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| Cgil Basilicata contro l’aumento IRPEF: ''Inaccettabile, così si colpisce il diritto alla salute'' |
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14/04/2026 |
|  Dichiarazioni dure arrivano dalla Cgil Basilicata in merito alla decisione della Giunta regionale di aumentare l’addizionale IRPEF per riequilibrare i conti della sanità lucana. Il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, definisce la misura “inaccettabile”, parlando di una situazione ormai insostenibile e di un sistema sanitario in profonda crisi dopo anni di gestione regionale. Al centro delle critiche il diritto alla salute, ritenuto sempre più compromesso tra carenza di servizi, liste d’attesa e migrazione sanitaria.
Segue comunicato.
"La decisione della Giunta regionale di Basilicata di aumentare l’addizionale IRPEF per tentare di riequilibrare i conti della sanità lucana è inaccettabile. Diciamo basta e lanciamo un grido di allarme di fronte a una situazione ormai divenuta insostenibile. Dopo sette anni di gestione del governo Bardi, che ha portato la sanità lucana in uno stato comatoso e di totale disfacimento, non possono essere i cittadini a pagare il prezzo di questo disastro. Parliamo di uno dei settori più importanti nella vita delle persone: il diritto alla salute". Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa. "L’aumento dell’addizionale - prosegue - sarebbe un’ulteriore beffa, soprattutto a fronte dell’assenza di servizi socio‑sanitari adeguati. I lucani, per potersi curare, sono spesso costretti a rivolgersi fuori regione, mentre le liste d’attesa interminabili rendono di fatto negato il diritto alla cura in Basilicata. A ciò si aggiunge la mancanza di servizi di welfare per le persone non autosufficienti. Per queste ragioni - conclude Summa - riteniamo che la misura sia colma. Chiediamo con fermezza di non procedere ad alcun aumento fiscale a carico dei cittadini e di aprire un confronto serio sulle politiche socio‑sanitarie della regione. Deve essere chiaro che non resteremo fermi. Nei prossimi giorni, come Spi Cgil Basilicata, proporremo ai pensionati di Cisl e Uil di costruire insieme una grande mobilitazione per la difesa del diritto alla salute e contro l’aumento delle imposte". |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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