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La voce della Politica
| Social freezing: le Garanti dicono sì |
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19/03/2026 | La Quarta Commissione Consiliare Permanente ha ascoltato oggi la Consigliera regionale di Parità Ivana Pipponzi, la Presidente della Commissione Pari Opportunità regionale Vittoria Rotunno, la Consigliera di parità della Provincia di Potenza Simona Bonito e la Presidente della Libera Università delle donne di Basilicata Adriana Salvia sulla nostra proposta di legge per la tutela della fertilità, la promozione del social freezing e il sostegno alla libertà di scelta riproduttiva. Il parere espresso è stato favorevole. Non si tratta di un dettaglio: è la conferma che la direzione intrapresa con la PDL n. 67/2025 è quella giusta, che il tema ha una sua solidità istituzionale oltre che politica, e che la Basilicata ha oggi gli strumenti per scegliere di non restare indietro.
Le interlocutrici audite, che ringraziamo per i loro preziosi contributi, hanno confermato ciò che abbiamo sostenuto fin dall’inizio: screening della riserva ovarica e accesso al social freezing non sono misure alternative, sono complementari. La campagna informativa e di sensibilizzazione — che la nostra proposta prevede espressamente — è il primo passo per costruire consapevolezza su larga scala. Ma fermarsi allo screening, senza offrire uno strumento concreto a chi scopre che la propria riserva ovarica si sta esaurendo precocemente e non ha in quel momento le condizioni economiche o di vita per affrontare una gravidanza, significa chiedere alle donne di prendere coscienza di un problema senza offrire loro alcuna risposta. Non è questa la politica che vogliamo fare.
Condividiamo pienamente il richiamo alla chiarezza comunicativa emerso dalle audizioni: nessuna legge deve illudere le donne, e la nostra proposta è stata costruita esattamente con questa consapevolezza. I criteri di accesso, la dotazione finanziaria, la fascia d’età sono elementi su cui siamo disponibili a lavorare in commissione, a migliorare, a emendare. Quello su cui non siamo disponibili a cedere è il principio: che una donna lucana possa scegliere, e che quella scelta non sia determinata soltanto da quanto denaro ha in tasca.
In commissione è emersa con chiarezza una linea che vorrebbe subordinare l’applicazione della legge ai risultati futuri di una campagna di screening, demandando a una delibera di giunta il dispositivo applicativo. Comprendiamo le preoccupazioni sul piano delle risorse e sulla gestione delle aspettative. Ma un principio normativo che rinvia la propria attuazione a condizioni non ancora determinate rischia di diventare una promessa senza data. Noi riteniamo che la legge debba affermare il principio e garantire l’accesso, calibrando con intelligenza le risorse disponibili — 150.000 euro sono pochi, ma sono un inizio reale, non un annuncio vuoto.
La Regione Puglia ha già percorso questa strada. Essere tra le prime regioni a dotarsi di uno strumento strutturato e responsabile su questo tema non è un atto simbolico: è una scelta di equità sociale, di libertà sostanziale e anche di politica demografica che oggi gode del sostegno delle istituzioni e delle associazioni che operano a tutela dei diritti delle donne.
Il percorso in commissione continua. Siamo pronte a discutere ogni aspetto tecnico e applicativo della proposta. Quello che chiediamo alla maggioranza è di smettere di spostare la questione sul terreno delle risorse quando il tema è la volontà politica, e di avere il coraggio di dire con chiarezza se questa priorità la condivide o no. Le donne lucane meritano una risposta onesta.
Le Consigliere Regionali
Alessia Araneo
Viviana Verri |
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