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La voce della Politica
| Bolognetti scrive per la quarta volta a Mattarella |
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28/04/2019 | Signor Presidente della Repubblica,
dalla mezzanotte del 27 febbraio sto nutrendo la mia fame di democrazia e diritto umano e civile alla conoscenza attraverso un’azione nonviolenta tesa a difendere la vita di una emittente radiofonica che di questo diritto, nei suoi 43 anni di vita, ha fatto una bandiera. Sto parlando, come lei di certo sa, di Radio Radicale, la radio voluta da Marco Pannella. Una Radio che da sempre onora quell’einaudiano “conoscere per deliberare” che dà forza, sostanza, contenuto alla parola democrazia.
Cosa celebriamo il 25 aprile? Cosa celebriamo se non la democrazia, la lotta ad ogni forma di totalitarismo, la libertà, i diritti umani e certo, sì, la lotta partigiana e la liberazione? Liberazione dal giogo totalitario.
Celebriamo, credo, coloro che, pur di opporsi a un regime che negava libertà e democrazia, preferirono farsi anni di carcere e confino. Celebriamo pagine di storia sconosciute ai più, come quelle dei fratelli Rosselli trucidati in Francia da una squadraccia cagoulards assoldata dal SIM.
Storie di resistenza. Le storie di chi tra il “lasciar perdere” e il “non mollare” ha preferito onorare quest’ultimo. Il “Non mollare” di Ernesto Rossi, signor Presidente. Il non mollare di chi crede che la democrazia e i diritti umani, e tra questi il diritto umano e civile alla conoscenza, siano beni preziosi che vanno difesi ogni giorno e non solo il 25 aprile.
Sto lottando al fianco della redazione di Radio Radicale e del suo direttore Alessio Falconio; al fianco delle decine di migliaia di persone che hanno firmato una petizione a sostegno di Radio Radicale; al fianco dei miei compagni del Partito Radicale e di Rita Bernardini, che dalla mezzanotte del 9 aprile è anche lei in sciopero della fame; al fianco delle decine di cittadini che hanno deciso di alimentare questa fame di democrazia, verità, giustizia e libertà, con qualche giorno di iniziativa nonviolenta. Lottiamo e le voci di sostegno e mobilitazione che montano diventano alimento della lotta, di questa resistenza nonviolenta, del dialogo nonviolento che si oppone alla violenza del potere.
Stiamo lottando e il nostro non è ricatto nella misura in cui stiamo difendendo un diritto. Stiamo lottando per difendere la nostra democrazia.
Nella lotta, signor Presidente, ci ancoriamo con forza alle sue parole, a quel suo messaggio del 27 luglio 2015, straordinario messaggio, nel quale tra l’altro lei affermava: “C'è un lavoro di conoscenza che non va mai interrotto e che è intimamente connesso con l'azione politica. La conoscenza - e il diritto alla conoscenza - è un tema emergente della nostra epoca, che merita attenzione a livello dello stesso sistema delle Nazioni Unite”.
Oggi, domani, sempre, per quanto mi riguarda, sarà 25 aprile.
Avremmo bisogno, credo, di riflettere sulla qualità della nostra democrazia, nella misura in cui c’è un dato montante di democrazia reale.
Tra pochi giorni, se nulla dovesse cambiare, le frequenze di una Radio, che è stata servizio pubblico a tutto tondo, verranno spente. Temo che questo non potrà che comportare un ulteriore impoverimento della nostra democrazia.
Giacomo Matteotti, signor Presidente, affermava che la libertà è come l’aria. Volendo parafrasare le sue parole si potrebbe dire che la democrazia è come l’aria, che il diritto a poter conoscere per deliberare è come l’aria.
Lo sciopero della fame, questo dialogo nonviolento, proseguirà ad oltranza per provare a con-vincere chi, fino ad oggi, dai banchi del governo non ha voluto e saputo ascoltare. Sto, stiamo dando corpo, a mio modo di vedere, agli ideali che hanno mosso gli uomini che hanno animato la resistenza ai totalitarismi che hanno appestato il XX secolo.
Cordialmente.
Latronico, lì 27 aprile 2019
Maurizio Bolognetti
Segretario dell’Associazione Radicali Lucani
Membro della Presidenza del Partito Radicale
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