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| Emergenza maltempo, approvato il Piano da 4,77 milioni |
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13/08/2026 |
|  Il Dipartimento nazionale della Protezione Civile ha approvato il Piano degli interventi urgenti predisposto dalla Regione Basilicata per fronteggiare le conseguenze degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 28 marzo scorso, hanno interessato il territorio lucano. Con il provvedimento vengono approvati gli interventi destinati a Province e Comuni per complessivi 4.767.783 euro stanziati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri lo scorso aprile. “Adesso entriamo in una nuova fase. L’obiettivo è fare in modo che le risorse assegnate producano nel minor tempo possibile gli interventi per i quali sono state destinate. Procederemo con gli atti di nostra competenza e ci sarà l’individuazione dei soggetti attuatori, ai quali spetterà tradurre il Piano in lavori. È su questo passaggio, dalla programmazione all’esecuzione, che concentreremo d’ora in poi la nostra attenzione, chiedendo la massima efficienza agli enti coinvolti”, è il commento del presidente della giunta regionale, Vito Bardi, che riveste anche il ruolo di Commissario delegato per lo stato di emergenza. L’approvazione completa l’istruttoria avviata dopo il primo via libera del 15 luglio, e invlude nuovi elementi comunicati dalla Regione il 5 agosto che hanno consentito di ampliare la platea degli interventi. “È un provvedimento che attendevamo e che consente di procedere con i successivi adempimenti. Come avevamo chiarito per la vicenda della strada provinciale 168, l’individuazione dei soggetti attuatori poteva avvenire solo a valle dell’approvazione definitiva del Piano da parte del Dipartimento nazionale della Protezione Civile. Oggi quel passaggio è stato compiuto e si può proseguire affidando agli enti competenti la realizzazione degli interventi”, dichiara il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, con delega alla Protezione Civile, Pasquale Pepe. Il quadro complessivamente autorizzato ammonta dunque a 4.767.783 euro, con 217.260 euro che riguardano sette misure riconducibili alla lettera a) dell’articolo 25 del Codice della Protezione civile (soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall’evento), mentre 4.550.523 euro finanziano 107 interventi ricompresi nella lettera b) (ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche). Tra le misure della prima categoria figurano i contributi di autonoma sistemazione (in riferimento alle persone costrette ad abbandonare temporaneamente la propria abitazione) che riguardano Rapolla e Sant’Arcangelo, l’impiego del volontariato organizzato di Protezione civile e le attività di supporto alla struttura commissariale. La parte largamente prevalente delle risorse è quindi destinata agli interventi necessari a fronteggiare gli effetti prodotti dal maltempo sul territorio. Il provvedimento indica anche gli adempimenti necessari per la prosecuzione delle procedure. In particolare, i CUP (Codici Unici di Progetto) dovranno essere acquisiti e inseriti nel Piano entro quindici giorni dall’approvazione e, in ogni caso, prima dell’autorizzazione del Commissario delegato per la realizzazione del singolo intervento. È inoltre prevista la trasmissione della relazione trimestrale sullo stato di avanzamento delle attività, sulle somme erogate, sulle eventuali economie e sulle previsioni di ultimazione.
“Abbiamo lavorato in maniera proficua – aggiunge Bardi – e non abbiamo mai avuto dubbi sull’esito di questo percorso, perché abbiamo seguito ogni passaggio con attenzione e conoscevamo la solidità del lavoro svolto dagli uffici. Oggi l’approvazione del Dipartimento nazionale della Protezione Civile conferma quanto abbiamo sostenuto sin dall’inizio. Le risorse c’erano e il Piano avrebbe seguito l’iter previsto. Adesso sì che si può procedere con l’individuazione dei soggetti attuatori e con gli adempimenti necessari per arrivare alla realizzazione degli interventi. Le istituzioni hanno il dovere di parlare sulla base degli atti e delle procedure, ed è quello che abbiamo sempre fatto”. “Le nostre rassicurazioni – dice Pepe – non erano valutazioni di circostanza, ma poggiavano sulla conoscenza puntuale del procedimento. Quando assumiamo un impegno lo facciamo a ragion veduta, consapevoli di poterlo mantenere. Al di là dei formalismi. Chi ha preferito alimentare dubbi sulla disponibilità delle risorse, oggi ha una risposta nei fatti. Questo, però, non cancella un altro dato.
Di fronte a situazioni che incidono sulla viabilità e sulla vita quotidiana delle comunità, gli enti competenti possono assumersi le proprie responsabilità e intervenire anche senza attendere la conclusione di ogni percorso di finanziamento. Alcuni Comuni lo hanno fatto utilizzando risorse proprie e successivamente inserendo gli interventi nel Piano. Dove esistono competenze, strumenti e possibilità di intervento, attendere non può diventare un alibi. Se questa strada fosse stata seguita anche altrove, alcuni lavori sarebbero potuti partire prima e i cittadini avrebbero dovuto convivere per meno tempo con disagi e difficoltà”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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