HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Operazione "Achei": Smantellata organizzazione traffico reperti archeologici. Co

19/11/2019



Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC) hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone (2 in carcere e 21 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita. Contestualmente sono stati eseguiti ulteriori 80 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti, indagati in stato di libertà.
In territorio italiano, l’operazione è stata condotta in sinergia con i Comandi Provinciali Carabinieri di Crotone, Bari, Benevento, Bolzano, Caserta, Catania, Catanzaro, Cosenza, Ferrara, Frosinone, Latina, Matera, Milano, Perugia, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Roma, Siena, Terni, Viterbo ed il supporto dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria” e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia. Contemporaneamente, in ambito europeo, grazie al coordinamento di EUROPOL ed EUROJUST, sono state eseguite, in esecuzione di Ordine Europeo di Indagine, attività di perquisizione presso i luoghi di dimora di 4 indagati, domiciliati in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia.
Oltre 350 i carabinieri impiegati, che hanno operato in territorio italiano ed estero, congiuntamente agli investigatori della Metropolitan Police di Londra, della Polizia Criminale del Baden-Württemberg, dell’Ufficio Centrale di Polizia Francese per la lotta al Traffico Internazionale di Beni Culturali e del Servizio Serbo per la Lotta alla Criminalità Organizzata.
La misura cautelare è stata emessa a conclusione dell’attività investigativa denominata “Achei”, sviluppata dai Carabinieri del Nucleo TPC di Cosenza, avviata nel maggio 2017 e conclusa nel luglio 2018, che ha preso il via da una serie di accertamenti di iniziativa susseguenti ad alcune acquisizioni info-investigative da parte dei militari dello speciale reparto dell’Arma a seguito delle quali veniva riscontrata la presenza di numerosi scavi clandestini condotti all’interno di vari siti archeologici. Le successive investigazioni hanno consentito di accertare, inequivocabilmente, l'esistenza di un vasto traffico, su scala nazionale ed internazionale, di reperti archeologici provenienti, tra gli altri, sia da scavi clandestini operati nei siti archeologici di: “APOLLO ALEO” a Cirò Marina, “CASTIGLIONE DI PALUDI” a Paludi (CS) e nell’area di “CERASELLO” (che, seppur non soggetta a vincolo, riveste un indiscutibile interesse archeologico), sia da tante altre aree private nelle province di Crotone e Cosenza. Nel corso dell’attività sono stati identificati i componenti di un ramificato e strutturato sodalizio criminoso in grado di gestire tutte le fasi del traffico illecito di reperti archeologici.
Il monitoraggio delle predette aree, condotto nel corso delle investigazioni, ha consentito di fare emergere un sistema di saccheggi posti in essere, da anni, in quei luoghi, da un gruppo di tombaroli che, agendo nell'ambito di una organizzazione criminale con specifica ripartizione di compiti e di ruoli, e servendosi di tale struttura, è riuscito ad approvvigionarsi di materiale archeologico destinato al mercato clandestino, per la loro successiva commercializzazione sia in territorio italiano sia in quello all'estero, assicurata da una fitta e complessa rete di ricettatori. In tal modo, è stata delineata un’articolata organizzazione costituita da c.d. tombaroli, intermediari e ricettatori che, per qualità e quantità di illeciti commessi, nonché per caratteristiche strutturali ed organizzative, rappresenta un vero e proprio fenomeno criminale che, secondo la definizione del GIP, costituisce la "Criminalità Archeologica Crotonese", radicata nella provincia di Crotone e capace di alimentare il reddito di interi gruppi familiari.
Le fasi del traffico illecito sono state acclarate e documentate dettagliatamente attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, riprese video, pedinamenti, sequestri, fino ad arrivare alla vendita a collezionisti finali.
Significative sono le immagini realizzate, mediante l’utilizzo di un drone, che testimoniano la violenza con cui, in un’area di interesse archeologico, il gruppo criminale ha operato degli scavi clandestini, con impietosa violenza, scagliando colpi al suolo attraverso l’utilizzo di un escavatore, nell’ingordo intento di sottrarre quanto di più prezioso il sottosuolo ancora custodiva. In quella circostanza, il loro disegno criminoso non è stato portato a compimento solo grazie all’intervento immediato dei Carabinieri che bloccarono, in flagranza di reato, alcuni degli odierni arrestati. Dalle stesse riprese vengono ritratti anche altri soggetti che, seppur non impegnati direttamente nell’attività di scavo clandestino, erano intenti ad “esaminare” il terreno mediante l’impiego di sofisticati metal detector.
L'agire del gruppo criminale è apparso organizzato secondo vere e proprie modalità imprenditoriali tipiche delle associazioni ben strutturate.
I vertici dell'organizzazione hanno diretto e controllato l’attività dei sodali, pianificato le singole spedizioni ed individuato i luoghi di interesse, grazie alle specifiche competenze in materia. Inoltre, sono state predisposte modalità operative tali da scongiurare, o quanto meno contenere, il rischio di controlli da parte delle forze dell'ordine, anche attraverso l’utilizzo di canali di comunicazione di difficile intercettazione.
I sodali, dal canto loro, si sono mostrati tutti astuti e prudenti, consapevoli di dover "parlare poco" e di utilizzare un linguaggio criptico per riferirsi al materiale archeologico (es. "appartamenti", "asparagi" o "motosega", termine con il quale veniva abitualmente indicato il dispositivo “cerca metalli”).
Al vertice del gruppo criminale si collocano, senza ombra di dubbio, nella veste di promotori, due soggetti entrambi residenti in provincia di Crotone, cultori di archeologia e conoscitori dei luoghi in cui reperire materiale archeologico da introdurre illecitamente sul mercato. Costoro sono stati costantemente impegnati nell'attività di ricerca clandestina di reperti e, stabilmente tra loro, collegati nel circuito di commercializzazione degli stessi. Nello specifico, hanno organizzato e diretto il gruppo criminale, programmando la realizzazione dei singoli delitti e contribuendo materialmente alla loro realizzazione.
Le acquisizioni investigative hanno altresì certificato collegamenti con alcuni soggetti esteri legati al traffico di reperti archeologici. Le attività di indagine nei vari Paesi coinvolti (Francia, Germania, Inghilterra e Serbia), sono state condotte in sinergia con le Forze di Polizia estere e coordinate dal servizio EUROPOL, che ha organizzato uno specifico meeting operativo, ed EUROJUST.
Del pari, si è dimostrata molto valida la collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, che ha fornito, in ogni fase, un fattivo contributo nelle specifiche competenze.
I 2 soggetti destinatari di custodia cautelare in carcere, considerati al vertice dell’organizzazione, risiedono a Scandale (KR) e Cirò Marina (KR).
Le misure degli arresti domiciliari sono state eseguite nelle province di Crotone (13), Milano (2), Perugia (2), Catanzaro (1), Benevento (1); Matera (1), Fermo (1).
Nel corso dell’attività investigativa sono stati recuperati diversi reperti archeologici risalenti al IV e al III secolo a.C. rinvenuti nella disponibilità di uno dei capi dell’organizzazione, quali: 5 vasi e lucerne in terracotta, piatti con scene di animali, fibule e monili vari, nonché sono stati sequestrati i mezzi meccanici e le attrezzature tecniche utilizzati rispettivamente per l’escavazione del terreno e per le ricerche archeologiche clandestine. Durante le perquisizioni odierne sono stati rinvenuti e sequestrati in diverse abitazioni in altre regioni italiane ulteriori reperti provenienti verosimilmente dal territorio crotonese per un valore di svariati milioni di euro.
L’operazione portata a termine costituisce un importante segnale di risposta dello Stato al radicato fenomeno criminale del traffico illecito di reperti archeologici, che vede nei Paesi del Nord Europa, e non solo, i principali destinatari di beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale. La Calabria, particolarmente ricca di vestigia del passato, è oggetto di un incessante ed intenso fenomeno di razzia di reperti che alimentano il mercato clandestino dei beni d’arte. Fondamentale, in tal senso, è stata l’attività di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia che ha permesso di ricostruire l’intera filiera criminale del traffico anche oltre i confini nazionali.



ALTRE NEWS

CRONACA

5/08/2020 - Covid, Matera: positiva una romena
5/08/2020 - Tempa Rossa: oggi test sulle valvole di sicurezza
4/08/2020 - Maltempo e fuoco a Potenza e Provincia
4/08/2020 - Maltempo: allagata Potenza, nubifragi anche nell'area Sud della Basilicata

SPORT

3/08/2020 - Serie C: anche il Picerno si iscrive al prossimo campionato
3/08/2020 - L’Olimpia Basket Matera completa il roster con 5 under di qualità e prospettive
2/08/2020 - Federazione Italiana Pallavolo: ''delusione per una situazione di stallo''
31/07/2020 - Futsal Senise e il sogno della serie B proprio lì ad un passo

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

NEWS BREVI

4/08/2020 Comunicazione di sospensione idrica oggi 4 Agosto 2020

Satriano di Lucania: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 10:00 di oggi fino al termine dei lavori. SATRIANO DI LUCANIA: Zona bassa del pese e zone limitrofe.

Potenza: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 23:00 di oggi alle ore 05:00 di domani mattina salvo imprevisti. POTENZA: Errata corrige: A causa dei lavori di riparazione in atto sulla condotta di adduzione, a partire dalle ore 23 di oggi e fino alle ore 5 di domani mattina, salvo imprevisti, si potranno verificare cali di pressione e interruzione dell'erogazione nel centro storico di Potenza.

3/08/2020 Sospensioni idriche

Banzi: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 21:30 di oggi alle ore 08:00 di domani mattina salvo imprevisti. BANZI: Rete alta dell'abitato.

Picerno: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 15:00 di oggi alle ore 07:00 di domani mattina salvo imprevisti. PICERNO: Seguenti Contrade: Contrada Chiusi, Strada Montagna, Strada Convento - Montagna, Strada Torretta e via Don Minzoni.

Picerno: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 12:00 di oggi alle ore 07:00 di domani mattina salvo imprevisti. PICERNO: C/da Marmo, Strada Castelli, C/da Pantone di Vose, C/da Toppo del Fico, C/da Toppo del Casino

Ruvo del Monte: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 18:00 di oggi alle ore 07:00 di domani mattina salvo imprevisti. RUVO DEL MONTE: Abitato.

San Fele: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 18:30 di oggi alle ore 07:00 di domani mattina salvo imprevisti. SAN FELE: Abitato.

Castronuovo di Sant'Andrea: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 12:00 di oggi fino al termine dei lavori. CASTRONUOVO DI SANT'ANDREA: Intero centro abitato.

2/08/2020 Comunicazione di sospensione idrica in Basilicata oggi 2 Agosto 2020

San Fele, Ruvo del Monte: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 20:00 di oggi alle ore 08:00 di domani mattina salvo imprevisti. SAN FELE: Centro abitato RUVO DEL MONTE: Centro abitato

La criminalità: una malapianta in continua crescita
di don Marcello Cozzi

Domanda e offerta. Sono le regole del mercato, e anche di quello criminale. E anche in Basilicata, oggi come ieri.
Le recenti e ultime inchieste giudiziarie coordinate dalla DDA di Potenza - da quella della settimana scorsa nel vulture melfese a quella di queste ore nella provincia materana - non ci dicono solo che la malapianta malavitosa purtroppo non smette mai di crescere e anzi rifiorisce di continuo tra vecchi nomi e nuove leve, non ci dicono solo ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo