|
|
| Totò Petilli: ''Orgoglioso di allenare una piazza storica come Brienza'' |
|---|
15/06/2026
|
| In quella che si prospetta una stagione sportiva avvincente per quanto riguarda il campionato 2026/27 di Eccellenza lucana, la società del Brienza ha annunciato la nuova guida tecnica che riguarda un giovane esordiente. Totò Petilli infatti, è stato individuato dal club biancoblu come tecnico ideale al quale affidare quella che sarà certamente una rosa valida in rappresentanza di una piazza storica e ambiziosa. Per Petilli che fino ad un mese fa vestiva i colori proprio del Brienza come calciatore, si tratta dell’esordio in panchina. Curiosi di conoscere le sue sensazioni in vista di questa nuova avventura, lo abbiamo raggiunto per un’intervista.
La società Brienza le ha affidato la guida tecnica del club, è felice per questo nuovo incarico?
Certamente. Sono estremamente entusiasta e onorato di questa opportunità. La chiamata di Brienza è arrivata in un momento in cui sentivo il bisogno di una nuova sfida stimolante. Non vedo l’ora di mettere la mia energia al servizio della società e dei ragazzi.
Quali sono le sue sensazioni in questo momento?
Sento una grande responsabilità ma è una responsabilità che accetto con gioia. Essere l'allenatore significa essere un punto di riferimento per la squadra, per la società e per la tifoseria. So che le aspettative sono alte e proprio per questo lavorerò con la massima dedizione per ripagare la fiducia che mi è stata concessa.
Svolgere il doppio ruolo di calciatore-allenatore o si occuperà soltanto della guida tecnica?
Ho deciso di dedicarmi esclusivamente al ruolo di allenatore. Credo che per trasmettere le mie idee di gioco e per gestire il gruppo con la massima lucidità, sia necessario mantenere un distacco professionale dal campo, mantenendo il focus al 100% sulla panchina.
Fino ad un mese fa rappresentava questi colori da calciatore, come mai ha scelto di intraprendere questo nuovo ruolo?
È una scelta naturale maturata con il tempo. Ho vissuto anni intensi da calciatore ma sento che oggi posso dare un contributo maggiore al calcio e ai miei giocatori dall'altra parte della linea laterale.
Quali sono gli obiettivi che si è prefissata la società?
La società è ambiziosa ed estremamente seria. L'obiettivo principale è costruire una base solida, lavorare sodo ogni settimana per creare un'identità di squadra chiara e toglierci delle soddisfazioni domenica dopo domenica. Vogliamo essere protagonisti in un campionato difficile come quello di quest’anno.
Avete già programmato la campagna acquisti?
Siamo in piena sintonia con la dirigenza. Siamo al lavoro costantemente, valutando i profili giusti che possano sposarsi con il mio progetto tecnico e con la mentalità della piazza. Non cerchiamo solo bravi giocatori ma persone che abbiano la mentalità giusta per vestire la maglia del Brienza.
Mai come quest’anno il campionato di Eccellenza sarà con ogni probabilità competitivo e difficile da affrontare.
Sarà un campionato di livello alto, altissimo. Le squadre si stanno attrezzando benissimo e non esistono partite scontate. Sarà una battaglia ogni domenica e proprio per questo la differenza la faranno la compattezza del gruppo e la cura dei dettagli che riusciremo a mettere in campo. Sarà davvero una bella competizione.
D’altronde lei sarà alla guida di una società storica.
Brienza è una piazza competente e coinvolgente. Ho sempre ammirato l'attaccamento della gente verso questa maglia. Per me è un orgoglio sedermi su questa panchina e il mio impegno sarà quello di far vedere ai tifosi e alla società una squadra che onorerà il campo dal primo all'ultimo minuto.
Un’ultima curiosità. C’è un allenatore al quale si ispira?
Mi ispiro tanto ad Ancelotti! Per me un bravo allenatore non deve trasmettere solo le proprie competenze tecniche/tattiche ma deve entrare in sintonia con i propri giocatori, creare un gruppo forte e coeso e sapersi adattare alle caratteristiche tecniche e fisiche dei propri giocatori. Ancelotti in questo è il numero uno.
Carlino La Grotta |
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |