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Matera 2026, Bardi: cultura, pace e costruzione

20/03/2026

“Oggi è una giornata importante. Non celebriamo soltanto un titolo, ma inauguriamo una visione. La visione di un Mediterraneo che imbraccia la cultura come arma potente di costruzione. Questo mare, che per secoli è stato teatro di scambi e conflitti, ha conosciuto la sua grandezza quando ha scelto la via della conoscenza. Un mare che unisce l’Europa e l’Africa, le coste e le terre interne, i porti e le città di pietra, i popoli che nei secoli hanno lasciato qui i loro linguaggi, le loro memorie, le loro forme di vita. È in questa stratificazione che oggi riconosciamo un nuovo inizio che trova in Matera, già Capitale europea della cultura, il suo centro simbolico”. È quanto ha dichiarato il presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, intervenendo alla cerimonia inaugurale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, dopo aver portato i saluti della Basilicata ai numerosi rappresentanti istituzionali presenti. “Ringrazio a nome della Regione Basilicata l’Unione per il Mediterraneo e la Fondazione Anna Lindh per aver premiato la nostra città, il nostro Sud, la nostra Italia. Il titolo che oggi celebriamo insieme alla città marocchina di Tétouan – ha aggiunto Bardi – non è un semplice riconoscimento: è un programma di cooperazione, un impegno reciproco a costruire relazioni, a condividere competenze, a generare opportunità. Matera e Tétouan, città patrimonio Unesco, sono entrambe porte d’ingresso, entrambi luoghi dove la storia non è mai stata un confine ma un ponte.
Ed è proprio da questo ponte che nasce il nostro messaggio più importante: un messaggio di pace. “La pace è un sogno, può diventare realtà… Ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare”, diceva il Nobel per la pace Nelson Mandela. Noi stiamo lavorando affinché quel sogno costruisca mondi possibili. In questo Mediterraneo attraversato da tensioni e conflitti, due città dell’entroterra dimostrano che il dialogo non è un gesto simbolico, ma una scelta concreta. La pace si costruisce così, mettendo in relazione le comunità, condividendo conoscenze, creando fiducia. È un messaggio che l’Italia e il Marocco offrono oggi all’intero bacino mediterraneo. Parliamo quindi di diplomazia culturale che diventa leva di stabilità, di cooperazione economica e di sviluppo umano. Una visione che si inserisce pienamente nella strategia mediterranea del Governo italiano. Ce lo ricorda il Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo con il suo programma secondo cui per raggiungere stabilità e sviluppo bisogna passare dalla conoscenza, dal rispetto e dalla collaborazione tra le società civili. E Matera 2026 – ha evidenziato il presidente – è un tassello concreto di questa prospettiva: un laboratorio dove dialogo culturale tra Paesi, cooperazione economica e scambi formativi si intrecciano generando nuova vitalità.
Ce lo ricorda Adriano Olivetti, che negli anni Cinquanta vide in Matera un luogo emblematico per ripensare lo sviluppo, mettendo al centro la dignità della persona, la qualità dell’abitare e la forza della comunità. Oggi portiamo quella lezione nel Mediterraneo: una cultura diffusa, radicata nei territori, capace di generare coesione e responsabilità condivisa. La Regione Basilicata sostiene questo progetto con una visione chiara: la cultura come infrastruttura civile. Il teatro che oggi ospita la cerimonia di apertura dell’anno di capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo ne è un esempio. Ma soprattutto, voglio sottolineare che questo percorso non appartiene solo alle istituzioni: appartiene alle popolazioni, alle comunità che abitano il Mediterraneo da millenni. Sono loro i veri protagonisti di questo progetto: le donne e gli uomini che custodiscono narrazioni antiche, che portano nel quotidiano visioni, gesti, saperi, percezioni che nessun piano strategico può inventare. Un Mediterraneo più unito nasce solo così: quando le comunità si riconoscono parte di un disegno più grande e diventano esse stesse narratrici, custodi, costruttrici di dialogo. Il Mediterraneo sia allora un manifesto di identità condivisa, una metafora potente che parla di radici, di memoria, di energia vitale, un luogo dell’anima più che uno spazio geografico. A lui si sono ispirati cantori e poeti descrivendolo come un mondo ricco di storia, di fascino e di bellezza. Mediterraneo da scoprire, cantava uno degli artisti più rappresentativi della nostra terra, Pino Mango, che a questo mare dedicò una delle sue più belle canzoni. Matera 2026 – ha concluso Bardi – sarà dunque un anno ricco di grandi opportunità, in cui i nostri giovani potranno trovare percorsi formativi e rigenerativi nei progetti euro‑mediterranei. La Basilicata è pronta a fare la sua parte. Matera è pronta a guidare questo percorso. E insieme, Italia e Marocco, possiamo costruire un Mediterraneo più unito, più consapevole, più capace di generare pace, sviluppo e opportunità”.



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