Sono trascorsi ventinove anni, ma il dolore per la morte di Giuseppe Passarelli resta vivido e incolmabile. Ventuno anni appena, la vita di un giovane carabiniere di Policoro stroncata da un colpo alla nuca nella caserma di Cassano allo Ionio. Una tragedia che ancora oggi pesa come un macigno sulla coscienza della nostra comunità e sulla memoria di chi lo ha amato.
Un figlio della nostra terra, una divisa che parla a chi vuole ascoltare. Giuseppe non era solo un militare: era un ragazzo pieno di vita, dedito al dovere e alla famiglia, con un futuro davanti che gli è stato ingiustamente negato.
Eppure, per troppo tempo, la sua scomparsa è stata archiviata come suicidio. Una spiegazione fredda, superficiale e inaccettabile, che ignora le prove inquietanti emerse fin dal primo momento: terriccio sulla divisa, segni di trascinamento sul corpo, assenza di residui di polvere da sparo sulla pistola, incongruenze nelle testimonianze dei colleghi. Tutti elementi che rendono chiara una sola cosa: la verità non è mai stata cercata davvero. La famiglia di Giuseppe, da sempre ferma nella propria richiesta di giustizia, non ha mai accettato questa ricostruzione, e oggi torna a chiedere con forza ciò che le è dovuto: chiarezza, rispetto, risposte. Che cosa accadde davvero tra le 12 e le 14 del 24 marzo 1997? Perché il giovane fu trattenuto in caserma senza reale necessità, e con chiari segni di disagio e turbamento?
Perché alcune prove, così evidenti, non furono mai approfondite? Libera Basilicata sostiene senza esitazione queste domande e chiede la riapertura immediata delle indagini, condotte con serietà, senza omissioni né scorciatoie. Non si può continuare a liquidare la vita di un ragazzo con un colpo alla nuca come suicidio, ignorando l’evidenza dei fatti e il dolore dei suoi cari. La memoria di Giuseppe non può essere cancellata e la sua storia non può restare sepolta nell’oblio dei fascicoli archiviati. Rinnoviamo il nostro impegno accanto alla famiglia, alle istituzioni locali che chiedono verità e a tutte le associazioni civiche che credono nella legalità e nella trasparenza. La comunità lucana merita risposte, e Giuseppe Passarelli merita giustizia. La sua vita, la sua divisa, la sua memoria parlano ancora a chi vuole ascoltare. Non resteremo in silenzio fino a quando ogni ombra non sarà dissipata e la verità non sarà restituita a chi l’ha cercata per troppi anni.
Coordinamento Libera Basilicata