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Basilicata. Stop al lavoro all’aperto durante le ore più calde

15/06/2026



Con l’arrivo dell’estate e l’impennata delle temperature, la priorità diventa la protezione di chi lavora sotto il sole cocente. Per questo motivo il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha firmato oggi un’ordinanza urgente che introduce il divieto assoluto di lavoro all’aperto nelle ore a più alto rischio termico. Il provvedimento, che entra in vigore immediatamente e resterà valido fino al 15 settembre 2026, mira a contrastare i gravi rischi per la salute - come colpi di calore, disidratazione e stress termico - a cui sono esposti quotidianamente centinaia di operai e braccianti sul territorio regionale.
La misura scatta nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma previsionale Worklimate (sviluppata da INAIL e CNR) segnalerà un livello di rischio “alto” per i lavoratori impegnati in attività fisiche intense all’aperto. In questi casi specifici, sarà vietato lavorare dalle ore 12.30 alle ore 16. Il blocco delle attività interessa una vasta platea di settori produttivi, tra cui l’agricoltura e il florovivaismo, i cantieri edili e affini, il settore forestale, le cave e le attività estrattive, la logistica e la movimentazione merci in aree esterne, la manutenzione stradale e ferroviaria, oltre a qualsiasi altra attività con prolungata esposizione al sole. L’ordinanza non si limita a fermare i motori nelle ore di picco, ma richiama i datori di lavoro alle proprie responsabilità di tutela della sicurezza (in linea con il D.Lgs. 81/2008). Le aziende, infatti, dovrannoi adottare tutte le misure organizzative necessarie, come la rimodulazione degli orari di lavoro, la garanzia di pause in aree ombreggiate o climatizzate, la fornitura costante di acqua fresca, indumenti adeguati e una corretta informazione sui rischi legati alle ondate di calore. Sono previste pochissime deroghe al divieto, limitate esclusivamente a situazioni di emergenza e pubblica utilità. Potranno continuare a operare la Protezione Civile, i servizi di pronto intervento per la tutela della pubblica incolumità e i cantieri di pubblica utilità la cui sospensione potrebbe creare pericoli a persone o cose. Anche in questi contesti, però, i datori di lavoro dovranno garantire misure di protezione equivalenti per salvaguardare gli operatori.
Per garantire l’effettivo rispetto delle disposizioni, la vigilanza sarà serrata e affidata alle Aziende Sanitarie Locali, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ai Comuni e a tutte le forze istituzionalmente competenti. L’ordinanza è stata trasmessa a Prefetture, Comuni, sindacati e associazioni datoriali per la sua immediata e capillare applicazione.




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