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Pod di Venosa: il Ce.I.M.I realtà da valorizzare e proteggere'

1/04/2026

Spesso risaltano alla cronaca realtà negative ed episodi di malasanità e per questo non comprendo come
l’Unità Operativa Complessa Ce.I.M.I. - Nucleo Alzheimer -, una realtà positiva e unica nel suo genere non
venga valorizzata in Basilicata e non sia conosciuta dai tanti familiari dei pazienti affetti da demenze ed
Alzheimer.
La mia mamma, oggi settantacinquenne, ha iniziato ad avere i primi sintomi della malattia già tredici anni fa.
Credo sia difficile poter immaginare cosa sia successo in questi anni e quanto tempo prezioso venisse sprecato
tra i primi sintomi e la corretta diagnosi mentre ci si interrogava su cosa stesse succedendo nella memoria di
una persona così tanto dinamica e viva.
Rarissimi i medici attenti e scrupolosi nel non continuare a bruciare quel tempo in cui la malattia potrebbe
esser rallentata ma non debellata poiché ad oggi nulla esiste che possa sconfiggerla.
Il tempo perso, bruciato sino alla diagnosi non è più quello in cui si possa intervenire precocemente ma
diviene tempo maledetto del “troppo tardi” per intervenire.
Ecco perché diviene di vitale importanza che sin dalle prime manifestazioni il paziente venga accolto dai
medici preparati a riconoscerne gli esordi.
Arrivo per caso al Nucleo Alzheimer del Ce.I.M.I., disperata per ormai esser esausta dei disturbi
comportamentali della mia mamma, da mesi con ripetuti cicli di cinquanta ore di veglia e due di sonno. Avevo
segnalato ai medici che avevano in cura mamma della probabile, a mio dire, interferenza tra l’assunzione di
un farmaco e l’aumentare dei disturbi.
Pregavo i medici affinché monitorassero con un ricovero la situazione ma la risposta era sempre la stessa ossia
che si poteva fare un ricovero del paziente di sollievo per i familiari e non per monitorare una terapia.
Io non volevo un ricovero per sollevarmi per quindici giorni, volevo un monitoraggio della terapia.
I
farmaci utilizzati per i disturbi delle demenze sono farmaci nati per patologie psichiatriche e non si
conoscono gli effetti quando vengono veicolati in parti del cervello non più vive per effetto della demenza.
Tentativi che non sono validi per tutti allo stesso modo.
Cerco su internet, con parole chiave, e mi compare il Ce.I.M.I. – Nucleo Alzheimer- mi colpisce che tra le
prestazioni erogate ci sia quello che cerco da tempo, il ricovero per “stabilizzare i pazienti in terapia”.
Un monitoraggio essenziale per ogni paziente poiché ognuno di loro è affetto da pluripatologie e i farmaci
utilizzati possono non esser tollerati da tutti.
Non mi sembra vero che ad erogare il servizio sia un ospedale pubblico, nella mia regione, nella provincia
diversa dalla mia.
Al Nucleo Alzheimer del Ce.I.M.I. questo e tanto altro è realmente possibile.
Chiamo, mi viene indicata la procedura da seguire e dall’invio dei moduli per la richiesta della visita, a firma
anche del medico curante, dopo circa dieci giorni, mamma verrà visitata da una equipe specializzata.
Non avevo mai trovato nelle equipe dei Centri per le Demenze una geriatra né in regione (Matera e Potenza)
né fuori regione (Molise, Puglia).
Le dottoresse dell’equipe, la geriatra e la neurologa, la terapista occupazionale, oltre il personale
infermieristico, e le/ gli OSS tutti altamente specializzati.
Ogni loro gesto risulta essere giusto sempre fatto con competenza e grande umanità. Il paziente viene visto
come persona e non come numero in coda per un “tagliando” come si fa per un collaudo di un oggetto.
La mia mamma verrà ricoverata per un tempo necessario al fine di “stabilizzarla” con una terapia più
appropriata dopo averle tolto proprio quel farmaco individuato tempo prima.
Il monitoraggio H24 e il cambio di terapia le hanno consentito di migliorare la sua condizione. Le è stato
garantito il rapporto con un operatore di uno a uno, necessario per le persone come lei a rischio continuo di
caduta, per le reazioni imprevedibili, per i disturbi comportamentali, per la seria compromissione della
deglutizione.
Un servizio pubblico eccellente a cui non ho esitato rivolgermi dopo poco più di un anno, per un nuovo
monitoraggio per una variazione sempre della terapia. E già in poco tempo con evidenti segni di
miglioramento.
Ho raccontato di quanto un ricovero così altamente mirato faccia miracoli nel quotidiano non solo per la mia
famiglia ma anche in quella degli altri pazienti del Centro.
Le persone migliori e competenti a cui affidare i nostri cari in un momento di criticità. Il posto più sicuro.
Grazie a tutti voi del Nucleo Alzheimer del Ce.I.M.I del P.O.D. di Venosa

Dotto.ssa Chicca D’Alessandro



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