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Un manager originario di San Severino crea una piattaforma per l’Africa

28/08/2018



“Startup for Africa” è una piattaforma nata per un progetto innovativo che si propone di aiutare l’Africa a crescere per uscire dalla tremenda povertà e miseria che continuano a dilaniarla. L’idea è venuta ad Antonio Chieffo, imprenditore che vive a Lodi ma figlio di emigranti di San Severino Lucano, dove egli stesso torna per un paio di mesi l’anno. Chieffo è amministratore delegato di “Bemycompany”, incubatore di imprese e proprietaria della piattaforma. “Start up for Africa – ci spiega il dirigente – è un progetto di formazione manageriale ed imprenditoriale. L’obiettivo è investire nel trasferimento delle competenze di gestione dell’impresa per aiutare gli startupper locali a crearne nuove in Africa”.

L’idea – L’iniziativa nasce dall’amicizia con Famoussa Koulibaly, attuale sottosegretario alla Sviluppo per il Governo ivoriano e conosciuto da Chieffo durante gli studi a Losanna nel 2006. Il politico africano gli ha chiesto una mano per poter investire in modo efficace le risorse ottenute in seguito a un finanziamento concesso dalla Banca Mondiale, finalizzato alla nascita e allo sviluppo di nuove start up in Costa d’Avorio. Tuttavia, a quelle latitudini, le sovvenzioni possono non essere sufficienti poiché, vista la mancanza di know how e di personale qualificato, sono alte le probabilità di non riuscire a implementare al meglio ogni singolo progetto.

Una nuova frontiera – “È inutile assegnare fondi per creare imprese, se poi non si è in grado di gestirle”, continua il manager. “Per rendere l’Africa competitiva non si può prescindere da una nuova classe imprenditoriale e manageriale. Loro, a differenza della Cina, non sono in grado di farcela da soli ma, se riusciamo a formarli, entro 10 o 20 anni potremmo davvero renderli autonomi”. Con ricadute un po’ per tutti. “Questo permetterebbe che in futuro possano diventare anche nostri partner commerciali. Nascerebbe davvero una nuova frontiera con tutto il carico di opportunità che ne deriverebbero”.

Avvio del progetto – Il percorso è iniziato da poco più di un mese per una decina di persone di età comprese tra i 25 e 40 anni e provenienti da Costa d’Avorio, Kenya e Gambia. “Ovviamente siamo aperti all’intero continente”. Chieffo è stato subito colpito dall’attenzione e dall’ascolto dei discenti. “Si fidano ciecamente di noi, sono molto aperti all’insegnamento e questo permette di velocizzare il processo di crescita”. Start Up for Africa nasce da un’esperienza diretta dell’imprenditore di Lodi, successiva a una sua collaborazione iniziata due anni fa con un giovane togolese per la creazione di una start up che favorisce lo sviluppo dell’agricoltura nel continente nero.

Fondi raccolti – Finora, tra contributi raccolti o stanziati da Bemycompany, è stato sfondato il tetto dei 100 mila euro. “Non tutti possono venire da noi, ma nemmeno possiamo permettere che finiscano prigionieri in qualche lager libico. Dobbiamo cercare di aiutarli anche da loro e possiamo riuscirci attraverso la creazione di una nuova élite industriale”. “Noi europei – puntualizza il manager di origini lucane – sappiamo come siano andate le cose e quali siano le responsabilità di tutto l’Occidente relativamente all’attuale situazione che sta vivendo l’Africa. Eppure, in tanti, dimostrano ancora indifferenza nei loro confronti mentre, al contrario, dovremmo cercare di accompagnarli in modo da gettare le basi per una loro crescita”.

La formazione – Vengono impartite lezioni con i rudimenti fondamentali per chiunque volesse fare impresa. “Insieme ai miei collaboratori stiamo spiegando loro come gestire un’azienda, come lavorare su modelli di business, sui principi commerciali o di marketing, ed anche come leggere un bilancio”. “Un percorso che verrà completato in Italia – conclude Chieffo –, molto pratico e poco teorico proprio per arrivare alla nascita di una classe imprenditoriale forte ed impedire che magari si sperperino risorse senza riuscire a trarne un vero beneficio”.

Gianfranco Aurilio
lasiritide.it




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