e sicurezza e dell’occupazione locale che, non mi pare, abbia dato risultati apprezzabili.

La delicata e decisiva fase di concertazione con Eni e Governo che invece ci attende per aggiornare l’intesa del 1998 come la fase di avvio di produzione di Tempa Rossa richiedono ben altri strumenti e modalità di confronto attraverso cui la Regione e i Comuni, i soggetti istituzionalmente preposti alla tutela degli interessi delle comunità locali e dell’intero territorio regionale, possano esercitare efficacemente il proprio ruolo.

Pertanto non posso accettare lezioni di diritto costituzionale dal consigliere del M5S che, secondo la ben nota posizione politica nazionale del suo partito, quella dei tanti “no” a progetti di opere pubbliche e di impianti energetici, continua ad agitare argomentazioni propagandistiche e populistiche confondendo salute e sicurezza con la produzione di una risorsa strategica per l’intero Paese e che, come ha detto il Presidente Bardi, ci vede impegnati, non a parole, affinché si svolga contemperando la salute e l’ambiente.

Il cambiamento è stato voluto dai lucani anche perché si affermino regole e metodi di trasparenza amministrativa. E allora chi meglio dei sindaci rappresentanti eletti dai cittadini, del presidente della Regione e della Giunta che hanno ricevuto il mandato dagli elettori, dei sindacati che rappresentano i lavoratori può occuparsi di queste problematiche?

Ritengo – conclude Cupparo – che in questo quadro di chiarezza, specie su “chi deve fare cosa”, tutta la Regione, dalla maggioranza alle opposizioni, senza atteggiamenti preconcetti di polemica, può procedere nella svolta che intendiamo imprimere nella gestione delle risorse energetiche, contrattando con Eni e Total maggiori benefici diretti e indiretti per le nostre comunità”.



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