Nella 30^ giornata del girone H, anticipata al giovedì Santo, il Francavilla gioca un'ottima partita ad Andria, dove costringe sullo 0-0 la Fidelis. Ma, anche se saliti in classifica a quota 33, i rossoblu soni rimasti quartultimi con la salvezza diretta adesso a 4 lunghezze, quando, alla fine della stagione regolamentare, mancano 4 giornate.
Buono l’approccio della Fidelis: Casiello sfonda sulla sinistra e mette un pallone interessante in area per Ronchi, che in scivolata non riesce a indirizzare verso la porta. I biancazzurri tengono il pallino del gioco e provano a costruire, ma non riescono a trovare lo spiraglio giusto. Al 26’ i padroni di casa tornano in avanti con il tiro a giro di Marquez dal limite che termina di poco sul fondo, alla sinistra di Ciardi. Poco dopo la mezz’ora ci prova anche Correnti con una conclusione dalla distanza, trovando però la pronta risposta del portiere ospite. Si va così all’intervallo con il risultato che non si sblocca.
Nella seconda frazione cambia l’inerzia della gara: i ritmi calano e il Francavilla cresce sul piano fisico, riuscendo a limitare le iniziative dei federiciani. Gli ospiti si affacciano con maggiore convinzione in avanti e alla mezz’ora impegnano Perina con Musumeci. L’episodio chiave arriva al 80’: punizione di Orlandi e colpo di testa vincente di Cipolletta, ma il direttore di gara ferma tutto per fuorigioco.
Nel finale, invece, sono i sinnici a sfiorare il colpaccio con il neo entrato Esposito, che a meno 3 dal 90’ conclude in diagonale al termine di un contropiede e sfiora il palo. È l’ultimo sussulto del match. Alla ripresa fra 10 giorni i rossoblu riceveranno la visita del fanalino di coda Real Acerrana.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi
Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua