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Emergenza anziani in Basilicata: “Senza fondi sulle rette, famiglie e strutture al collasso”

5/01/2026



Non è più soltanto una crisi sociale, ma una vera e propria emergenza che rischia di travolgere migliaia di famiglie lucane. A lanciare l’allarme è “Il Filo di Cotone”, Associazione Regionale dei Familiari e degli Ospiti delle Residenze per Anziani della Basilicata Aps-Ets, che torna a chiedere con forza un intervento immediato della Regione per calmierare le rette delle case di riposo. Secondo l’associazione, senza risorse economiche urgenti il sistema dell’assistenza agli anziani è destinato a crollare, trascinando con sé famiglie già provate da un tessuto economico fragile. “Una retta che arriva a 3.000 euro al mese è un costo insostenibile – denunciano – per chi non sceglie, ma è costretto, a ricorrere alle strutture di accoglienza per garantire cure adeguate ai propri cari”. La questione è stata portata all’attenzione dei massimi vertici istituzionali.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pur nel rispetto delle sue competenze, ha espresso solidarietà e si è impegnato a sottoporre il tema al Ministero della Salute e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Anche il Prefetto di Potenza ha ascoltato le segnalazioni avanzate dall’associazione. Sul fronte regionale, tuttavia, la risposta viene giudicata insufficiente.


La politica lucana, spiegano dall’associazione, continua a puntare su progetti di telemedicina e sulle cosiddette case di comunità, strumenti che però non rispondono ai bisogni reali degli anziani fragili e non autosufficienti.


“Telemedicina e strutture ambulatoriali possono essere utili per le cronicità lievi – si legge nella nota – ma sono totalmente inadeguate per chi necessita di assistenza continua, vigilanza h24, igiene e cure fisiche quotidiane. A queste persone la telemedicina non serve”. Il rischio è concreto e immediato. Senza un intervento sulle rette, avverte “Il Filo di Cotone”, le famiglie non riusciranno più a sostenere i costi e le strutture saranno costrette a chiudere. Le conseguenze sarebbero drammatiche: abbandono degli anziani più deboli, licenziamento di centinaia di operatori qualificati, desertificazione dei servizi sul territorio e un ulteriore accelerazione dello spopolamento della regione. Un effetto domino che porterebbe al collasso dell’intero sistema. La Basilicata, ricordano i promotori dell’appello, detiene già oggi il triste primato di ultima regione in Italia per cure adeguate agli anziani fragili. Un diritto fondamentale viene di fatto trattato come un servizio di lusso riservato a pochi. La richiesta alla Giunta regionale è netta: non servono più ascolti o annunci, ma iniziative concrete e fondi immediati per calmierare le rette e bloccare gli aumenti già annunciati. “È necessario – conclude l’associazione – rimettere al centro gli anziani, persone che hanno dato tanto a questa terra e che oggi chiedono solo dignità e rispetto. È una questione di civiltà, di diritti, di umanità”.




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