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Muro Lucano, Setaro su coronavirus: ‘Noi sindaci siamo disarmati’

28/02/2020



Dopo la revoca dell’ordinanza di chiusura delle scuole da parte dei sindaci, abbiamo sentito il sindaco di Muro Lucano Giovanni Setaro che, insieme ai sindaci di Rotonda e Viggianello, si è visto costretto a riaprire le scuole.
L’intervista è antecedente la pubblicazione di ieri della nuova ordinanza del governatore Vito Bardi sulla prevenzione e il contrasto al coronavirus, ma il nuovo testo conferma le perplessità di Setaro circa un ruolo marginale dei sindaci che, al contrario, dispongono di una conoscenza del territorio di propria competenza tale da poter dare una grossa mana per la mitigazione del rischio di possibili contagi.

Sindaco, nel suo post via social ha parlato di interlocuzione col prefetto e non di precettazione ma, di fatto, riaprendo le scuole ha preso una decisione che non avrebbe mai voluto prendere?
Assolutamente sì, condivido. La questione è questa, nella misura in cui parte un’ordinanza, anche molto restrittiva, da parte della Regione Basilicata che ci ha fatto attivare costringendoci a 24 ore non stop nelle quali, oltre ai Carabinieri e al sottoscritto, ho dovuto impegnare 5 unità lavorative per monitorare le entrate e le uscite dal paese, firmando anche provvedimenti ad hoc per mettere in quarantena persone che potessero presentare dei potenziali problemi, mi ritrovo che il giorno dopo decade tutto il lavoro fatto. Allora è ovvio che un sindaco, che ha acquisito delle informazioni da un punto di vista sanitario, che non agisce per creare allarmismo ma solo da un punto di vista precauzionale, si pone il dubbio di come garantire maggiore serenità alla comunità. Anche perché, accanto al problema sanitario, sappiamo essere scattato anche quello psicologico che è ancora peggiore.

Quante ordinanze di isolamento ha firmato?
Stando alla prima direttiva del governatore Bardi, avrei dovuto mettere in isolamento una quarantina di persone e, fortunatamente, non l’ho fatto perché avevamo deciso di attendere il giorno successivo, quando poi è arrivata la nuova ordinanza estesa solo agli studenti. Se le avessi emesse subito, avrei dovuto revocare anche 40 ordinanze.

Per una comunità come Muro Lucano, 40 ordinanze sono davvero tante. Per questo aveva chiuso le scuole?
Certo, sono numeri importanti: parliamo di intere famiglie coinvolte da persone che rientravano da quelle zone calde. Fin tanto che le direttive, anche quelle del Governo Nazionale, erano piuttosto sommarie, ho pensato di chiudere le scuole e i luoghi di aggregazione nell’attesa di capire quali potessero essere le disposizioni ministeriali cui uniformarsi: proprio per garantire una maggiore tranquillità alle famiglie e sanificare le scuole per una maggiore prevenzione. Dopodiché, senza alcuna comunicazione ufficiale, ricevo una telefonata del prefetto che mi chiede di osservare le direttive nazionali che, tra l’altro, erano solamente sui giornali.

Quindi non ha ricevuto una nota ufficiale da parte del prefetto o dal Ministero?
Ieri mattina, attraverso una nota della prefettura, ho ricevuto il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma solo ieri mattina. Ovviamente, in presenza di questa disposizione, ho dovuto annullare l’ordinanza di chiusura.

A questo punto non teme che i genitori decidano di non mandare comunque i figli a scuola?
Essendoci una garanzia da parte del Ministero, devono essere i genitori a fare le proprie valutazioni. Noi, come Ente locale, abbiamo cercato di fare il massimo che potevano esercitando anche una funzione di vigilanza e tutela al fine di fare chiarezza in un momento di caos. Purtroppo, non è stato possibile perché lo Stato si è sostituito al potere dei sindaci e quindi ho dovuto annullare l’ordinanza e fare come dice il Governo.

Quindi si è sentito scavalcato, a suo avviso è un errore?
I sindaci vengono delegati quali responsabili sanitari locali e, per questo, si assumono delle responsabilità enormi, tra l’altro, senza strumenti reali per operare. Ma poi, in un secondo momento, siamo stati privati anche di quel potere decisionale di garanzia e di tutela del cittadino. Questa è la realtà dei fatti».

La sensazione piuttosto diffusa è che, tra Governo e Regione, ci sia stata un po’ di confusione. Lei che giudizio si è fatto?
Visto che c’era un caos iniziale, nel quale dal Ministero non erano arrivate direttive chiare, bisognava dare fiducia ai sindaci affinché gestissero l’emergenza come meglio credevano. Questo perché ogni comunità ha esigenze simili, ma diverse. Dopodiché, nel momento in cui il Governo Conte definiva l’operatività, si sarebbero avute direttive più precise. Invece così non è stato e la Regione si è mossa in un modo, noi sindaci in un altro e, di conseguenza, il Ministero ha deciso di imporsi su tutti con il risultato che, in pratica, ad oggi noi sindaci siamo disarmati.

Sa quanti tamponi verranno effettuati a Muro Lucano?
Le sembrerà strano ma io non riesco ad avere notizie. Ufficialmente non ho ricevuto niente, se non comunicazioni frammentarie tra noi colleghi sindaci.

Quindi mi sta dicendo che i sindaci è come se brancolassero nel buio?
Le informazioni non sono mai ufficiali, tranne la comunicazione della Prefettura di mercoledì mattina.


Gianfranco Aurilio
lasiritide.it



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