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Morte Ielpo, 8 indagati che parteciperanno agli accertamenti non ripetibili

26/01/2020



La Procura della Repubblica di Milano ha iscritto nel registro degli indagati 8 persone, quale atto dovuto a garanzia del diritto alla difesa.
Gli inquirenti stanno indagando per omicidio colposo per la morte di Raffaele Ielpo, il 42enne operaio specializzato lauriota scomparso lo scorso 13 gennaio dopo essere stato travolto dai detriti mentre lavorava a 18 metri di profondità nel cantiere della nuova linea 4 della metro di Milano, in piazza Tirana.
L’iscrizione consentirà agli indagati di partecipare – insieme ai loro consulenti – agli accertamenti tecnici non ripetibili, fissati per il prossimo 30 gennaio presso il cantiere dove è avvenuto il tragico incidente.
L’avviso di accertamento tecnico irripetibile è stato notificato a sei, tra responsabili e tecnici di MetroBlu – consorzio per cui lavorava Ielpo – e a 2 dipendenti di società che hanno partecipato ai lavori.
Tra i destinatari, oltre al datore di lavoro, il capo e il direttore del cantiere, il capo squadra di Ielpo e il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori, un progettista delle stanze, dei cunicoli di passaggio tra i due tunnel principali della M4 ed anche i responsabili delle opere di consolidamento del terreno franato e che si trovava sopra la volta del cunicolo.
Secondo la Pm Maura Ripamonti e l’aggiunto Tiziana Siciliano, titolari delle indagini, che avevano già conferito l’incarico di consulenza tecnica a due ingegneri, è necessario procedere ad accertamenti tecnici poiché è emerso, a differenza di quanto si era pensato inizialmente, che la volta crollata fosse stata consolidata nel 2016.
Da quanto si è appreso, accanto alla verifica delle condizioni di sicurezza, le indagini sarebbero rivolte a capire se il crollo possa essere stato provocato da un possibile errore nelle procedure di costruzione, da un difetto nei materiali utilizzati per rafforzare la struttura o dalla sottovalutazione del ruolo delle infiltrazioni che provenivano dalla falda acquifera sovrastante.
Ascoltati immediatamente dai carabinieri, i responsabili delle imprese impegnate nel cantiere avevano parlato di “assenza di segnali preoccupanti” che, altrimenti, “avrebbero fatto scattare misure di emergenza”.

Gianfranco Aurilio
lasiritide.it



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