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Tra weelness ed economia circolare: un’enclave scandinava in Basilicata

15/07/2019



Nelle scorse settimane abbiamo documentato alcune iniziative intraprese dal Comune di Latronico, da annoverare tra quelle politiche pubbliche che vengono comunemente definite “buone pratiche”. Le più recenti hanno riguardato la nascita dell’applicazione “Junker”, che si propone di agevolare ed incrementare la raccolta differenziata; la messa al bando, dal primo luglio, della plastica su tutto il territorio comunale, e in proposito ricordiamo anche che, dal mese di dicembre dello scorso anno, la mensa scolastica è diventata totalmente plastic-free; e, come rimedio allo spopolamento, avevamo anche riportato la trovata dell’Amministrazione di trasformare Latronico in una sorta di paradiso fiscale per pensionati, che abbiano più di 65 anni e che decidano di trasferirvi la propria residenza, attraverso l’esenzione per dieci anni dal pagamento della tassa sui rifiuti (Tari).
Queste idee rappresentano solo la punta dell’iceberg in quanto, negli anni dell’Amministrazione guidata dal sindaco Fausto De Maria (eletto nel 2012 e giunto al suo secondo mandato), sono stati tanti i progetti avviati: tutti finalizzati alla tutela dell’ambiente, al miglioramento della qualità della vita e allo sviluppo della cosiddetta economia circolare: di cui in tanti parlano, ma in pochi, soprattutto in Italia, riescono seriamente a sfruttarne le potenzialità.

La raccolta degli oli esausti – Il promotore dei progetti in tema di economia circolare, e non solo, è il vicesindaco Vincenzo Castellano. “Il nostro proposito – osserva – è sempre stato quello di lavorare nel massimo rispetto dell’ambiente, provando a coniugare questa necessità con lo sviluppo a livello locale”.
Una ricetta che, detta così, sembra facile da seguire: la potremmo definire il nirvana della politica, ma la realtà che viviamo quotidianamente, come sappiamo, ci dice tutt’altro.
Tutto ebbe inizio nel lontano dicembre 2012 con l’avvio del recupero degli oli vegetali esausti. La raccolta avviene in collaborazione con un’azienda e, accanto alla difesa dell’ambiente, consente anche di trasformare un rifiuto in una risorsa da impiegare, ad esempio, nell’industria farmaceutica e cosmetica.
“Tutti sanno quanto la dispersione degli oli esausti sia dannosa per l’ambiente, basta solo questo per cogliere l’importanza del provvedimento. Inoltre, per il Comune – spiega Castellano – la raccolta è totalmente gratuita, la ditta che lo lavora ci riconosce lo smaltimento e questo contribuisce all’incremento della percentuale di differenziazione”.
Oggi Latronico conta 15 punti di raccolta, dove è possibile conferire autonomamente.

“La Casa dell’Acqua” ed i raccoglitori di sigarette – Nel giugno 2013 è stata attivata la “Casa dell’Acqua”: impianto che capta l’acqua dall’acquedotto, la depura e la eroga in contenitori riutilizzabili. I cittadini, quindi, possono usufruire di acqua liscia, o frizzante, refrigerata, al costo di appena 8 centesimi di euro al litro. “Con questa idea eravamo già intervenuti per cercare di ridurre la produzione di plastica nel nostro territorio, in quanto ci si rifornisce con bottiglie di vetro. Inoltre, consentiamo agli utenti di risparmiare perché il prezzo è assolutamente il più basso che si possa riscontrare sul mercato”.
Anche questa iniziativa non grava sulle casse comunali. «Collaboriamo con un società – puntualizza ancora il vicesindaco – che ha comprato e installato a sue spese l’impianto di distribuzione in cambio, ovviamente, dell’incasso. A carico nostro ci sono unicamente i costi per il consumo di energia elettrica e di acqua, ma parliamo di cifre davvero irrisorie: nell’ultimo anno, complessivamente, abbiamo speso appena 100 euro».
Ad agosto del 2014 erano stati installati 20 raccoglitori di mozziconi di sigarette. “Sembra qualcosa di poco conto ma non lo è affatto, poiché i fumatori li gettano praticamente ovunque, anche nei tombini. Bisogna ricordare che le sigarette contengono anche arsenico, che è un agente altamente inquinante”.

“La Banca del Riciclo” – Al febbraio del 2017 risale quello che, probabilmente, può essere considerato come il progetto più importante: “La Banca del Riciclo”, la prima in Basilicata. Parliamo di due stazioni di compattazione che accettano plastica, alluminio e HDPE (plastica un po’ più spessa, per intenderci quella dei detersivi) e per ogni singolo imballo conferito viene concesso un eco-punto del valore di 3 centesimi di euro, spendibili nei quasi venti esercizi commerciali di Latronico convenzionati.
Il successo è stato enorme, tanto che la Banca è stata letteralmente presa d’assalto. “Ad oggi – evidenzia Castellano – abbiamo superato i 500 mila imballi conferiti”.
Facendo un rapido calcolo, la “Banca del Riciclo” ha già consentito di immettere nel circuito commerciale del Comune di sinnico migliaia di euro. Le attività che scontano gli eco-punti non vanno certo a perderci: al rimborso degli esercenti provvede il Comune, che finora è arrivato a immettere nel tessuto commerciale oltre 18 mila euro, che per un piccolo centro come Latronico non sono affatto pochi.
Inoltre, la Banca del Riciclo permette di ridurre l’utilizzo dei sacchetti, che con la raccolta porta a porta si lasciano davanti casa e questo favorisce un miglioramento ed uno snellimento del servizio.

Le possibili entrate del Comune grazie alla “Banca del Riciclo” – Ma i vantaggi non finiscono qui, in quanto questo sistema consente che ai centri di riuso e di riciclo arrivino materiali ben conservati e di ottima qualità; eventualità che permette al Comune di guadagnare sulla quantità di rifiuti consegnati. I flussi vengono analizzati dagli impianti e, in generale, i prezzi pagati dai gestori variano in base alla tipologia del materiale ed al grado di “pulizia” dello stesso: ad esempio, nel caso dell’alluminio, ove fossero rispettate queste condizioni, si può arrivare ad incassare anche fino a 500 euro a tonnellata conferita; la plastica può oscillare tra 180 e 300 euro a tonnellata. Insomma, differenziare, oltre che per l’ambiente, può anche essere redditizio per i cittadini e per le casse comunali.
Per “La Banca del Riciclo”, nel novembre del 2018, il Comune di Latronico ha ricevuto il premio “Cresco Award” Città Sostenibili, promosso dalla Fondazione “Sodalitas”; nello stesso periodo, con questo progetto Latronico ha anche raggiunto la finale di Vienna del premio “Innovation in Politcs Awords”, insieme ad altri 80 progetti da tutta Europa su un totale di 400 . “Concorrevamo nella categoria “Ecologia” – ricorda Castellano – e la Banca del Riciclo è risultato tra i 10 progetti italiani riconosciuti più meritori”.

“Adotta una Cocca” e sconti Tari – Nel marzo del 2018 è stato approvato il progetto “Adotta una Cocca” che, per cercare di abbattere la frazione organica, prevede riduzioni comprese tra il 5 e il 10% sulla componente variabile della TARI per coloro che posseggano galline . “Il costo dell’umido è altissimo, e grazie agli animali se ne produce meno in quanto, per nutrirli, si dà vita ad una sorta di autocompostaggio”.
Per usufruire del beneficio è necessario ottemperare ad una serie di condizioni: come disporre di un pollaio con almeno 4 unità, piuttosto che essere in regola con il pagamento dei tributi comunali. Una riduzione del 10%, sempre sulla quota variabile della Tari, viene garantita anche a chiunque effettui il compostaggio domestico.
Ma sconti sulla Tari vengono applicati anche a chi adotta un cane ospitato dal canile di Latronico: fino a 300 euro una tantum, a fronte di un costo di mantenimento per il Comune che è di 1 euro e 79 centesimi al giorno che, per ogni cane, equivale ad oltre 700 euro l’anno.
Inoltre, un’altra agevolazione Tari è prevista per le famiglie con figli residenti a Latronico, se compresi nello stesso nucleo dei genitori, ma che studino fuorisede con regolare contratto d’affitto: lo sconto è del 10% sulla quota variabile, che si raddoppia in presenza di due o più figli iscritti all’università.

Le difficoltà per la mancanza di centri di conferimento – L’Amministrazione De Maria ha iniziato questa battaglia fin da subito: tanto da passare in pochi anni da una percentuale di differenziazione inferiore al 15%, ad una che arriva già a sfiorare la fatidica soglia del 65% stabilito per legge: ed ancora non si hanno a disposizione dati consolidati relativi alle ultime iniziative che sicuramente incrementeranno, e non di poco, la percentuale.
Ma in Italia, spesso, ci sono difficoltà cui le amministrazioni locali, per quanto virtuose, proprio non sono in grado di superare.
Il costo di conferimento in discarica dell’umido varia da poco più di 100 euro ad oltre 200 euro. La forbice deriva dalla tipologia di impianto dove si va a conferire: i prezzi più bassi si riscontrano in quelli dove l’umido viene trattato. Ma esistono anche stazioni di trasferenza che non trattano l’umido ma, appunto, lo trasferiscono verso altri impianti: eventualità che fa lievitare i costi. “Purtroppo – sottolinea il vicesindaco – stanno aumentando gli impianti più economici che non accettano l’umido, costringendoci a spostamenti verso altri molto più costosi”.
Latronico, come gli altri Comuni che vi fanno riferimento, si trova ad affrontare proprio una simile difficoltà perché da Tito hanno comunicato che non sarà più possibile conferirvi e la ditta che gestisce il servizio, probabilmente, sarà costretta a dirigersi verso Giffoni Valle Piana: e questo comporterà un aumento delle spese, in quanto si passerebbe dai 110 euro a tonnellata di Tito, addirittura ai 175 euro a tonnellata di Giffoni. “Il costo del conferimento dell’umido è elevatissimo ed in Basilicata mancano impianti che lo accettino”.

Le fototrappole – Ma in questo settore i problemi non sono certo imputabili solo alla politica. “Ci siamo dotati di fototrappole che abbiamo piazzato in punti sensibili, dove potrebbero cumularsi rifiuti abbandonati”. Sono altamente tecnologiche e montano sensori che si attivano al passaggio di qualcuno, ma nessuna notizia su quante e dove siano. “Meglio non dirlo, onde evitare che si intuisca dove possano essere state posizionate”, chiosa Castellano.

Finanziamenti regionali e l’app “Junker” – Latronico riceverà 138 mila euro per ampliare il centro di raccolta, abbiamo anche dato notizia della partecipazione a un bando per la realizzazione di due compostiere comunali.
Abbiamo già introdotto anche il servizio Junker. “Questa applicazione ci darà una grossa mano perché differenziare in modo corretto può risultare complicato. Mentre ora, attraverso lo scanner che legge i codici a barre di un singolo prodotto o grazie al database per quelli senza codice, sarà più facile capire come, dove e quando differenziare. Inoltre, il software indica i vari punti di interesse ambientale per capire dove possano essere raccolti gli oli esausti, dove si trovi la “Banca del Riciclo” o dove si conferiscono gli abiti usati. Senza dimenticare la possibilità di segnalare criticità con delle foto, come ad esempio rifiuti abbandonati, che riceveremo via mail in modo da poter intervenire”.

“Strategia Rifiuti Zero” – Tutte queste iniziative devono essere adeguatamente sostenute dai cittadini e si inquadrano nell’ambito della “strategia rifiuti zero”: che prevede l’istituzione di un apposito Osservatorio da parte dell’Amministrazione Comunale per cercare di migliorare sempre di più la percentuale di differenziazione.
“I risultati – conclude Castellano – si ottengono a poco a poco, ma il Comune da solo non può fare tutto. Ecco perché è necessaria la piena collaborazione da parte di tutti e devo dire che i nostri concittadini ci stanno seguendo ed anche con molta attenzione”.

Terme e wellness – Latronico è anche un centro termale immerso nel Parco del Pollino, che sorge ai piedi dell’imponente monte Alpi.
In questo contesto è nato il progetto “Latronico, Città del Benessere”: una linea programmatica attraverso la quale l’Amministrazione vuole far diventare Latronico il riferimento in tema di benessere psicofisico. Intendendo il benessere a 360 gradi, rivolgendolo ad ogni aspetto della vita umana e prendendo come capisaldi l’aria buona, il basso costo della vita, l’ospitalità dei suoi abitanti, la natura incontaminata e le possibilità di creare una condizione di vita positiva.
“Stiamo cercando di creare un brand – ci spiega il sindaco Fausto De Maria – condiviso con un’imprenditrice russa, che faccia di Latronico un centro nel quale si possa godere di un’alta qualità del vita”.
Gli euro provenienti dalla Russia saranno 27 milioni, che trasformeranno tre alberghi in hotel a 4 e 5 stelle.
“Parliamo di un’ottantina di nuovi posti di lavori, senza considerare l’indotto che verrebbe generato – annuncia De Maria – sempre nel pieno rispetto dell’ambiente e di quel benessere che eleva la qualità della vita. D’altronde wellness significa proprio questo, crediamo rappresenti il futuro e sono tanti anni che stiamo lavorando in questa direzione cercando di essere sempre più competitivi: riuscirci non è semplice, poiché parliamo di standard molto alti. Ovviamente non si può pensare di riuscire a fare tutto e subito, ma stiamo cercando di procedere, passo dopo passo, sempre in questa direzione. Le iniziative che si sono susseguite durante le mie Amministrazioni sono tutte legate da questo filo conduttore: aria pulita, rispetto della natura e attività sportiva che elevano di sicuro il benessere psicofisico”.
Il progetto dovrebbe partire a breve, gli alberghi verranno aperti in prossimità delle terme. “Ma non dimentichiamo le stesse terme – precisa il sindaco – e che siamo in un parco naturale e lo dimostra il percorso del CAI che, attraverso il sentiero, conduce al monte Alpi. Inoltre, accanto agli alberghi, in tanti stanno investendo in altre strutture ricettive”.

“La tua casa a Latronico” e il “Taxi Sociale” – In questa direzione va anche il progetto “La Tua Casa a Latronico”, iniziativa attraverso cui l’Amministrazione Comunale intende promuovere la fruizione e il riutilizzo di abitazioni vuote presenti in numero rilevante nel paese. Un progetto interattivo ed in costante aggiornamento: è prevista, infatti, la possibilità di segnalare il proprio immobile affinché venga inserito in un database in modo da potenziare l’offerta turistica e la disponibilità di alloggi e posti letto.
Ancora nell’ottica di migliorare la qualità della vita, è stato istituito il cosiddetto taxi sociale: che, attraverso una convenzione con un’associazione, mette a disposizione un auto comunale per i cittadini bisognosi che necessitino di particolari cure mediche lontano da Latronico.

Un modello da emulare – Nel suo complesso, il programma messo in campo dal Comune di Latronico è davvero molto ambizioso, può diventare unico in Italia e non ce ne sono molti simili in Europa. Tante idee che a poco a poco stanno vedendo la luce e che dimostrano, semmai ce ne fosse ancora bisogno, quanto la tutela dell’ambiente e della salute si coniughino con lo sviluppo economico. Sembra ne siano convinti tutti ma poi, concretamente, in pochi si incamminano lungo questa strada.
In Basilicata l’importanza della raccolta differenziata comincia a prendere piede in diversi Comuni (ad esempio Sarconi, ma non solo), ma in tante zone siamo ancora molto indietro. Così come, alcune idee che via abbiamo illustrato sono comuni a diverse realtà lucane: la raccolta degli oli esausti, per dirne una, non si pratica certo solo a Latronico.
Tuttavia, il modello rappresentato dalle iniziative di questo Ente dovrebbe essere considerato quale possibile apripista per ciò su cui si basa: l’ambiente è una ricchezza in ogni senso e la nostra Regione è colma di bellezze naturali e paesaggistiche sulle quali investire in modo davvero sostenibile. Altro che le trivelle – con cui stiamo massacrando la nostra terra e chi ci vive per rifornire l’Italia intera per poi, magari, sentirci anche dire che siamo parassiti – o le mega centrali a biomasse, che non fanno altro che distruggere l’ecosistema.
Arrivare a dei risultati apprezzabili non è semplice né immediato, ma Latronico insegna che, anche nel e dal Mezzogiorno e nonostante le tante difficoltà, si può davvero tentare di fare in modo che Paesi come la Scandinavia o la Germania non vengano più considerati solamente come chimere.

Gianfranco Aurilio
lasiritide.it



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