La vicenda giudiziaria al centro dell’inchiesta della Procura di Potenza, che ipotizza presunti rapporti tra un imprenditore senisese e ambienti riconducibili alla criminalità organizzata calabrese, richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la guardia rispetto ai tentativi di infiltrazione mafiosa nella Valle del Sinni.
Come Libera Basilicata e presidio Senisese Sant’Arcangelo ''Angela Ferrara'', nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e del principio di presunzione di innocenza, riteniamo doveroso sottolineare un aspetto che va oltre il singolo procedimento giudiziario: il pericolo rappresentato dalla possibilità che interessi criminali esterni possano trovare spazio all’interno delle nostre comunità, dei nostri sistemi economici e del tessuto sociale del territorio. La questione più grave, se le ipotesi investigative dovessero trovare conferma nelle sedi competenti, sarebbe proprio quella di aver consentito – attraverso eventuali complicità, silenzi o vulnerabilità – l’apertura di una porta a interessi criminali organizzati in un territorio sano, fatto di cittadini onesti, associazioni, imprese e istituzioni che ogni giorno operano nel rispetto delle regole. L’inchiesta coinvolge anche un appartenente all’Arma dei Carabinieri, accusato secondo l’ipotesi della Procura di aver fornito informazioni coperte da segreto investigativo. Un eventuale comportamento infedele da parte di chi rappresenta lo Stato e la legalità istituzionale rappresenterebbe un fatto particolarmente grave, perché rischierebbe di danneggiare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e di gettare un’ombra sul lavoro quotidiano della stragrande maggioranza delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine che servono il Paese con correttezza e sacrificio. Un singolo comportamento illecito, se accertato, non può e non deve macchiare l’impegno e la professionalità di tanti servitori dello Stato, ma proprio per questo deve essere affrontato con fermezza e trasparenza. Le mafie non arrivano soltanto attraverso la violenza: spesso cercano consenso, relazioni, opportunità economiche e complicità.
Per questo la prevenzione passa dalla consapevolezza collettiva, dalla cultura della legalità e dalla capacità di una comunità di riconoscere e respingere ogni tentativo di condizionamento. La Valle del Sinni è una terra che non vuole arrendersi alla paura né lasciare spazio all’indifferenza. Il contrasto alle mafie riguarda tutti: istituzioni, cittadini, associazioni, scuola e mondo produttivo. Ognuno è chiamato a fare la propria parte per difendere il bene più prezioso di una comunità: la libertà di vivere e lavorare senza condizionamenti criminali. Ognuno è chiamato a mettere in campo le proprie forze per blindare il territorio da queste pericolose infiltrazioni. Prima di tutto evitando di stare in silenzio.
Coordinamento Libera Basilicata
presidio Senise-Sant'Arcangelo ''Angela Ferrara''