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La voce della Politica

Conferenza dei Sindaci del 13 luglio a Palazzo San Gervasio

14/07/2015

Stiamo vivendo mesi caldi nei quali la problematica petrolifera non dà tregua né alla popolazione lucana né alle Istituzioni. Lo scorso 3 luglio venne organizzata un'importante giornata informativa e di sensibilizzazione sulla questione del Permesso di ricerca idrocarburi denominata "Palazzo San Gervasio" della società AleAnna Resources LLC. Evento organizzato dall'Associazione Intercomunale Lucania e dal Circolo territoriale VAS del Vulture Alto Bradano.
In quell'occasione venne proposta dalle Associazioni una bozza di delibera con specifiche e necessarie richieste alla Regione Basilicata per contrastare l'attività della società petrolifera AleAnna. Il documento, illustrato dettagliatamente dall'Associazione AIL e dell'Associazione VAS per il Vulture - Alto Bradano, venne condiviso all'unanimità dei presenti, apprezzandone la puntuale ricostruzione della vicenda e la bontà di tutte le questioni di merito sollevate.
In quella stessa giornata, in qualità di Sindaco di Palazzo San Gervasio, assunsi l'onere e l'onore di proporre al Presidente dell'Area Programma Vulture - Alto Bradano, Michele Sonnessa, la convocazione urgente di una Conferenza dei Sindaci per discutere della minaccia del permesso di ricerca e deliberare su azioni condivise per la difesa del nostro territorio. Con queste premesse e ringraziando l'operosità del Presidente dell'Area Programma, ieri (13 luglio) si è tenuta la partecipata e sentita Conferenza dei Sindaci nella Piazza Vincenzo D'Errico a Palazzo San Gervasio. Una Conferenza che ha visto la partecipazione dei Comuni di Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania, Melfi, Lavello, Montemilone, Venosa, Ripacandida, Rapone, Rionero in Vulture, San Fele, Rapolla, Maschito, Barile, Ruvo del Monte oltre ai Comuni limitrofi di Oppido Lucano, Acerenza, San Chirico e Spinazzola della Regione Puglia che subirebbe indirettamente ripercussioni dall'attività della società AleAnna. Quanto deliberato all'unanimità si pone su un tracciato di perfetta coerenza con quanto affermato 9 mesi addietro, il 13 ottobre 2014, quando si deliberò contro il Permesso di ricerca "Palazzo San Gervasio, contro il Permesso denominato "La Bicocca" e contro il progetto "solare termodinamico" della Teknosolar Italia 2 S.r.l. Già allora si facevano recapitare alla Regione Basilicata specifici deliberati, con dettagliate motivazioni, con le quali si ribadiva la necessità di orientare la crescita dell'Area Vulture - Alto Bradano verso obiettivi di sviluppo rurale, rispetto del paesaggio, della biodiversità, del patrimonio culturale, dell'agricoltura e delle disposizioni di materia di sostegno del settore agricole, dettate dalla PAC, che non possono conciliarsi con devastanti ed impattanti progetti industriali che non si integrano con il territorio, ma sfregiano irreversibilmente l'identità di un'itera Arera che non vuole rinunciare ai suoi fondanti valori tradizionali ed identitari.
Uno sviluppo sostenibile importante ed auspicabile per l'intera Area del Vulture - Alto Bradano rivolto alla valorizzazione dell'agricoltura, del potenziamento del turismo rurale e alla realizzazione di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabili in supporto all'agricoltura, qualora previsti in aree agricole, e non in sua sostituzione.
Non ammetteremo alcuna forma di sopruso sul nostro territorio, mostrandoci coerenti con la strada di difesa della Terra e di contrasto a tutte le forme di depredazione della nostre risorse, senza distinguo tra progetti legati alle fonti fossili e progetti legati parzialmente alle fonti rinnovabili, come il termodinamico alle porte di Palazzo San Gervasio che non presenta possibilità alcuna per poter essere definito sostenibile per l'irreversibile consumo di suolo e per i potenziali rischi per l'ambiente ed il territorio che verrebbe reso molto più vulnerabile a discapito della sua valorizzazione.
La Conferenza dei Sindaci dello scorso 13 luglio, affermata la sua azione coerente con le problematiche ambientali, ha affrontato nella sua complessità la vicenda del permesso di ricerca idrocarburi della AleAnna, giungendo ad una condivisa posizione: ritenere inutile l'ostinarsi a difendere l'indifendibile, quale la D.G.R. n. 682 del 7.6.2013 di diniego all'intesa con la società AleAnna Resources LLC, oggetto di annullamento da parte del Tar Basilicata, presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato e sperando di far "risuscitare" un provvedimento che purtroppo è stato motivato con evidenti, e si ritiene non superabili, vizi di illogicità e manifesta contraddittorietà. Perseguire sulla strada del ricorso in appello al Consiglio di Stato sarebbe giustificabile solo in un'ottica di mera illusione portando a far credere che ci sia la volontà politica di difendere il territorio del Vulture - Alto Bradano dall'attività mineraria, ma nei fatti intraprendere strade inutili, inefficaci, infruttuose e quindi non coerenti con le richieste di sviluppo sostenibile di un'intera Area.
Condivisa questa premessa iniziale, si è convenuto ad impegnare il Presidente della Regione Basilicata a:

- proporre l'urgente avvio di un procedimento di riesame della Determinazione Dirigenziale n. 276 del 9 marzo 2011 per valutare la possibilità di un annullamento in autotutela, considerando necessaria un’assoggettabilità a VIA di un progetto di così vaste proporzioni in un’area ad elevata vulnerabilità per la sua intrinseca fragilità;

- verificare la possibile assenza dei presupposti per concedere alla società AleAnna Resorces LLC, la proroga all'esenzione dalla VIA, scaduta il 9.3.2014, ritenendo plausibile che "le componenti ambientali del contesto territoriale di riferimento" siano variate alla luce del S.I.C. Grotticelle di Monticchio (IT9210140) istituito nell'anno 2013 e designato Zona Speciale di Conservazione (Z.S.C.) con il D.M. 16 settembre 2013; alla luce dell'istituendo Parco regionale del Vulture; evidenziando l'incompatibilità del progetto in esame con il Piano strutturale provinciale (Psp), approvato dal Consiglio provinciale di Potenza nella seduta del 27 novembre 2013; assenza di analisi delle interferenze con il prospiciente territorio pugliese sulla base del recente Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (P.P.T.R.), approvato dalla Regione Puglia con D.G.R. n. 176 del 16.02.2015, e del recente Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia BAT approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 11 del 15 giugno 2015;

- evidenziare la necessità che venga redatto uno Studio di Incidenza Ambientale per il progetto presentato dalla AleAnna Resources LLC che affronti in modo specifico le possibili interferenze con i siti della Rete Natura 2000 presenti e/o contermini con il territorio oggetto di studio;

- valutare l'urgenza di approvare una nuova Delibera diniego all'intesa adducendo motivazioni differenti da quelle riportate nell'atto annullato con la recente sentenza del Tar Basilicata, evitando vizi di illogicità e manifesta contraddittorietà dal momento che la stessa sentenza del Tar Basilicata n. 325 del 25/06/2015 ha precisato che «l’intesa è un’intesa di tipo “forte” e/o a “struttura necessariamente bilaterale”, in quanto il dissenso della Regione non può essere superato dallo Stato in modo unilaterale. La conferma che il dissenso della Regione non può essere superato dallo Stato in modo unilaterale, richiede l'approvazione di una nuova Delibera di diniego poiché, ad oggi, privi di un atto ufficiale della Regione Basilicata in seguito all'annullamento della D.G.R. n. 682 del 7.6.2013 con sentenza del Tar Basilicata n. 325 del 25/06/2015 la cui impugnazione, tramite ricorso in appello al Consiglio di Stato, si ritiene essere una strada non efficace.

L'importante atto istituzionale approvato, non sarà un punto d'arrivo bensì un punto d'inizio per una protesta motivata e costruttiva avendo ben salda la direzione della battaglia. Si ringrazia il supporto fattivo e costruttivo di tutte le Associazioni presenti nella serata del 13 luglio scorso, quali l'Associazione Intercomunale Lucania, Federazione nazionale Pro Natura, l'Associazione nazionale VAS per il Vulture Alto Bradano, l'Associazione Futura Venosa, il Comitato Diritto alla Salute di Lavello, il WWF Basilicata, il NoTriv Basilicata, l'Associazione Altragricoltura , tutte le Istituzioni presenti e tutti i Cittadini attivi in questa azione di legalità e di civiltà senza ridicoli ed insignificanti scontri basati sul colore politico di ciascuno.

Michele MASTRO
Sindaco di Palazzo San Gervasio



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