Le ricercatrici del Centro Internazionale di Dialettologia denunciano l’assenza di risposte concrete e il persistente disinteresse della politica regionale verso la cultura e la ricerca. Nonostante i risultati ampiamente riconosciuti a livello nazionale e internazionale, il protrarsi di questa situazione rende impossibile garantire la continuità del lavoro svolto finora, con il rischio concreto di dover trasferire competenze e professionalità fuori dalla Basilicata, a danno del patrimonio linguistico e culturale locale. Di seguito la nota.
Dopo oltre dieci anni di lavoro portato avanti con dedizione e senso di responsabilità, interamente dedicati alla tutela, alla valorizzazione e alla salvaguardia delle lingue locali lucane, patrimonio essenziale dell’identità regionale, le ricercatrici del Centro Internazionale di Dialettologia non possono non prendere atto, ancora una volta, del protrarsi dell’assenza di risposte e del reiterato disinteresse mostrato dalla politica lucana nei confronti della cultura e della ricerca; disinteresse tanto più grave a fronte di un'opera che, negli anni, ha prodotto risultati ben verificabili, ampiamente condivisi con la comunità lucana in una prospettiva di scienza partecipativa e diffusi a livello internazionale, con ampio riconoscimento da parte di prestigiose istituzioni italiane e straniere. In tali condizioni, garantire continuità all'impegno finora profuso è impossibile; e in mancanza di segnali concreti non avremo altra scelta se non quella di impiegare le competenze e l’esperienza professionale maturate, nel corso degli anni, nel lavoro per il Centro in altri contesti più favorevoli, probabilmente fuori della Basilicata.
Sarebbe un ulteriore caso di risorse investite in formazione e ricerca in una regione del sud che andrebbero infine a beneficio di altre realtà più aperte e sensibili; e ne deriverebbe, soprattutto, una perdita rilevante per il patrimonio linguistico lucano. Restiamo disponibili ad attendere fino alla fine del mese di gennaio l’erogazione dei finanziamenti regionali necessari alla prosecuzione delle attività di ricerca; ma passato quel termine, a partire dai primi di febbraio, abbandonare il lavoro finora svolto in Basilicata e trasferire altrove le nostre professionalità diverrà una scelta che prenderemo comunque a malincuore, ma che sentiremo come obbligata.
Le ricercatrici del Centro Internazionale di Dialettologia