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| Sanità. Tumore utero e ovaie: Osp. S. Carlo 1° in Basilicata per n° interventi |
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4/10/2019 |
| n Basilicata, a eseguire il maggior numero di interventi per tumore maligno all’ovaio e per tumore maligno all’utero sono l’Ospedale San Carlo di Potenza, in cima a entrambe le classifiche, e il Presidio Ospedaliero Madonna delle Grazie di Matera.
A livello nazionale, considerando le 183 strutture italiane che effettuano almeno 5 interventi annui per tumore maligno all'ovaio, solo il 28% (poco più di 1 su 4) di esse arriva a quota 20 operazioni: soglia oltre la quale - secondo quanto viene riportato dal PNE 2018 - diminuisce marcatamente il rischio di residui tumorali (fattore associato a minori probabilità di sopravvivenza a cinque anni dall’operazione chirurgica per tumore ovarico). In Basilicata, nessuna delle strutture rispetta il valore di riferimento di minimo 20 interventi l’anno.
“Come per tutte le patologie complesse, anche per la gestione di questo carcinoma è fondamentale affidarsi a centri competenti e accreditati, in grado di garantire cure ed assistenza appropriate volte a prolungare la sopravvivenza e, al tempo stesso, a migliorare la qualità di vita”, spiega a www.doveecomemicuro.it Giovanni Scambia, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.
“L'alto numero di interventi eseguiti in un anno è il primo elemento di cui tenere conto al momento di scegliere la struttura in cui operarsi, perché indicativo dell’esperienza accumulata da un ospedale. Una vasta letteratura scientifica, infatti, dimostra come un importante volume di attività abbia un impatto positivo sugli esiti delle cure”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico del portale www.doveecomemicuro.it.
Da oggi, è possibile confrontare i centri che effettuano interventi per tumore maligno all’ovaio. I dati sui volumi di attività delle strutture relativi a questo carcinoma, infatti, sono disponibili su www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting in ambito sanitario che dal 2013 rappresenta un punto di riferimento per la ricerca della struttura in cui curarsi. Fonte dei dati è il Programma Nazionale Esiti 2018 di Agenas, edizione in cui è stato introdotto per la prima volta il nuovo indicatore. L'aggiornamento di doveecomemicuro.it ha riguardato anche gli indicatori precedentemente inseriti, compreso il volume d'interventi per tumore maligno all'utero, altra importante neoplasia ginecologica.
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano almeno 5 interventi in un anno per tumore maligno all’ovaio sono 183: il 54,6% (100 strutture) si trova al nord, il 18,6% (34 strutture) al centro e il 26,8% (49 strutture) al sud. Della totalità degli interventi eseguiti, il 56% è stato effettuato al nord, il 22% al centro e il 22% al sud.
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano almeno 5 operazioni in un anno per tumore maligno all'utero sono, invece, 343: il 50,4% (173 strutture) si trova al nord, il 20,4% (70 strutture) al centro e il 29,2% (100 strutture) al sud. Della totalità degli interventi eseguiti, il 52% è stato effettuato al nord, il 23% al centro e il 25% al sud.
Il tumore maligno all'utero è la più frequente neoplasia ginecologica dopo quella al seno. Sebbene si contino circa 8.000 nuove diagnosi ogni anno, di questo carcinoma si muore sempre meno grazie alle campagne informative e ai traguardi raggiunti nella diagnosi e nelle cure. L'esame utile per prevenirlo è il PAP test da ripetere una volta ogni 3 anni a partire dai 25 anni.
Il tumore ovarico rappresenta, invece, circa il 30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile. “Secondo l’AIOM, in Italia nel 2018 sono stati diagnosticati circa 5.200 nuovi casi. Nel complesso, si stima che il rischio di sviluppare questo tumore nell’arco della vita di una donna sia di 1 su 75”, spiega Giovanni Scambia, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.
“A causa delle diagnosi tardive dovute alla sintomatologia subdola – sfumata o del tutto assente nelle fasi inziali e più rilevante in uno stato avanzato, con distensione addominale, inappetenza e alterazioni della funzionalità intestinale tra le problematiche più comuni -, i dati AIOM 2018 stimano la sopravvivenza in Italia a 5 anni intorno al 40% e quella a 10 anni intorno al 30%.
Ad oggi, non esistono programmi di screening efficaci per la prevenzione del tumore ovarico sporadico, fatta eccezione di quelli per le pazienti portatrici di mutazione genetica (geni BRCA1-BRCA2), che predispone a questo tipo di carcinoma.
Ai test per identificare la presenza della mutazione dovrebbero sottoporsi le donne con familiarità per neoplasie ginecologiche. Mentre quante presentano una sintomatologia sospetta dovrebbero rivolgersi tempestivamente a uno specialista.
Come per tutte le patologie complesse, anche per la gestione di questo carcinoma è fondamentale affidarsi a centri competenti e accreditati, in grado di garantire cure ed assistenza appropriate volte a prolungare la sopravvivenza e, al tempo stesso, a migliorare la qualità di vita”, spiega Giovanni Scambia.
Uno strumento che facilita l'individuazione del centro più adatto alle proprie esigenze è www.doveecomemicuro.it, portale che vanta un database di oltre 2.300 strutture: tra ospedali pubblici, strutture ospedaliere territoriali, case di cura accreditate, poliambulatori, centri diagnostici e centri specialistici.
Le strutture pubbliche o private accreditate che in Basilicata hanno effettuato interventi chirurgici per tumore maligno alle ovaie sono 2:
Ospedale San Carlo di Potenza (n° interventi: 6)
Presidio Ospedaliero Madonna delle Grazie di Matera (n° interventi: 6)
Nessuna delle strutture rispetta il valore di riferimento di minimo 20 interventi l’anno.
Il 63,0% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
Il 37,0% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 16,7% di interventi eseguiti su non residenti.
Le strutture pubbliche o private accreditate che in Basilicata hanno effettuato interventi chirurgici per tumore maligno all’utero sono 2:
1. Ospedale San Carlo di Potenza (n° interventi: 33)
2. Presidio Ospedaliero Madonna della Grazie di Matera (n° interventi: 27)
Il 53,4% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
Il 46,6% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 12,7% di interventi eseguiti su non residenti. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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