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Federconsumatori Basilicata: Caporalato: è ora di dire basta al cibo sporco di sangue

3/06/2026



La tragedia avvenuta ad Amendolara, in Calabria, dove quattro braccianti agricoli — tre afghani e un pakistano — sono stati bruciati vivi nella loro auto, segna un punto di non ritorno. C’è una soglia oltre la quale lo sfruttamento, già inaccettabile di per sé, si trasforma in barbarie. Quella soglia è stata tragicamente varcata.
Le vittime avevano lavorato per settimane tra la Sibaritidee la Piana del Metapontino,raccogliendo fragole in condizioni di sfruttamento: prima completamente innero, poi con contratti solo formalmente regolari. Ma il salario non arrivava mai. Quando hanno insistito per ottenere ciò che spettava loro, la risposta è stata il fuoco. Il sopravvissuto ha raccontato che i suoi compagni avevano chiesto più volte ai caporali di essere pagati, e qualcuno aveva persino chiesto un contratto vero, la regolarizzazione del rapporto di lavoro. Per questo sono morti. Federconsumatori Basilicata esprime orrore e sdegno per questa strage, l’ennesima e inaccettabile manifestazione di un sistema illegale e cruento che il nostro Paese tollera da troppo tempo con colpevole indifferenza. Il caporalato non è un fenomeno marginale: è una filiera parallela, criminale, che si alimenta della vulnerabilità dei lavoratori stranieri e della ricerca di prezzi sempre più bassi lungo la catena distributiva. Ogni volta che un consumatore acquista fragole, pomodori, arance, ha il diritto di sapere se quel prodotto porta con sé il peso dello sfruttamento, della violenza, del ricatto, e troppo spesso del sangue. I cittadini non vogliono essere complici inconsapevoli di un sistema criminale. Ma senza strumenti di trasparenza, lo diventano.
Per spezzare questa catena di illegalità, riteniamo necessario e urgente: Etichettatura sociale obbligatoria — Un sistema chiaro e verificabile che attesti condizioni di lavoro, regolarità dei contratti, sicurezza nei campi e rispetto della dignità dei lavoratori lungo tutta la filiera. Solo così i consumatori potranno scegliere in modo davvero consapevole. Inasprimento delle norme contro il caporalato — Servono controlli più stringenti, ispettorati rafforzati e una vera lotta alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico e lo sfruttamento di esseri umani nei campi. Tracciabilità integrata di filiera — Non solo origine geografica, ma anche origine sociale del prodotto: chi ha lavorato, come, con quali tutele. Piani territoriali contro lo sfruttamento — Basilicata e Calabria condividono aree agricole ad alta intensità di manodopera stagionale: servono interventi coordinati, alloggi dignitosi, trasporti sicuri, sportelli di tutela.
Il continuo richiamo all’eccellenza del made in Italy, di fronte a fatti come questi, risuona ingannevole, quasi macabro. Se vogliamo che le nostre produzioni siano davvero un motivo di orgoglio nazionale e internazionale, dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia questa piaga: l’eccellenza non può poggiare sulla schiavitù. Federconsumatori Basilicata continuerà a battersi affinché i diritti dei lavoratori, italiani estranieri, siano rispettati e affinché i consumatori possano scegliere prodottiliberi da sfruttamento, violenza e illegalità.




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