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L'odissea di un malato di Slae dei suoi familiari

27/02/2022



Un labirinto che sembra infinito. Un'odissea per chi è malato e per i loro parenti.


La signora Carmela è di Roccanova. Ci vuole parlare di suo zio Vincenzo, 64 anni, lavoratore da una vita in Fiat a Torino e da pochissimo tempo in pensione. ''Mio zio aveva un sogno- ci dice- godersi gli anni da pensionato nella sua Roccanova, nella sua casa di proprietà e in mezzo ai suoi parenti''. E invece poco prima della pensione, da un controllo per un forte dolore alla spalla arriva la doccia gelata: Sla. ''I controlli hanno subito un rallentamento a causa dell'emergenza covid che nel frattempo era scoppiata- spiega Carmela- e per questo mio zio ha deciso di andare a Pistoia, da sua sorella, e privatamente ha effettuato la visita che ha rivelato la diagnosi''. ''Lì era al centro di un lavoro d'equipe- continua- che consentiva una maggiore celerità e che, purtroppo, in Basilicata non c'è. Ma man mano che il tempo passava lui si aggravava. Nonostante noi tutti abbiamo cercato di dissuaderlo, lui ad un certo punto ha deciso di tornare, a maggio 2021''. Per ottenere i farmaci utili alla terapia occorre fare una visita neurologica in Basilicata. ''Ne richiedo una prioritaria a Matera- spiega Carmela- ci dicono che la visita con priorità non andava richiesta perchè la patologia era di fatto già stata individuata. Ci rimandano a casa e ci danno appuntamento al mese successivo e tra le visite da fare e i tempi intercorsi non siamo stati oltre un mese senza copertura farmacologica. Vincenzo è un paziente che, già da qualche mese, avrebbe dovuto essere sottoposto a tracheotomia, che lui, però, ha rifiutato dal primo momento. ''Il punto è anche un altro: nel percorso pieno di ostacoli di un paziente come lui occorre fare il giro delle 7 chiese per effettuare tutti i controlli necessari. ''Non che non siano stati bravi i medici- precisa- ma è il sistema che ha di fatto rallentato tutto''.


''Alle difficoltà sanitarie si aggiunge anche la difficoltà di spostare il conto bancario di mio zio, sul suo stesso conto in Basilicata. Abbiamo dovuto rivolgerci ad un legale''. Mentre parliamo con Carmela, il signor Vincenzo (che, nel frattempo, era stato più volte ricoverato in ospedale) stava per essere trasferito presso l'Hospice di Viggiano.


La domanda, alla fine, è doverosa: ma perchè il signor Vincenzo non è rimasto a Pistoia? ''E' la domanda che fanno tutti, ed è giusto che sia così- conclude Carmela- ma ognuno ha diritto di vivere quello che rimane della propria esistenza nella terra dove sognava di tornare e di farlo dignitosamente. O no?''.


 


Mariapaola Vergallito




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