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| Martina Pasinotti, un'eccellenza della danza con radici lucane |
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20/06/2025 | Con la conclusione delle repliche del balletto Giselle al Teatro Massimo di Palermo, si chiude una produzione di grande rilievo che ha visto protagonista, nel ruolo di prima ballerina, Martina Pasinotti. Nata a Roma nel 1995, Martina è legata per origini familiari a Terranova di Pollino, in Basilicata, terra che sente profondamente e che continua a frequentare con affetto ogni estate.
Dopo un lungo percorso di studio e formazione, inizia la sua carriera nella danza diplomandosi nel 2014 all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano sotto la direzione di Frédéric Olivieri. In precedenza aveva studiato presso il Teatro dell’Opera di Roma, costruendo fin da giovanissima le basi di un lavoro impegnativo e rigoroso. Subito dopo il diploma si unisce alla compagnia dell’Opéra de Nice, diretta da Eric Vu-An, per poi proseguire in Germania al Theater Magdeburg, dove lavora tra il 2015 e il 2016.
Rientrata in Italia, danza al Teatro San Carlo di Napoli, partecipando a produzioni come Romeo e Giulietta, Alice in Wonderland, Pink Floyd Ballet, e rivestendo ruoli solistici in Cenerentola e Zorba il Greco. Collabora anche con la compagnia Daniele Cipriani Entertainment nello Schiaccianoci di Amedeo Amodio. Nel 2018 riceve il premio al merito nella XVI edizione del riconoscimento “Giovani Talenti” per l’arte della danza.
Nel biennio 2018–2019 entra nel corpo di ballo dell’Arena di Verona, prendendo parte anche a La traviata al Teatro dell’Opera di Roma con le coreografie di Luciano Cannito. Sempre sotto la direzione di Cannito, interpreta nel 2019 i ruoli solistici della Primavera e della Danza Araba nella Cenerentola con la Roma City Ballet Company.
Nello stesso anno entra nel corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo, dove ottiene la stabilità tramite concorso pubblico. Da allora partecipa a numerose produzioni, tra cui Preljocaj – Korsia, Chamber Symphony di Lucinda Childs, Romeo e Giulietta, Le relazioni pericolose di Davide Bombana, Lo Schiaccianoci di Lienz Chang e Nijinski di Marco Goecke, dove interpreta il ruolo di Tersicore. In Giselle, nella versione di Patrice Bart, aveva già danzato in precedenza nel ruolo delle amiche.
Dal 2022 la sua presenza cresce ulteriormente con ruoli di prima ballerina: interpreta Maria e la Fata Confetto ne Lo Schiaccianoci di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso, Gulnara ne Le Corsaire di José Martinez, Marina in Zorba il Greco di Lorca Massine, Paquita e Biancaneve negli omonimi balletti firmati da Colau e Veneruso. Nel 2024 interpreta la protagonista in Cendrillon di Thierry Malandain e danza in Carmen di Leo Mujic. Nel 2025 è prevista la sua partecipazione a Rossini Cards di Mauro Bigonzetti, con due brani coreografici (Duetto Inoffensivo e Solo un punta), e a Sacre du Printemps di Edward Clug.
Il recente debutto come Giselle, in una versione curata da Colau secondo i canoni più rigorosi del balletto romantico, ha messo in evidenza una notevole maturità artistica. Martina ha saputo affrontare un ruolo tecnicamente e interpretativamente complesso con sicurezza, equilibrio e profondità espressiva, ricevendo apprezzamenti dalla critica e una lunga ovazione da parte del pubblico. Accanto a lei, il ballerino Alessandro Casá nel ruolo di Albrecht ha completato una coppia affiatata e credibile sul palco.
Oggi Martina Pasinotti rappresenta una figura di riferimento nel panorama della danza classica italiana. Il suo percorso, costruito attraverso tappe internazionali e teatri di prestigio, è frutto di un lavoro costante e di una preparazione solida. La sua presenza stabile al Teatro Massimo di Palermo e il recente riconoscimento come prima ballerina testimoniano non solo il suo talento, ma anche la determinazione con cui ha affrontato ogni fase della sua carriera.
In attesa dei prossimi impegni professionali, è previsto anche quest’anno il suo ritorno estivo in Lucania, nella quiete di Terranova di Pollino, dove la danza può lasciare per un momento spazio al riposo e alla vita privata. Una presenza sobria e discreta, che testimonia il valore della continuità tra origini familiari, identità personale e realizzazione professionale.
lasiritide.it |
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