-->

HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

La voce della Politica

CPR e medici: «Chi segnala il rischio non è il problema»

19/09/2026

L’11 agosto sono entrato nel CPR di Palazzo San Gervasio, il giorno dopo la morte di un uomo e i disordini che l’hanno seguita. Non ci sono andato per una fotografia e non ne ho ricavato una polemica di stagione: ne ho ricavato la convinzione, che da allora ripeto in ogni sede, che quel modello di trattenimento produca sofferenza per chi vi è chiuso dentro e disorganizzazione per gli agenti che vi sono comandati, e che scaricare su entrambi il costo di una scelta politica non sia né sicurezza né efficienza.

È da lì che guardo, oggi, a ciò che sta accadendo attorno all’inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati di non idoneità al trattenimento. Ventitré medici perquisiti in diverse città italiane, l’infettivologo Nicola Cocco indagato per associazione per delinquere. Su quei fatti non intendo esprimere alcuna valutazione, e non lo farò: il merito appartiene alla magistratura, che deve poter lavorare senza pressioni, e a chi è indagato si deve per intero la presunzione di non colpevolezza, che non è una cortesia ma un principio costituzionale.

Quello che appartiene invece al dibattito pubblico, e dunque al Parlamento, è una questione che sta a monte del singolo procedimento: fino a che punto una posizione professionale e deontologica, sostenuta apertamente in convegni, congressi e pubblicazioni scientifiche, può essere ricondotta allo schema dell’organizzazione criminale senza che ne risulti compresso lo spazio di autonomia del medico. Non è una preoccupazione di parte. Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ha ricordato con nettezza che la violazione del codice deontologico, ove accertata, ha le sue sanzioni disciplinari, ma che sorprende dubitare della libertà dei medici di discutere pubblicamente delle condizioni sanitarie nei centri di rimpatrio. Sono due piani distinti e devono restare tali: l’eventuale responsabilità individuale per un atto determinato è una cosa, la qualificazione di una campagna pubblica come consorteria è un’altra.

A questo si aggiunge, per me, una ragione che non è giuridica e che non voglio far pesare come se lo fosse. Nicola Cocco viene dalla mia stessa terra, e con lui ho condiviso, poche settimane fa, un confronto pubblico proprio sulle condizioni di chi transita da quelle strutture. Ho visto un professionista che portava dati, letteratura scientifica e dilemmi deontologici, non parole d’ordine. Vedere oggi quella competenza descritta come il vertice di un’organizzazione a delinquere mi colpisce come cittadino prima ancora che come parlamentare, e lo dico senza chiedere sconti a nessuno: se un’accusa è fondata lo stabilirà un giudice, ma nessuna accusa autorizza, nel frattempo, la gogna verso una categoria intera.

Per questo esprimo a Nicola Cocco e a tutti i medici coinvolti una solidarietà che non è un giudizio sull’inchiesta ma un presidio di garanzia, e chiedo che sia una solidarietà parlamentare, possibilmente trasversale: chi oggi invoca radiazioni dall’albo prima ancora di un rinvio a giudizio sta sostituendo il proprio giudizio politico a quello dei giudici e degli Ordini professionali, e dovrebbe misurare le conseguenze di ciò che afferma. Presenterò un’interrogazione al Governo che non entrerà nel merito degli atti d’indagine — non è competenza mia né del Governo — ma porrà le due domande che spettano al Parlamento: quali garanzie siano assicurate all’autonomia valutativa dei sanitari chiamati a esprimersi sull’idoneità al trattenimento, spesso in pochi minuti e senza alcuno spazio per la valutazione della salute mentale; e quali dati il Ministero dell’Interno possieda sulle condizioni sanitarie, sugli eventi critici e sui decessi nei CPR, a partire da quello di Palazzo San Gervasio, sul quale attendiamo ancora risposte.

Non chiedo a nessuno di condividere la mia opinione sui CPR. Chiedo una cosa più semplice e più seria: che il dissenso documentato di chi cura non venga trattato come un reato. Un Paese che si abitua a rispondere con il codice penale a chi segnala un rischio sanitario non diventa più sicuro. Diventa soltanto più cieco.



archivio

ALTRI

La Voce della Politica
19/09/2026 - Bardi nuovo segretario regionale di Forza Italia Basilicata

È Vito Bardi il nuovo segretario regionale di Forza Italia in Basilicata. Il presidente della Regione assumerà ufficialmente l’incarico in serata, a Potenza, al termine del congresso regionale del partito.
L’elezione arriva in una fase che lo stesso Bardi ha definito del...-->continua

19/09/2026 - CPR e medici: «Chi segnala il rischio non è il problema»

L’11 agosto sono entrato nel CPR di Palazzo San Gervasio, il giorno dopo la morte di un uomo e i disordini che l’hanno seguita. Non ci sono andato per una fotografia e non ne ho ricavato una polemica di stagione: ne ho ricavato la convinzione, che da allora ri...-->continua

19/09/2026 - Sindacati. CallMat, 350 licenziamenti: Regione e Mimit hanno fallito. Adesso basta silenzi

SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni: “Abbiamo chiesto un incontro urgente, ma mentre 350 lavoratori rischiano il posto le istituzioni restano ferme. La politica lucana non può continuare a guardare dall’altra parte. Ora vogliamo risposte,...-->continua

19/09/2026 - Lauria. Amministrazione Rossino: ''Sul Consiglio comunale nessuna anomalia''

auria, 19 settembre 2026 - In riferimento alla nota diffusa dal gruppo consiliare “MuoviAmoLauria” sulla richiesta di convocazione del Consiglio comunale, l’Amministrazione Rossino ritiene opportuno fornire alcune precisazioni, nel rispetto dei ruoli e delle p...-->continua

19/09/2026 - Coordinamento Agricoltori Basilicata, appello a Bardi sul caro carburanti

Ci rivolgiamo direttamente al Presidente Bardi e all’Assessore Cicala. Non per polemizzare. Per chiedere una cosa sola: fatevi sentire a Roma.

La benzina in Basilicata è a 2,30 euro al litro. Il gasolio agricolo è a 1,60. Sono numeri che un agricoltor...-->continua

18/09/2026 - A Bernalda gli Stati generali della salute

Longevità come ecosistema naturali della salute, nella sua declinazione di mangiar sano, adottare corretti stili di vita ed avere un invecchiamento attivo. E’ questo il tema affrontato e discusso nella sessione lucana degli Stati Generali della Salute di Siena...-->continua

18/09/2026 - CPR, Libera Basilicata: “Giù le mani dall’autonomia dei medici''

Libera Basilicata esprime profondo sconcerto per quanto sta accadendo a seguito dell’inchiesta della Procura di Ravenna sulle certificazioni mediche relative alla permanenza nei Centri per il rimpatrio. A destare allarme è anche il clima di criminalizzazione p...-->continua














Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo