Un ricorso al prefetto per l’annullamento della seduta consiliare dello scorso 29 luglio, motivandolo con quello che l’opposizione ha ritenuto essere un «vizio di violazione di Legge e di Regolamento, per difetto di notifica e di comunicazione nominale e per carenza di invito ad personam alla partecipazione al Consiglio comunale».
Ma la sindaca Domenica Paglia ha eccepito ai nostri microfoni come la minoranza fosse presente in aula, per cui, «conosceva data e orario della seduta». Ma procediamo per gradi. La minoranza di Cersosimo si è rivolta al prefetto di Potenza per quella che considera una «illegittimità». I consiglieri Vincenzo Diego, Pietro Gulmi e Leonardo Di Giorgio hanno difatti scritto a Campanaro in merito alla convocazione dell’Assise attraverso l’invio di «un avviso privo di destinatario e formulato come un manifesto pubblico, utilizzando la formula impersonale..." si rende noto"....» poiché, si legge nell’esposto, «viola il munus del consigliere e le norme che regolano lo svolgimento delle sedute consiliari». Il gruppo ha citato in proposito anche gli articoli 39 e 43 del Testo unico enti locali che «riconoscono ai consiglieri lo ius ad officium di partecipare alle sedute presupponendo una comunicazione mirata e recettizia, certificata da una notifica tempestiva e formale».
Inoltre, viene fatto presente allo stesso prefetto come la convocazione sarebbe avvenuta «in difformità» rispetto al regolamento del Consiglio comunale di Cersosimo. «Giova conoscere che, nonostante il presidente del Consiglio sia stato invitato a riconvocare correttamente il Consiglio comunale, si è preferito terminare la seduta con la relativa approvazione degli atti proposti», aggiungono i consiglieri. Partendo dalla «irritualità» della convocazione e, quindi, «chiedendo il rinvio della seduta», Diego, Gulmi e Di Giorgio hanno evidenziato a Campanaro la necessità di «rinnovazione integrale dell'iter e la conseguente riapprovazione ex novo delle delibere». Di diverso avviso la sindaca Paglia: «Sulla vicenda è stato già molto chiaro il segretario comunale durante la stessa seduta», ci ha detto.
«Le convocazioni - ha aggiunto la prima cittadina - possono avvenire in modo perentorio, come indicato dai consiglieri, oppure attraverso un invito. Di fatti, il segretario comunale, aveva evidenziato senza esitazione proprio quanto la presenza dei consiglieri in aula stesse a significare che la convocazione fosse avvenuta in modo corretto.
Ed io condivido questo indirizzo. Chiaramente - conclude Paglia - se non avessero avuto contezza del giorno e dell’ora della riunione, allora avrebbero potuto lamentarsene. Ma, ribadisco, visto che erano presenti, proprio non comprendo quale sia il problema».
Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it