Una tragedia che ha colpito profondamente anche la Basilicata, dove risiedono parenti della vittima: una vita spezzata dalla follia umana, una donna e madre che a soli 41 anni ha visto cancellati tutti i sogni ed i progetti dalla mano di un assassino.
È ancora tanta la commozione a Gallicchio, dove vive lo zio Raffaele, fratello del padre e medico di base del piccolo Comune lucano, per il drammatico destino di Federica Torzullo, trovata morta dopo 10 giorni ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, nei pressi dell’azienda del marito. La famiglia di Federica ha invece origini calabresi - di Saracena, nel cosentino - ma lei tornava spesso nella Lucania, proprio per andare a trovare gli zii e, di fatti, se non fosse stata uccisa, si sarebbe recata in paese per un battesimo. Circostanza che ci conferma anche il sindaco di Gallicchio, Francesco Pandolfo, il quale, anche se non conosceva la vittima, ci racconta di una donna ben voluta da tutti e molto conosciuta in paese in particolare dai suoi coetanei. Tuttavia, comprensibilmente, il primo cittadino non ha voluto commentare ulteriormente rimandando a un comunicato emesso in precedenza.
«L’amministrazione comunale di Gallicchio - si legge nella nota - esprime profondo cordoglio e si unisce con sincera vicinanza al dolore del Dott. Raffaele Torzullo e dell’intera famiglia per la prematura e tragica scomparsa della nipote Federica, giovane madre la cui vita è stata spezzata da un atto di violenza tanto assurdo quanto inaccettabile. Un femminicidio che troppo spesso appare lontano dalle nostre comunità, ma che oggi sentiamo drammaticamente vicino anche alla nostra, poiché Federica era solita recarsi a Gallicchio per far visita ai suoi zii e ai suoi cugini. Una perdita - termina il comunicato - che lascia un vuoto incolmabile e un dolore profondo che colpisce l’intera collettività. Ci stringiamo al dolore dei genitori, dei familiari e di tutte le persone che le hanno voluto bene, condividendo il loro immenso lutto».
A far sentire la vicinanza ai familiari anche Salvatore La Grotta, sindaco della limitrofa Sant’Arcangelo dove esercita il dottor Terzullo.
«Ci sono notizie di cronaca che sembrano appartenere a un altrove lontano, quasi astratto, e invece ci accorgiamo che quei fatti intrecciano volti, storie e comunità che ci sono care», scrive La Grotta.
«Il femminicidio di Federica Torzullo ci colpisce proprio per questo - prosegue il primo cittadino santarcangiolese - era la nipote del dr. Raffaele Torzullo, medico che da anni esercita con professionalità, dedizione e umanità nella nostra comunità, motivo per cui la ferita che oggi si apre non è solo privata, ma riguarda tutti noi».
«A nome mio personale e dell’intera comunità che rappresento - aggiunge La Grotta - desidero esprimere la più sincera e profonda vicinanza al dr. Raffaele Torzullo e a tutta la sua famiglia, siamo partecipi del loro dolore stringendoci idealmente a loro in questo momento di sofferenza indicibile. Che il ricordo di Federica sia per tutti noi un richiamo alla responsabilità, alla cura delle relazioni e all’impegno quotidiano contro ogni forma di violenza, affinché tragedie come questa non siano mai più considerate “lontane”, ma riconosciute come una ferita che riguarda l’intera società».
Scomparsa lo scorso 8 gennaio, Federica Torzullo è stata trovata morta domenica scorsa, sotterrata vicino l’azienda del marito Claudio Agostino Carlomagno, ora fermato con l’accusa di omicidio aggravato ed occultamento di cadavere. Le indagini, condotte dai carabinieri di Anguillara Sabazia e dal Ris di Roma, avevano già rilevato tracce di sangue in casa, sull’auto e negli abiti del marito. Il cadavere è stato identificato dagli indumenti e da altri oggetti personali.
Carlomagno si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al procuratore Alberto Liguori e al pm titolare dell'indagine, nel corso dell'interrogatorio di garanzia di ieri mattina nel carcere di Civitavecchia. «Il corpo non è facile da riconoscere: si è trattato di un omicidio violento. Oltre all'arma bianca è stato utilizzato anche un altro strumento. E' stato un delitto efferato, con molta cattiveria, dolo d'impeto», ha affermato Liguori. Il corpo della vittima era stato sotterrato in un canneto dietro l'azienda del marito. Ma, dalle indagini, si sta delineando un quadro sempre più orribile e drammatico.
«Era pronto a presentarsi - ha detto il suo avvocato - ma è stato fermato prima». I carabinieri sono tornati ieri nella villetta di Anguillara Sabazia, per effettuare accertamenti irripetibili sulla scatola nera dell'auto del marito di Federica e sui cellulari. Oltre alla richiesta di convalida del fermo, i pm affideranno l'incarico per l'autopsia.
Secondo quanto avrebbero riferito amici e testimoni ci sarebbero conferme sul fatto che la coppia fosse in crisi, tanto da avviare la separazione pur continuando a vivere sotto lo stesso tetto con il figlio di 10 anni.
Laureata in ingegneria gestionale, Federica lavorava alle Poste come funzionaria era stimata dai colleghi per la serietà, la competenza e l’affidabilità. Una presenza solida, riconoscibile, tanto che la sua assenza improvvisa dal lavoro, la mattina del 9, ha fatto scattare subito l’allarme ed era stato proprio il marito a denunciare la scomparsa ai carabinieri il 9 gennaio. Tuttavia, per gli inquirenti, la versione fornita sui suoi movimenti e sui rapporti con la moglie sarebbe stata «contraddittoria e illogica». Per questa ragione, l’uomo è stato subito indagato.
Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it