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Carburanti e gas alle stelle: famiglie, imprese e agricoltura sotto pressione per i rincari energetici

21/03/2026



L’aumento dei prezzi energetici continua a farsi sentire sulle tasche di famiglie e imprese, aggravato dalle tensioni internazionali in Medio Oriente. Le tariffe del gas, considerando le migliori offerte a prezzo fisso sul mercato libero, registrano oggi un incremento medio del +13% rispetto a gennaio, pari a circa 180 euro, con punte fino al 45%, secondo Assium, l’associazione italiana degli Utility manager. Gli operatori hanno progressivamente ritirato le offerte a prezzo fisso, mentre i contratti a prezzo variabile risultano oggi più convenienti, con un rialzo medio del +6,4%. Sul fronte carburanti, nonostante il taglio delle accise, i prezzi restano elevati.
Il diesel self scende mediamente a 1,965 euro/litro, la benzina a 1,713 euro, ma Codacons denuncia che l’aumento dei prezzi industriali ha eroso gran parte del beneficio fiscale, determinando un mancato risparmio di 5,3 euro per un pieno di diesel e 4,5 euro per la benzina. L’Unc segnala inoltre forti divari regionali, con prezzi che non si adeguano uniformemente alle riduzioni previste dal decreto. Per il settore agricolo le misure governative non bastano: Confagricoltura Sardegna avverte che il decreto esclude i carburanti agricoli, aggravando l’impatto di rincari già pesanti sui fertilizzanti, in particolare l’Urea, saliti oltre il 50% per via della crisi mediorientale.
Anche trasporti e logistica subiscono incrementi significativi, con il diesel che incide per circa il 30% sui costi operativi. La Cgia di Mestre sottolinea la necessità di interventi europei per stabilizzare i prezzi, a tutela di autotrasportatori, taxisti e operatori del trasporto pubblico. Infine, anche il settore aereo risente dei rincari: United Airlines ha annunciato tagli di voli non redditizi a causa dei costi del carburante.




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