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Itrec - indagini su inquinamento,16 rischiano il processo

26/09/2024



Concluse le indagini preliminari sul presunto inquinamento ambientale collegato al centro ENEA di Rotondella: sedici persone, tra cui ex dirigenti, responsabili e dipendenti di Sogin ed ENEA, nonché dirigenti e funzionari pubblici della Provincia di Matera, dell'ARPAB e del Comune di Rotondella, rischiano di essere rinviate a giudizio.


Le accuse, a vario titolo, riguardano reati ambientali, tra cui la gestione illegale di una notevole quantità di rifiuti e lo scarico non autorizzato di acque industriali. La vicenda è emersa il 14 aprile 2018, quando la Procura Distrettuale Antimafia della Basilicata, attraverso i carabinieri del NOE, ha sequestrato tre vasche di raccolta di acqua di falda e la condotta al mare dell'impianto ITREC, insieme ad altri impianti. Le acque risultavano contaminate, secondo le accuse, da cromo esavalente e tricloroetilene, sostanze altamente pericolose e cancerogene.


Si stima che almeno 65.000 metri cubi di queste acque siano stati scaricati direttamente nel mar Jonio, senza alcun trattamento, per evitare i costi legati a uno smaltimento corretto. Le indagini indicano che questa condotta illecita sarebbe proseguita per almeno tre anni, dal 2015 all'aprile 2018.


Gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per presentare eventuali memorie difensive. Successivamente, il pubblico ministero Anna Gloria Piccininni deciderà se procedere con il rinvio a giudizio. Nel frattempo, sul fronte del nucleare, si discute l'ipotesi di realizzare tre depositi per i rifiuti nucleari a bassa intensità in Italia: uno al nord, uno al centro e uno al sud.


I rifiuti ad alta intensità, invece, rimarrebbero all'estero, tra Francia e Regno Unito, con costi a carico dei cittadini italiani. Tale proposta è stata avanzata dal ministro Gilberto Pichetto Fratin durante un convegno organizzato da Confindustria a Roma. L'obiettivo è superare le resistenze dei territori, mentre prosegue la valutazione dei 51 siti ritenuti idonei da Sogin, di cui 10 si trovano in Basilicata e 4 condivisi con la Puglia.


 


NOTA DELLA SOGIN


Sogin ribadisce che tale contaminazione non è stata generata dalle attività di smantellamento in corso presso il Sito di Trisaia e che Sogin, non appena l’ha rilevata, ha immediatamente provveduto a denunciarla alle autorità competenti.


 Si tratta di circostanze ampiamente appurate nel corso delle diverse Conferenze di Servizio che si sono tenute dal 2015 a oggi e perfettamente in linea con la condotta corretta interpretata da una Società dello Stato che ha come scopo precipuo la tutela dell'ambiente, da anteporre a qualsivoglia logica di profitto.


 In piena applicazione del proprio mandato istituzionale e nel rispetto di un’esperienza di rilievo internazionale maturata negli anni, Sogin proseguirà a svolgere le attività di messa in sicurezza dell’area e di smantellamento dell’Itrec, ponendosi al tempo stesso con spirito collaborativo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.




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