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È morto Andy Donato, l’artista canadese con Fardella nel cuore

17/09/2026



È morto in Canada Andy Donato, illustre fumettista, vignettista e artista di origini fardellesi. Aveva 89 anni. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo della satira canadese, ma anche nella comunità di Fardella, che negli ultimi anni aveva rinsaldato con lui un legame fatto di memoria, arte e appartenenza. Donato, nato in Canada da una famiglia originaria di Fardella, in Basilicata, aveva costruito una lunga e prestigiosa carriera nel mondo del giornalismo e della satira.


Per decenni le sue vignette hanno accompagnato la vita politica e sociale canadese, diventando una presenza riconoscibile sulle pagine del Toronto Sun. Ma nonostante il successo e la distanza, il rapporto con il piccolo centro lucano non si era mai spezzato. Al contrario, con il passare degli anni, Fardella era diventata per Donato un luogo dell'identità, della memoria familiare e delle proprie radici. Nel 2019 il Comune gli aveva conferito la cittadinanza onoraria, riconoscendo il valore della sua carriera e il legame mai dimenticato con il paese da cui erano partiti i suoi genitori. Un rapporto che si era ulteriormente rafforzato con la nascita del Premio Andy Donato, manifestazione dedicata alla satira e al disegno e rivolta in particolare alle nuove generazioni. Proprio nell'ultima edizione, svoltasi lo scorso agosto, Donato aveva fatto sentire ancora una volta la propria vicinanza ai giovani partecipanti. Il Comune di Fardella lo ricorda con parole cariche di affetto, sottolineando come, anche a distanza di migliaia di chilometri, l'artista continuasse a sentirsi profondamente legato alle proprie origini. «Ci stringiamo al dolore che ha colpito la famiglia dell'illustre artista e vignettista di origini fardellesi Andy Donato, che purtroppo si è spento oggi a fianco ai suoi cari in Canada». Nel messaggio di cordoglio, l'Amministrazione comunale ricorda soprattutto l'ultimo incontro virtuale con Donato, avvenuto in occasione del Premio: «Nell'ultima edizione del Premio Andy Donato, ad agosto, abbiamo sentito forte il legame che aveva con Fardella. Con emozione e professionalità riconosceva sempre il talento dei ragazzi impegnati nel concorso e raccontava loro la sua storia, come da figlio di emigranti è diventato un famoso artista in Canada». Un passaggio che restituisce la dimensione più personale di Donato: quella di un figlio di emigranti che era riuscito a trasformare il proprio talento in una professione e in una carriera internazionale, senza perdere il rapporto con le proprie radici.


Ancora più significativo è il ricordo dell'ultima comunicazione ricevuta dal Comune. «Nell'ultima email che ci ha inviato, qualche settimana fa, con entusiasmo ci dava nuove idee per l'implementazione del Premio Andy Donato».


Un dettaglio che rende ancora più dolorosa la notizia della sua scomparsa. Fino a poche settimane fa, infatti, Donato continuava a guardare al futuro del premio che portava il suo nome, proponendo idee e immaginandone nuovi sviluppi. «La promessa con cui ci siamo lasciati è stata quella di dare lustro al Tuo nome, al nome di un personaggio illustre del nostro paese, Andy Donato che con la sua storia personale è parte integrante della nostra identità collettiva».


Una promessa che Fardella intende mantenere. Il Comune annuncia infatti la volontà di far crescere ulteriormente il Premio Andy Donato, trasformandolo in un appuntamento sempre più ampio e internazionale: «E cercheremo di mantenerla rendendo il Premio più internazionale, più partecipato e che si svolga in più mesi dell'anno».


È questo, dunque, il modo scelto da Fardella per salutare Andy Donato: non soltanto attraverso il ricordo, ma continuando il progetto culturale che porta il suo nome e che mette in relazione le nuove generazioni con il linguaggio dell'arte e della satira. La storia di Donato è, in fondo, anche una storia di emigrazione italiana. Una storia fatta di partenza, successo, lontananza e ritorno ideale alle proprie origini. Dal piccolo centro lucano alla grande scena giornalistica canadese, il suo percorso ha rappresentato un ponte tra due mondi. Fardella oggi piange uno dei suoi figli illustri, anche se nato e vissuto dall'altra parte dell'oceano. E proprio quel legame, costruito attraverso l'arte e la memoria, continuerà a vivere nel premio che porta il suo nome.




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