|
|
| Potenza brillante per un tempo, poi si arrende alla capolista Benevento |
|---|
1/03/2026
|
| Brillante, intraprendente, pericolosa nel primo tempo; impalpabile, inconsistente, senza acuti, quasi rassegnata nella ripresa
Queste le due facce del Potenza nella sfida interna (la prima in questo campionato) persa di misura contro la capolista Benevento. Una metamorfosi in negativo, per certi versi inattesa dopo i primi quarantacinque minuti che avevano visto i rossoblù lucani giocare alla pari con i primi della classe e sfiorare in almeno tre occasioni la rete.
Probabilmente il gol di Mignani, subìto dopo soli quattro minuti della ripresa, ha avuto un effetto devastante nella testa di Felippe e compagni, usciti letteralmente dalla partita, irretiti anche dalla gestione del gioco imposta dalla prima della classe. Insomma, un Potenza double-face che ha pagato dazio al maggior tasso tecnico ma soprattutto alla maggiore esperienza della formazione giallorossa.
Nei primi venti minuti di gioco il Benevento impone il ritmo: il pressing a tutto campo dei sanniti crea non pochi problemi alla formazione di casa, alla costante ricerca di equilibrio tra centrocampo e attacco, dove l’assenza di Schimmenti — per ciò che l’esterno palermitano riesce a dare in termini di inventiva — si è fatta sentire. Ospiti pericolosi già al 3’ con un colpo di testa di Saio finito alto di poco. Cucchietti non appare in giornata e all’8’ un suo errore in uscita innesca Della Morte che calcia a botta sicura: provvidenziale l’intervento di Castorani che respinge la sfera con il ginocchio.
Il Benevento insiste e sfiora ancora il vantaggio al 19’: veloce ripartenza di Mignani che salta Camigliano e anche Cucchietti in uscita, ma poi conclude sull’esterno della rete a porta vuota. L’ennesimo pericolo corso suona come una sveglia per il Potenza che, nella seconda parte del primo tempo, cambia ritmo e riprende in mano la partita. A suonare la carica per i rossoblù è soprattutto D’Auria che al 21’ confeziona una palla gol per Murano che, di testa, non riesce a dare la giusta direzione alla sfera.
Due minuti dopo combinazione Rocchetti-Mazzeo-Felippe, tiro del brasiliano — oggi un po’ in ombra — con palla fuori dallo specchio. Il Potenza insiste, ora i rossoblù si fanno preferire, giocano in scioltezza e con grande determinazione, e il pubblico di casa gradisce. Al 28’ ci prova Mazzeo: stop e tiro immediato alto sopra la traversa. Il Benevento va in affanno, i giallorossi non riescono più a ripartire come a inizio partita e soffrono a centrocampo, dove Maisto, preferito inizialmente a Siatounis, si muove con disinvoltura.
In questa fase a fare la differenza è ancora D’Auria che al 33’ si destreggia sulla sinistra, salta un avversario e dal limite calcia a giro sfiorando il vantaggio. La capolista si difende con sofferenza, cerca di abbassare il ritmo limitando le scorribande offensive. Il tempo si chiude con un tentativo di Murano respinto di pugno da Vannucchi. Insomma, un buon Potenza che ha saputo superare l’inizio difficile, assestandosi con il passare dei minuti e mettendo in seria difficoltà la prima della classe.
Tutte indicazioni che facevano ben sperare in vista della ripresa. E invece l’inerzia del match cambia nuovamente. Già dai primi minuti si vede un Benevento più deciso, determinato e convinto della propria forza. Al 3’ il campanello d’allarme: Scognamillo serve un bel pallone a Tumminello che incrocia il tiro ma trova il palo alla sinistra di Cucchietti. Un minuto dopo il Potenza perde palla a centrocampo, Della Morte mette in mezzo, colpo di testa di Tumminello e ancora palo. Ma questa volta c’è Mignani, tutto solo in area, ad anticipare tutti e a insaccare da due passi la rete del vantaggio ospite.
Per il Potenza è una vera e propria doccia fredda, una mazzata dalla quale non si riprenderà più. A gioire sono i circa cinquecento tifosi sanniti giunti al Viviani per sostenere i giallorossi. Il Potenza prova a riorganizzarsi, mister De Giorgio attinge dalla panchina (dentro De Marco, Petrungaro e Siatounis) per dare nuova linfa a una squadra che appare traumatizzata dal gol subìto. Ma l’elettroencefalogramma dei rossoblù resta piatto: nessuna reazione, nessun lampo, tanta confusione.
Per il Benevento diventa semplice controllare il match e addormentare il gioco. Maita e compagni abbassano il ritmo, tengono palla e, al contempo, lontano il Potenza dalla propria area di rigore. I rossoblù provano a fare qualcosa ma non trovano spazi: manca convinzione, mancano idee, manca la forza mentale. Non c’è neanche l’arrembaggio finale. Una sola mezza occasione nel finale, con un colpo di testa di Murano finito fuori.
Il Benevento conferma così la propria forza, porta a casa i tre punti sfiorando nel finale, con Kouan, la rete del raddoppio.
Dopo due vittorie consecutive si blocca dunque la corsa playoff del Potenza, che perde una posizione in classifica (decimo posto con 37 punti), con l’Atalanta ora distante soltanto tre lunghezze.
POTENZA-BENEVENTO 0-1
POTENZA (4-3-3): Cucchietti 5,5; Riggio 5,5, Loiacono 6, Camigliano 5,5, Rocchetti 6 (32’st Balzano 5,5); Castorani 6 (12’st Siatounis 5,5), Felippe 5,5 (41’st Selleri SV), Maisto 6(12’st De Marco 5,5); Mazzeo 5,5 (12’st Petrungaro 5,5), Murano 5,5, D’Auria 6. A disp.: Franchi, Guiotto, Delle Monache, Schimmenti, Bura, Adjapong. All.: De Giorgio
BENEVENTO (4-2-3-1): Vannucchi 6; Pierozzi 6, Scognamillo 6,5, Saio 6, Ceresoli 5,5 (44’st Caldirola SV); Maita 7, Talia 6; Lamesta 6 (26’st Celia 6), Tumminello 7 (35’st Manconi SV), Della Morte 6 (44’st Kouan SV ), Mignani 7,5 (26’st Salvemini 6). A disp.: Russo, Esposito, Prisco, Carfora, Borghini, Romano. All.: Floro Flores
Arbitro: Ursini di Pescara (Andreano – De Chirico). Quarto ufficiale: Di Cicco di Lanciano. Operatore Fvs: La Regina di Battipaglia.
RetI: 4’st Mignani
Note: Ammoniti: Castorani, Mignani, Salvemini e Manconi. Angoli: 1-4. Recupero: 3’pt, 6’st. Spettatori: 2.722 (di cui circa 500 da Benevento) per un incasso lordo di 29.123 euro.
SANDRO MAIORELLA |
CRONACA
SPORT
|

 (1) (1).jpeg)
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |