HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

''Caro Assessore...'': la storia e lo sfogo di un cittadino, operato due volte per un tumore

1/02/2023



 


Il 12 gennaio 2023 alle ore 09:50, mi sono recato all’Ospedale San Carlo di Potenza, ho preso il mio numerino e mi sono messo in coda per prenotare le visite di routine, gli esami strumentali e chimici da fare. Alle ore 10:25 è stato chiamato il mio numero “E 207” e mi sono avvicinato allo sportello dove ho trovato una professionalità ed una disponibilità del tutto inaspettate. Una giovane donna, su per giù di trent’anni circa, dai tratti “nordici” di pelle bianca, capelli rossicci, lunghi e lisci che gli accarezzavano le spalle.


Alle ore 10:31, mi ha consegnato le ricevute con le relative prenotazioni. Immediatamente, ho ringraziato l’operatrice, complimentandomi con lei, per la professionalità e la disponibilità dimostrata, sottolineando che era una delle rare, anzi, rarissime volte che, non solo mi sentivo un utente soddisfatto ma, prima ancora, mi sono sentito un essere umano. Quindi l’ho di nuovo ringraziata per la sensibilità, la comprensione e l’umanità dimostrata.


Ho voluto citare questa esperienza positiva per allacciarmi alla tematica del momento. Ovvero, adesso va di moda la difesa ad oltranza degli operatori sanitari e, tra questi, ovviamente, gli operatori del CUP, i quali a dire delle Istituzioni sanitarie e politiche subiscono deliberatamente e con cadenza quotidiana ingiurie, invettive verbali e, in alcuni casi, vere e proprie aggressioni fisiche (vedi il caso successo al CUP di Matera).


Peccato che… tali Istituzioni, pur conoscendo perfettamente la realtà dei fatti, come dicevo poc’anzi, tentano sempre, e comunque, a difendere, a senso unico e a spada tratta, gli operatori sanitari, dal primo all’ultimo del comparto e in ordine di importanza professionale, e fanno finta di ignorare l’altra faccia della medaglia, la vera e inconfutabile realtà… ovvero le angherie e i soprusi che vengono consumati a danno degli ammalati e delle categorie fragili che, in genere, vengono lasciati in balia del loro destino se non, in alcuni… tanti casi, incitati, istigati a reagire, anche energicamente, per far valere i propri diritti costituzionali e legali calpestando, non tanto la persona fisica ma, soprattutto, la persona dal punto di vista morale, tant’è che vi sono decine di migliaia di persone che rinunciano a curarsi.



Anche in questo caso è opportuno sottolineare il mio caso personale. Sono stato operato di tumore al colon dal Prof. Sergio Alfieri al Policlinico Gemelli il 7 giugno 2019 e poi rioperato, dopo nove giorni, per un’occlusione intestinale con strozzamento dell’intestino. Sono stato operato di tumore alla prostata e di ernia inguinale il giorno 03 febbraio 2021 dal Professore Antonio Cisternino dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo e operato di lipoma al braccio destro dalla Dr.ssa Marianna Logatto dell’Ospedale “San Carlo” di Potenza e con un’ernia ombelicale in corso… quindi, 5 interventi in 15 mesi. Chiunque avrebbe il morale a pezzi… ma non io che, grazie alla fede e all’amore incondizionato di mia moglie, sono andato e vado avanti facendomi coraggio. Il coraggio mi da la forza non solo di accettare le malattie ma, anche e soprattutto, le inefficienze di una sanità divenuta ormai un carnaio dove, nel migliore dei casi, è completamente assente se non un acceleratore del percorso verso la morte di tanti, troppi pazienti.


Una sanità ormai volutamente portata a schiantarsi a tutto beneficio delle strutture private e di chi, ovviamente, ha la possibilità e la forza di curarsi.


Caro Assessore alla Sanità Lucana, a tal proposito, è utile sottolineare che i tempi di attesa della Sanità Lucana non consentono ai lucani di curarsi né tantomeno di fare un minimo di prevenzione. E’ successo anche a me quando mi necessitava fare una colonscopia prenotata verso metà del mese di maggio 2019 mi proposero la prima data a gennaio 2021… ossia un anno e 8 mesi dopo!!!


Questo significa, caro Assessore, che se io non mi fossi rivolto ad una struttura privata, prima il giorno 21 maggio 2019 e poi al Professor Sergio Alfieri in data 04 giugno 2019, se avessi aspettato i tempi biblici della Sanità Lucana ammalata, come disse lo stesso Professor Alfieri in una intervista telefonica “probabilmente io non sarei stato certo lì con loro”.


Caro Assessore alla Sanità lucana, lei sa perfettamente qual è la realtà del disastro sanitario e per questo dovrebbe astenersi o quanto meno evitare difese ad oltranza e a senso unico altrimenti si ridicolizza e rende la sua figura poco credibile se non addirittura fantozziana. Quando vuole e se lo vuole, posso dimostrarle tutte le schifezze che si celano dietro al CUP di Basilicata e non solo. Posso dimostrarglielo con ore e ore di registrazione dove il paziente/utente sanitario viene martoriato da una miriade di abusi e soprusi commessi da alcuni operatori/operatrici del CUP e non solo che istigano il paziente utente ad armarsi e fare una strage… altro che ingiurie ed invettive.


Caro Assessore, in una delle ultime volte che sono andato a prenotare visite ed esami, sai come ha reagito un’operatrice del CUP davanti alle mie rimostranze perchè per fare una risonanza magnetica (necessaria per le visite di controllo periodiche) la prima disponibilità era dopo 18 mesi e io, paziente con la storia clinica sopra riportata, le facevo notare che conoscevo la legge, conoscevo i miei diritti di paziente e chiedevo di poter parlare con un suo superiore? Si è alzata dalla sedia mi ha detto con stizza e scherno “faccia come le pare” ed dopo avermi fatto il verso con smorfie facciali, se ne é andata, abbandonando la postazione e lasciandomi davanti allo sportello da solo.


Certo… non tutti gli operatori/operatrici del CUP sono uguali! All’inizio di questa lettera ho citato la disponibilità, professionalità, sensibilità, umanità e gentilezza di un’altra operatrice e sono sicuro che come lei ce ne saranno tanti, sicuramente di più delle persone disattente, demotivate e a volte arroganti che rispondono dall’altro lato del telefono o al di là dello sportello, incuranti delle paure, della preoccupazioni di chi è costretto a ricorrere alla sanità pubblica… certo non per piacere ma per necessità e spesso perché non ha la possibilità di ricorrere a professionisti privati .


Quindi Assessore, anche quest’ultima volta, non potendomi permettere di aspettare un anno e otto giorni per una visita urologica, sono costretto a rivolgermi al privato. Ma poiché, e lei lo sa perfettamente bene, come nella quasi totalità dei casi mi ritroverei davanti lo stesso barone o aiuto che avrebbe dovuto farmi la visita nella struttura pubblica, come ho già fatto in precedenza, questa soddisfazione io non ve la do e perciò andrò a farmi la visita in una struttura privata extraregionale dove, tra l’altro, non solo mi fanno sentire un paziente ma, soprattutto, un essere umano.


Lo so, caro Assessore, così come lo so, cari pennivendoli (non tutti per l’amor di Dio!!), che vi vendete al primo potentato di turno, che né l’uno né gli altri prenderete mai le mie difese, perché sarebbe troppo scomodo per voi. Ma a me non importa, anzi. Conscio di essere nella ragione e, soprattutto, sapendo che se non provvedo io, non certo sarete voi a garantirmi il diritto a curarmi. Quindi, ancora una volta, devo provvedere a garantirmi un diritto che voi mi negate.


Non vi nego che non sono solo amareggiato ma provo anche un senso di nausea e una sensazione di astio nei confronti di tutti coloro che si rendono protagonisti in negativo nella condizione di bisogno del paziente e mi auguro, quanto prima, che voi tutti vi rendiate conto della drammaticità della situazione, prima che possano esserci derive pericolose o qualche gesto “estremo” istigati da comportamenti insensibili, arroganti e sprezzanti di fronte al bisogno di salute della popolazione lucana e soprattutto dei più deboli che non sanno e non possono provvedere in modo autonomo a tutelare e curare loro stessi.


Ahhhh!!!... ah… Assessore so per certo che voi  non avete di questi problemi.


Voi non dovete aspettare 18 mesi, o un anno e 8 giorni, per vedere soddisfatte le vostre esigenze primarie, ovvero la tutela della vostra salute e dei vostri cari, basta semplicemente avere la conoscenza con qualche dottore, il quale, come lei ben sa, in ogni reparto ha un fogliettino magico prestampato che necessita solo di essere compilato et voilà il gioco è fatto… chiamasi “forzatura”… e già per la massa è così complicato… per la casta è così semplice… Basta semplicemente la forzatura e la visita e l’esame, come per magia, si fa all’istante. Ovviamente non per tutti i comuni mortali è valida tale scorciatoia. Gli altri, almeno quelli più lesti o più svegli, devono provvedere per altri canali.


E per quelli che non possono? Beh… per quelli che non possono o che, sfiduciati, rinunciano alle cure, non gli resta che aspettare …. Pregando che nel frattempo non sopraggiunga la “morte”.


Complimenti Assessore. Complimenti dal profondo del cuore, caro Assessore, per la vostra inerzia, per la vostra incapacità a gestire il settore più delicato ed importante che possa esistere in una società democratica, civile ed avanzata!!!


Con sincerità


Antonio Ciancio


 


 




ALTRE NEWS

CRONACA

25/02/2024 - Incidente mortale sulla Fondovalle dell'Agri, disposta l'autopsia
25/02/2024 - Elezioni Regionali. Bardi, "vorrei continuare il disegno avviato cinque anni fa''. Centrosinistra al vaglio nuovi nomi
24/02/2024 - Il ''Cristo rifiutato'': simbolo di chi muore nel silenzio del mondo
23/02/2024 - Incidente stradale su Fondovalle dell'Agri: una vittima

SPORT

25/02/2024 - Eccellenza Basilicata. Tutto invariato in testa dopo la 23^ giornata. I risultati e la Classifica
25/02/2024 - Serie D/H: il Rotonda Calcio sconfitto in casa dalla Paganese
25/02/2024 - Serie C: il Picerno pareggia a Messina dopo essere andato sul doppio vantaggio
25/02/2024 - Futsal Serie B. Noci 2019-Bernalda: 1-6. Vittoria “scaccia crisi” per i rossoblu

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo