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Da Bucaletto a Brescia, la pallavolo che abbatte le distanze

3/06/2026



Lo sport inclusivo non è uno slogan da esibire, ma una scelta concreta, quotidiana. Una scelta che richiede coraggio, competenza e, soprattutto, cuore. Lo sa bene la Polisportiva Santa Maria della Speranza di Bucaletto, una realtà parrocchiale nata quest’anno dal puro volontariato in un quartiere di periferia che convive ogni giorno con mille difficoltà, a partire dalla cronica carenza di impianti sportivi. Eppure, dove mancano le risorse economiche, a fare la differenza sono state la determinazione, l’amicizia e la voglia di non farsi togliere il diritto di sognare. Una spinta che ha portato la squadra di pallavolo femminile under 18, guidata con passione e competenza dall’allenatore Federico Manicone, il cui costante impegno e dedizione sono stati fondamentali per la crescita tecnica e umana del gruppo, dritta fino alla fase finale del progetto nazionale “NET – Generazione Inclusiva”.
La manifestazione, svoltasi dal 29 al 31 maggio nella splendida cornice di Brescia, ha visto le ragazze conquistare un meraviglioso secondo posto: un risultato straordinario, che va ben oltre la cronaca sportiva e premia il grande lavoro svolto sul campo e fuori. Un traguardo che il vice parroco, don Salvatore Sabia, accoglie con profonda gratitudine; è stato proprio lui, infatti, a credere fortemente in questo progetto sin dal primissimo istante, sostenendolo e accompagnandolo passo dopo passo come una vera e propria missione pastorale.
«Questo secondo posto - ha commentato don Salvatore - è la testimonianza di come lo sport, vissuto con i valori del Vangelo, possa farsi strumento di comunione, di riscatto e di vera fraternità cristiana. Abbiamo camminato insieme, senza lasciare indietro nessuno, dimostrando che l’accoglienza e la condivisione sanno generare frutti meravigliosi anche nei contesti più difficili. La vera vittoria è stata vedere i nostri ragazzi farsi testimoni di speranza e di amore sul campo e nella vita».
Il progetto “NET – Generazione Inclusiva”, finanziato da Sport e Salute e promosso dal Centro Sportivo Italiano (CSI) e da US ACLI, ha dimostrato come lo sport possa trasformarsi in un ponte teso tra persone, comunità e storie diverse. La fase conclusiva dell’evento è stata una vera e propria festa del movimento, della condivisione e dell’abbattimento di ogni barriera, dove oltre alla pallavolo hanno trovato spazio discipline come tennis, pickleball e padel.
I numeri della manifestazione parlano chiaro: oltre 300 atleti presenti alle finali in rappresentanza di tutta Italia; più di 3.500 partecipanti che hanno vissuto questo percorso formativo e sportivo durante tutto l’anno attraverso le società affiliate.
Vedere lo spirito di squadra e la felicità stampata sui volti dei ragazzi in impianti bellissimi è stata l’ennesima conferma della bellezza più pura dello sport.
Per le ragazze della pallavolo della Polisportiva Santa Maria della Speranza, questo viaggio è iniziato a ottobre. Mesi di impegno, fatica e tantissimo entusiasmo, affrontati con un obiettivo chiaro impresso nello statuto invisibile della società: l’incontro e l’amicizia vengono prima di ogni podio.Arrivare in finale e conquistare la medaglia d’argento è l’attestato di un miracolo sportivo reso possibile anche grazie a una preziosa sinergia territoriale. Il CSI Potenza, infatti, ha affiancato e sostenuto la neonata Polisportiva in ogni passo di questo cammino, mettendo a disposizione allenatori, dirigenti, supporto tecnico e logistico, dando una formidabile “man forte” a questo progetto.
«Come CSI abbiamo scelto di portare la nostra sede in una realtà di periferia complessa, dove l’essenza del nostro impegno è squisitamente sociale — dichiara con orgoglio il Presidente Provinciale del CSI Potenza, Andrea Schiavone, che fin dall’inizio ha sposato la causa della Polisportiva mettendo in campo le risorse del comitato —. Ma quando, accanto all’obiettivo sociale, arriva anche un risultato sportivo così prestigioso, la gioia diventa incontenibile».
«Questa avventura — ha sottolineato il Presidente Schiavone — è la testimonianza concreta che le cose si possono fare, anche quando si parte in salita. La scarsità di budget e le barriere strutturali non sono bastate a spegnere il motore della passione. Come CSI abbiamo voluto fortemente affiancare questa associazione, perché crediamo che lo sport debba essere un diritto di tutti e non un privilegio di pochi. La voglia e la determinazione delle ragazze, dello staff e dei volontari hanno vinto su tutto, abbattendo ogni ostacolo e permettendo a ogni singola atleta di vivere un sogno che sembrava lontano, ma che oggi è una splendida realtà».
La Polisportiva Santa Maria della Speranza torna a Bucaletto con una coppa tra le mani, ma soprattutto con la consapevolezza di aver piantato un seme di speranza indistruttibile: lo sport, quello vero, non esclude nessuno. E questa è la vittoria più bella.


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