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Il fiume, la stella e il piccolo angelo

28/03/2020



Quella paura che ci attanaglia per tutto ciò che è l’emergenza Covid 19, che prepotentemente è entrata anche nella nostra regione, il timore degli altri, le parole spesso sbagliate, le frasi scritte in fretta sui social che poi diventano macigni, la quarantena forzata e la quarantena dell’empatia verso gli altri.
Tutto il male è stato cancellato. Al suo posto è arrivato il dolore.
Al suo posto è arrivata una lancia a spezzare i nostri cuori , a renderli uguali. I cuori di tutte le mamme di Basilicata, di tutti i papà, di chi sogna di diventarlo presto; il cuore dei nonni, dei figli. Di tutti.
Questa notte eravamo davvero tutti uguali in un’unica attesa, in un unico dolore, nell’unica speranza che contava: quella di ritrovare il piccolo Diego. Un bambino che non conosciamo e che mai avremmo conosciuto se non fosse entrato con tutta la sua realtà e con la sua storia innaturale per qualsiasi racconto, nelle nostre vite e nei nostri pensieri. La pioggia di questa notte ci ha portati lì. Nelle campagne di Metaponto, in contrada ‘Marinella’, ad un passo dal Bradano e a due dallo Jonio. Più batteva forte la pioggia sopra i vetri e più pensavamo a lui. In un unico abbraccio.
Ma lui già ci stava guardando.
Ci stava guardando da lassù perchè, come recita la canzone di De Andrè che per un inenarrabile scherzo del destino, ha lo stesso nome della contrada che ha visto crescere e volare il piccolo Diego, il cielo, che lo vide così bello, dal fiume lo portò sopra una stella.

''E come tutte le più belle cose, vivesti solo un giorno come le rose''.


Mariapaola Vergallito



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