L'associazione Mici Fido ODV ETS segue con grande attenzione quanto sta accadendo in vista della demolizione del viadotto di Tiera, a Potenza, e delle possibili ripercussioni sui numerosi cani ospitati nel vicino canile comunale di Potenza. In queste ore si sono susseguite prese di posizione da parte di associazioni animaliste e cittadini. Le istituzioni hanno reso noto che, d'intesa con l'ASP, sarebbe stato ritenuto più rischioso procedere al trasferimento degli animali e che, per limitare gli effetti dello stress provocato dal brillamento del viadotto, è stato predisposto uno specifico protocollo di tutela. "Non abbiamo alcuna intenzione di alimentare polemiche pretestuose o allarmismi – afferma la presidente di Mici Fido ODV ETS, Simona Cuomo – ma riteniamo che il benessere animale debba essere tutelato con la massima attenzione e trasparenza". Per questo motivo l'associazione condivide le richieste, già avanzate da altre organizzazioni animaliste, di rendere pubbliche le valutazioni tecnico-scientifiche che hanno portato alla decisione di non trasferire gli animali. «La fiducia nelle istituzioni – prosegue Cuomo – si costruisce anche attraverso la condivisione delle informazioni e delle motivazioni che hanno determinato decisioni tanto delicate". Secondo Mici Fido, tuttavia, il confronto non può limitarsi all'emergenza. "Ci chiediamo anche come si sia arrivati a questa decisione. Vorremmo sapere se il gestore della struttura abbia realmente partecipato al confronto rappresentando tutte le possibili alternative nell'interesse degli animali ospitati oppure se abbia semplicemente preso atto delle decisioni assunte da altri soggetti. È un chiarimento doveroso, non per individuare responsabilità, ma per comprendere se tutte le possibili soluzioni siano state realmente valutate". L'associazione richiama inoltre l'attenzione su un problema ben più ampio. "La vera domanda non è se fosse possibile spostare 500 o 700 cani. Sul numero effettivo, peraltro, non vi è ancora chiarezza ed è opportuno fare piena luce anche su questo aspetto. La vera domanda è perché una città come Potenza abbia oggi un numero così elevato di cani rinchiusi in un canile. È questa la riflessione che la politica dovrebbe avere il coraggio di affrontare". Per Mici Fido ogni emergenza mette inevitabilmente in evidenza criticità che si trascinano da anni e che non possono essere affrontate soltanto quando diventano di stretta attualità. "Vorremmo conoscere quali politiche di prevenzione del randagismo siano state concretamente attuate dalle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo; quali campagne siano state promosse per incentivare le adozioni responsabili; quali percorsi di collaborazione siano stati costruiti con gli Enti del Terzo Settore e con il volontariato; quali investimenti siano stati realizzati per la sterilizzazione e la prevenzione degli abbandoni. Se oggi discutiamo della difficoltà di mettere in sicurezza centinaia di cani, significa che il problema nasce molto prima del brillamento del viadotto". L'associazione auspica quindi un cambio di prospettiva.
"Non servono soltanto risposte sull'emergenza di oggi: servono politiche strutturali che riducano progressivamente il numero di animali costretti a vivere per anni in un canile. Il benessere animale si costruisce con la prevenzione, con la responsabilità delle istituzioni e con un reale coinvolgimento del mondo del volontariato. Solo così non saremo costretti, domani, ad affrontare nuovamente situazioni come questa". Infine, Mici Fido richiama l'attenzione su un tema finora poco affrontato nel dibattito pubblico. "Mentre si discute, giustamente, del destino dei cani ospitati nel canile potentino, nessuno sembra chiedersi quale sarà l'impatto dell'esplosione sulla fauna selvatica presente nell'area interessata. Chi proteggerà gli animali che non hanno una voce né un luogo in cui essere messi in sicurezza? Anche loro fanno parte di quel territorio e meritano che ci si interroghi sulle conseguenze di un intervento tanto invasivo.
La salvaguardia della biodiversità non può diventare un tema secondario ogni volta che ci si trova di fronte a un'emergenza". Mici Fido ODV ETS rinnova infine l'auspicio che il confronto tra istituzioni, gestori, servizi veterinari e associazioni si svolga in un clima di piena collaborazione e trasparenza, affinché ogni decisione sia assunta avendo come priorità la tutela degli animali e la prevenzione di situazioni analoghe attraverso politiche efficaci e durature.