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Agricoltura: abolizione spesometro e facilitazioni per l’uso dei PRESTO

4/08/2018

Il deputato pugliese L’Abbate (M5S) illustra le novità per il comparto agricolo approvate con il Dl Dignità che ha ottenuto l’ok della Camera e che passa ora al Senato per l’approvazione definitiva

Approvato dalla Camera con 312 voti favorevoli, 190 no e 1 astenuto, il decreto Dignità del vicepresidente Luigi Di Maio ha comportato importanti cambiamenti anche per il mondo agricolo italiano. Con due emendamenti, accolti favorevolmente in sede di discussione, i parlamentari della Commissione Agricoltura di Montecitorio hanno raggiunto due importanti obiettivi per il primo settore: l’abolizione del cosiddetto spesometro e la possibilità di utilizzare i “PrestO” per il lavoro occasionale.

“Come annunciato in campagna elettorale abbiamo iniziato la sburocratizzazione delle procedure del comparto agricolo e introdotto semplificazioni per rendere l’utilizzo dei PrestO molto più fruibile – spiega il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura della Camera – Abbiamo facilitato l’accesso alla piattaforma INPS che permette al lavoratore di registrarsi anche con l’ausilio di un intermediario (es. il consulente del lavoro); che il documento di pagamento possa essere stampato e pagato anche attraverso Poste Italiane e non solo con bonifico bancario; di estendere l’utilizzo dei PrestO ad un arco di tempo di dieci giorni anziché di tre e che le 4 ore di prestazione siano ‘utilizzabili’ nei dieci giorni – prosegue L’Abbate (M5S) – in modo da adeguare il lavoro accessorio alle esigenze dell’agricoltura spesso condizionate dal meteo. Inoltre, abbiamo garantito maggiore tracciabilità e trasparenza per facilitare i controlli abbattendo la burocrazia. Ovviamente, tutto ciò non si applica agli agricoltori di mestiere mentre viene esteso lo strumento dei PrestO alle aziende e alle strutture ricettive, fino a otto dipendenti, del settore turismo”.

Altro atteso traguardo è stato quello dell’abolizione dello spesometro: si tratta dell’eliminazione delle comunicazioni obbligatorie per il pagamento dell’IVA per tutte le imprese agricole che fatturano meno di 7.000 euro l’anno e che sono esentate dal pagamento IVA. “Una misura per ridurre i costi e la burocrazia per i piccoli produttori italiani – conclude L’Abbate (M5S) – Un altro piccolo tassello che rende concreta la nostra promessa di sburocratizzare il primo settore”. Ora il testo passa in seconda lettura al Senato.





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