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Parco del Pollino: chiesta ‘una urgente convocazione aperta del Direttivo’

18/09/2020



Una richiesta di “urgente convocazione aperta del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino”, accompagnata da una serie di proposte e di cui si è fatto promotore Ferdinando Laghi, componente dell’Assise in rappresentanza degli ambientalisti.
La missiva è stata sottoscritta da: Giuseppe Cosenza, Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino; Saverio De Marco, Guida Ambientale Escursionistica LAGAP; Silvestro Carrieri, Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino e GAE; Associazione CEA Pollino Calabria, Castrovillari; Carlo Di Tomaso, operatore Turistico consigliere comunale di Rotonda.
“L’estate 2020 a causa della pandemia COVID che ha limitato la mobilità delle persone in molte località Italiane e straniere, ha registrato un notevole incremento dei flussi turistici nelle aree più “attraenti” del Parco Nazionale del Pollino”, premettono gli ambientalisti.
“Le conseguenze sono state ovviamente positive dal punto di vista economico – aggiungono – ma a danno della qualità dei servizi e della tutela dell’ambiente, rischiando di trasformarsi in un boomerang negativo per il nostro territorio”.
Nella nota vengono passate in rassegna le proposte circa “alcune questioni che hanno dimostrato ancora una volta gravi criticità” e che, si legge ancora, “non sono state mai prese in considerazione dagli amministratori attuali e precedenti”.
Si parte parlando della “tutela degli esemplari millenari di Pino Loricato” e di “altre specie che sono lasciati alla mercé di turisti non educati e rispettosi”, con “il rischio di danni gravi e permanenti nonostante le tutele previste dalla legge nazionale e i riconoscimenti internazionali (Patrimonio Unesco) senza nessuna attività di prevenzione e controllo se non quella insufficiente per mezzi e uomini affidata ai Carabinieri Forestali”.
“Manca totalmente – proseguono – un coinvolgimento delle popolazioni locali, attraverso associazioni, per il controllo e monitoraggio dei comportamenti pericolosi”.
In tema di soccorso, i richiedenti sottolineano come “non sia mai stata presa in considerazione
la possibilità di organizzare un presidio fisso del Soccorso Alpino nei punti strategici, sia per prevenire che per rendere tempestivi interventi di salvataggio”.
Anche in questo viene lamentata “la mancanza di un coordinamento e coinvolgimento delle numerose guide ufficiali, e non, e delle associazioni che frequentano assiduamente il Parco che in tanti casi potrebbe essere di sostegno e prevenzione”.
Inoltre, tra le proposte inserite per una eventuale discussione in Consiglio anche la “realizzazione e promozione di percorsi alternativi ai cosiddetti “IPV” attrezzandoli adeguatamente” e “promuovendone il flusso presso centri informativi e strutture turistiche”. Quindi, l’attenzione è rivolta ai “centri informativi distribuiti sul territorio”: anche in questo caso sottolineandone “la mancanza”.
In aggiunta c’è anche un’altra proposta circa la gestione dei flussi turistici in alta quota, che fa riferimento all’eventualità “di pianificare sistemi di numero chiuso, mobilità pubblica (navette), parcheggi e altre soluzioni per prevenire affollamenti e ridistribuire i flussi in territori diversi meno frequentati”.
Quest’ultima questione è stata discussa ieri nella sede rotondese dell’Ente, dove il presidente Pappaterra ha convocato il tavolo “Montagna - Colle Impiso”, cui erano seduti i sindaci di Viggianello, Rotonda, San Severino Lucano e Morano Calabro, rappresentati delle forze dell’ordine, delle guide e degli enti di soccorso, proprio per discutere, da quanto abbiamo appreso con risultati soddisfacenti, di “viabilità, parcheggi, sentieristica e aree di sosta”.

Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it



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