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La voce della Politica
| Braia: No definitivo della Basilicata ai fanghi di depurazione in agricoltura |
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12/03/2019 | “Impegno mantenuto. Il governo nazionale Laga/5Stelle non può obbligarci. In 5 anni abbiamo diminuito l’uso dei fitofarmaci in questa regione del 30% e non permettiamo a nessuno di vanificare gli sforzi. Non diventeremo la sede di riversamento dei fanghi inquinati altrui. La contrarietà della Basilicata all’art.41 del Decreto Genova è sempre stata netta, sin dalla sua emanazione, e ci siamo battuti in ogni sede per preservare i nostri campi e il nostro territorio. Con l’approvazione delle disposizioni sulla gestione dei fanghi di depurazione è fatto divieto sul territorio della regione Basilicata dell’utilizzo in agricoltura dei fanghi che non rispettano i limiti. La norma è storica e importantissima per il futuro della nostra terra, dell’ambiente, della salute, dell’agricoltura tutta.”
Lo dichiara l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia, nonché candidato alle elezioni del Consiglio Regionale con la lista Avanti Basilicata per la provincia di Matera, coalizione Centro Sinistra a sostegno del candidato Presidente Carlo Trerotola.
“Ripristiniamo, pertanto, per legge - prosegue Braia il principio per cui i fanghi ad uso agricolo devono rispettare i limiti previsti per le matrici ambientali a cui dovranno essere assimilati. E saremo sempre intransigenti su questo.
Abbiamo l’obbligo di preservare la biodiversità regionale, tra le prime in Europa per numero di specie animali e vegetali, e di tutelare i terreni agricoli e le falde. Non potevamo per questo permettere che la Basilicata, già interessata da iniziative che mettono a rischio l’ambiente, potesse diventare territorio di strumentali interessi speculativi, magari del Nord, nel quale possa essere conveniente per qualcuno riversare fanghi di cui sono stati elevati i limiti di pericolosità per decreto, senza motivazione alcuna.
Una battaglia che abbiamo portato avanti e sostenuto, già con l’approvazione dell'ordine del giorno nella seduta del 17 novembre 2018, relativo alla "Limitazione o divieto di utilizzo fanghi di depurazione in agricoltura" concernente il disegno di legge "Disposizioni in materia di agricoltura sociale” e che, oggi, il Consiglio Regionale approva definitivamente, come da proposta dei Dipartimento Agricoltura e dall’intera Giunta, nel disegno di legge relativo alle ulteriori disposizioni urgenti. A novembre, importante sottolineare il solo voto contrario, guarda caso, del Movimento 5 Stelle paladino delle cause ambientali altrui, in campagna elettorale, ma evidentemente non di quelle lucane.
Si stabiliscono, per legge regionale, nel rispetto della normativa statale sull’ambiente, i livelli di tutela più elevati all'interno della Regione Basilicata nella materia dell'uso dei fanghi da depurazione delle acque reflue di impianti civili ed industriali con effetto concimante e/o ammendante e correttivo del terreno rispetto a quella di recente introdotta dell'art. 4l del d.1. n. 109/2018, come convertito dalla legge 130/2018 (il famigerato D.L. Genova dopo la tragedia del ponte Morandi). Non poteva essere tollerabile che fossero stati inseriti parametri più alti per sostanze cancerogene come i metalli pesanti (Selenio, Berillio, Arsenico, Cromo) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) nei fanghi utilizzabili in agricoltura. Un attentato vero e proprio alla salute pubblica.
La Regione, nell'esercizio delle proprie competenze, nel rispetto della normativa statale di tutela dell'ambiente, può stabilire in materia di tutela della salute, di governo del territorio, di valorizzazione dei beni ambientali, etc.) livelli di tutela più elevati. Questo abbiamo ritenuto doverosamente di fare.
La disciplina dell’uso agricolo dei fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue è contenuta nel D.lgs. 27 gennaio 1992, n. 99 e parla di fanghi idonei a produrre un effetto concimante e/o ammendante e correttivo del terreno e che non contengono sostanze tossiche e nocive. Non possono essere utilizzati a fini agricoli i fanghi che superano i valori limite per le concentrazioni di metalli pesanti e di altri parametri stabiliti nell'allegato IB, che però, tuttavia, non disciplinava la concentrazione di idrocarburi e fenoli. Una questione che il Governo ha pensato bene di inserire, apparentemente senza motivo, nel cosiddetto d.1. “Morandi” fissando i limiti di concentrazione di idrocarburi nei fanghi più alti rispetto a quelli consentiti per i terreni da bonificare (Tabella l, all. 5, Titolo V, parte IV del D.Lgs. a. 152 del 2006).
La Regione Basilicata, anche facendo proprie le ragioni espresse chiaramente dalla Giurisprudenza, ritiene che i fanghi da depurazione, essendo destinati ad essere mescolati ad ampie porzioni di terreno e a divenire, quindi, un tutt'uno con esso, devono esser logicamente assimilati alle matrici ambientali ed ai correlati limiti.
La necessità di assicurare livelli di tutela più elevati rispetto a quelli standard applicabili all'intero territorio nazionale, in Basilicata risulta essere evidente dagli oltre 230.000 ettari di territorio ricadente in aree protette (parchi nazionali e regionali, aree Sic e Zps, ZSC oltre che riserve naturali).
La programmazione regionale è da tempo chiaramente orientata alla sostenibilità ambientale e in particolare, in campo agricolo, indirizzata verso il sostegno alle produzioni di eccellenza biologiche e che comunque rispettano l’ambiente attraverso un utilizzo virtuoso delle risorse naturali. Nella programmazione PSR 2014/2020, infatti, per le politiche di sostegno alle produzioni "biologiche" sono state impegnate risorse per oltre 87 milioni di euro mentre per quelle "integrate" (basso uso di fìtofarmaci) circa 15 milioni di euro, interessando circa 100.000 ettari dei 600.000 ettari di SAU (Superficie Agricola utile) disponibile.
La nostra agricoltura di Basilicata - conclude Luca Braia - continuerà a utilizzare esclusivamente metodi di concimazione naturali e comunque fertilizzanti minerali, così come previsto anche dal programma di azione regionale per la tutela delle acque da inquinamento da nitrati di origine agricola nelle aree vulnerabili e nelle linee guida per le aree non vulnerabili, di prossima emanazione." |
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