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1. Gli scooter trainano il mercato delle due ruote: cosa dice questo dato sulle città italiane

17/09/2026

Nei primi sette mesi del 2026 in Italia sono stati immatricolati 274.788 veicoli a due ruote, l'11,6% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il dato, diffuso da ANCMA, l'associazione nazionale dei costruttori di ciclo e motociclo, contiene però due mercati che viaggiano a velocità diverse. Gli scooter arrivano a 162.010 unità con una crescita del 15,97%, le moto si fermano a 103.354 con un più modesto 5,57%. A luglio la forbice si è allargata ancora: 29.657 scooter venduti, in aumento dell'11,41%, contro 14.988 moto in calo del 6,51%, primo segno meno dell'anno per il segmento delle motociclette. Sommando i sette mesi, gli scooter valgono ormai quasi il 59% dell'immatricolato a due ruote.
Non è solo un sorpasso contabile. Dice che una fetta crescente di chi compra un mezzo a due ruote non lo sceglie per passione ma per andare al lavoro, e che il baricentro del mercato si è spostato dalla domenica al lunedì mattina. Alla crescita delle immatricolazioni corrisponde una crescita speculare delle pratiche assicurative, visto che ogni veicolo nuovo deve essere coperto dal primo giorno di circolazione: la richiesta di un preventivo per l'assicurazione delle moto è diventata un passaggio ordinario per una platea che fino a pochi anni fa si muoveva solo in auto o sui mezzi pubblici.
Un mercato che si concentra sulle piccole cilindrate e vive di stagioni
La composizione interna dei numeri ANCMA è più eloquente del totale. Tra gli scooter le fasce che tirano sono quelle fino a 125 cc e da 126 a 250 cc, cioè esattamente i mezzi tagliati per il tragitto casa-lavoro. Tra le moto, invece, il segno positivo si concentra sulle grosse cilindrate da 751 a 1.000 cc, il territorio storico dell'acquisto per piacere, e sulle 126-250 dei più giovani. Il modello più venduto dell'anno è uno scooter da 125, l'Honda SH, con 14.547 immatricolazioni nei primi sette mesi: da solo vale più dell'intero comparto dei ciclomotori, che pure risale a 9.424 pezzi con un progresso del 9,21%.
C'è poi una stagionalità che va letta prima di trarre conclusioni da un singolo mese. Gennaio 2026 si era chiuso con 19.282 immatricolazioni, giugno con 50.512: il picco di primavera vale due volte e mezza il minimo invernale, perché lo scooter si compra quando lo si può usare subito e perché le campagne promozionali si concentrano tra marzo e giugno. Per questo il calo delle moto a luglio va inserito in un cumulato che resta positivo. La lettura è quella indicata da ANCMA: moto in assestamento dopo quattro anni di corsa, scooter in accelerazione strutturale.
ZTL, sosta a pagamento e patente B: perché la città ha scelto il 125
Il fattore che spiega meglio la divaricazione non sta nei listini ma nei regolamenti comunali. Nelle grandi città il costo reale di usare l'auto è cresciuto non per il prezzo del mezzo ma per le condizioni di accesso: zone a traffico limitato in espansione, sosta su strada quasi ovunque tariffata, tempi di percorrenza allungati dalla congestione. Milano è il caso di scuola. In Area C, dove l'auto paga 7,50 euro al giorno, moto e scooter a quattro tempi entrano senza ticket, mentre in Area B le limitazioni per le due ruote riguardano finora solo i due tempi Euro 0 ed Euro 1. Il calendario successivo è già scritto: dal 1° ottobre 2026 stop ai due tempi Euro 2 ed Euro 3, dal 2028 ai quattro tempi Euro 3. È una asimmetria che vale denaro ogni giorno dell'anno e che spiega perché lo scooter venga comprato come sostituto parziale dell'auto e non come secondo veicolo del tempo libero. ANCMA insiste su questo punto ricordando che i motocicli occupano meno spazio e accorciano i tempi di spostamento, e cita il più 43% di patenti A in dieci anni.
Il bacino di acquirenti che oggi sostiene il segmento, però, non si sarebbe formato senza una norma di vent'anni fa. Dal 2005 in Italia chi possiede la patente B può guidare motocicli fino a 125 cc con potenza non superiore a 11 kW e rapporto potenza/peso entro 0,1 kW/kg, senza alcun esame aggiuntivo. È una deroga nazionale, non prevista dalla normativa europea e riconosciuta solo da alcuni Stati membri, che ha aperto il comparto più venduto a milioni di automobilisti mai passati per una patente A. L'effetto si legge nell'offerta: i costruttori hanno spinto per anni sulle 125 a ruota alta e sui mezzi pensati per chi guida un'auto e cerca lo stesso comfort su due ruote. Restano i limiti da conoscere, a partire dal fatto che circolare fuori dai parametri consentiti espone a sanzioni pesanti e alla rivalsa dell'assicuratore dopo il risarcimento del danneggiato. Il contesto in cui tutto questo avviene lo fotografa l'Annuario statistico ACI: oltre 41 milioni di veicoli e 701 automobili ogni mille abitanti, il rapporto più alto d'Europa.
Elettrico in crescita, ma vale il 2,4% del mercato
Sul fronte a zero emissioni i numeri crescono in percentuale e restano piccoli in valore assoluto. Nei primi sette mesi del 2026 ANCMA conta 6.717 veicoli elettrici immatricolati, +20,59%, con luglio a 1.340 unità e il quinto mese consecutivo in aumento. Sul totale immatricolato il segmento pesa però il 2,4%. La spinta arriva anche dall'Ecobonus statale, le cui prenotazioni sono ripartite il 18 marzo 2026 con un contributo del 30% del prezzo fino a 3.000 euro senza rottamazione e del 40% fino a 4.000 euro rottamando un mezzo da Euro 0 a Euro 3; il DPCM sull'automotive ha destinato altri 90 milioni di euro a motoveicoli e quadricicli elettrici per il periodo 2027-2030.
I freni sono quelli noti a chi vende: prezzo di listino ancora superiore all'equivalente termico prima dell'incentivo, autonomia reale che sui percorsi urbani misti scende sotto il dato dichiarato, e una ricarica che dipende dalla disponibilità di una presa privata o dall'estraibilità della batteria, condizione tutt'altro che scontata per chi parcheggia in strada. Il paradosso è che l'elettrico funziona meglio proprio dove il mezzo serve di più, cioè nei centri urbani densi, ma è lì che il box di casa manca più spesso.
Quanto costa tenerlo su strada: i premi salgono più di quelli delle auto
L'ultimo capitolo riguarda la gestione. Secondo le rilevazioni IVASS sul primo trimestre 2026, il premio medio effettivo della responsabilità civile ha raggiunto 220 euro per gli scooter, in crescita del 7,1% su base annua, e 335 euro per i motocicli, in aumento del 7,8%. Nello stesso periodo le autovetture si sono fermate a 423,40 euro con un più contenuto 3,2%, che scende all'1,5% al netto dell'inflazione. La dinamica è opposta a quella percepita: sull'auto i rincari stanno rallentando, sulle due ruote accelerano.
La spiegazione sta nel rischio. Più mezzi in circolazione nelle ore di punta e in ambito urbano significano più sinistri denunciati, e la frequenza dei danni alla persona sulle due ruote resta strutturalmente più alta che sull'auto. Pesa poi la geografia, che sulle polizze italiane conta più della cilindrata: il divario tra la provincia più cara, Napoli, e quella più economica, Aosta, vale ancora 257 euro. Per chi compra oggi uno scooter da città il conto va fatto per intero: il risparmio sul parcheggio e sui tempi di percorrenza è reale, ma la voce assicurativa cresce più in fretta di quella dell'automobile che lo scooter dovrebbe sostituire.

 

 

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NEWS BREVI
1/12/2021 Ultimo lotto Bradanica, domani alle 11.30 l’apertura al traffico

Come annunciato nei giorni scorsi verrà aperto domani, 2 dicembre, l’ultimo lotto “La Martella” della strada Statale “Bradanica”.
L’apertura al traffico è in programma alle ore 11.30 al km 135 lato La Martella.
Sarà presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra.

28/11/2021 Poste Italiane: estesi orari apertura di tre uffici postali lucani

Poste Italiane comunica che a partire lunedì 29 novembre, gli Uffici Postali di Matera 5, Melfi e Moliterno saranno interessati da un potenziamento degli orari di apertura al pubblico.
In particolare, gli uffici postali di Melfi e Moliterno (PZ) saranno aperti dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:20 – 19:05, il sabato dalle ore 8:20 alle 12:35. Matera 5 osserverà l’orario di apertura su 6 giorni lavorativi. Lun/ven 08:20 – 13:45, sabato  08:20 – 12:45.
Questi interventi confermano la vicinanza di Poste Italiane al territorio e alle sue comunità e la volontà di continuare a garantire un sostegno concreto all’intero territorio nazionale. Anche durante la pandemia, infatti, Poste Italiane ha assicurato con continuità l’erogazione dei servizi essenziali per andare incontro alle esigenze della clientela, tutelando sempre la salute dei propri lavoratori e dei cittadini.
L’Azienda coglie l’occasione per rinnovare l’invito ai cittadini a recarsi negli Uffici Postali nel rispetto delle norme sanitarie e di distanziamento vigenti, utilizzando, quando possibile, gli oltre 8.000 ATM Postamat disponibili su tutto il territorio nazionale e i canali di accesso da remoto ai servizi come le App “Ufficio Postale”, “BancoPosta”, “Postepay” e il sito www.poste.it. 

15/11/2021 Obbligo di catene o pneumatici da neve

E’ stata emessa questa mattina e trasmessa alla Prefettura ed a tutte le Forze dell’ordine, l’ordinanza firmata dal Dirigente dell’Ufficio Viabilità e Trasporti della Provincia, l’ing. Antonio Mancusi, con la quale si fa obbligo:“A tutti i conducenti di veicoli a motore, che dal 01 Dicembre 2021 fino al 31 Marzo 2022 transitano sulla rete viaria di competenza di questa Provincia di Potenza, di essere muniti di pneumatici invernali (da neve) conformi alle disposizioni della direttiva comunitaria 92/33 CEE recepita dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30/03/1994 e s.m.i. o a quelle dei Regolamenti in materia, ovvero di avere a bordo catene o altri mezzi antisdrucciolevoli omologati ed idonei ad essere prontamente utilizzati, ove necessario, sui veicoli sopraindicati.

Tale obbligo ha validità, anche al di fuori del pericolo previsto in concomitanza al verificarsi di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio”.





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