-->

HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

La voce della Politica

Sindacati. CallMat, 350 licenziamenti: Regione e Mimit hanno fallito. Adesso basta silenzi

19/09/2026

SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni: “Abbiamo chiesto un incontro urgente, ma mentre 350 lavoratori rischiano il posto le istituzioni restano ferme. La politica lucana non può continuare a guardare dall’altra parte. Ora vogliamo risposte, atti e responsabilità”.

Trecentocinquanta posti di lavoro a rischio e le istituzioni ancora ferme.

È questo il dato che oggi riteniamo non più tollerabile nella vertenza CallMat di Matera.

Le organizzazioni sindacali hanno già proclamato lo stato di agitazione e hanno formalmente chiesto un incontro urgente a tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Abbiamo segnalato la gravità della situazione, chiesto un intervento immediato e indicato la necessità di costruire una soluzione concreta per salvaguardare l’occupazione. Ma, mentre il tempo corre e la procedura di licenziamento incombe, le risposte non arrivano.

Per questo lo diciamo con chiarezza: a nostro giudizio, Regione Basilicata e MIMIT hanno finora fallito nel dare alla vertenza CallMat la risposta che la sua gravità richiede. Non è più il momento delle interlocuzioni generiche, delle rassicurazioni o delle dichiarazioni di principio.

Qui ci sono 350 lavoratori che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.

I Segretari regionali Anna Russelli (SLC-CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Giovanni Letterelli (UILFPC-UIL) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni) attaccano:

“Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Abbiamo proclamato lo stato di agitazione, abbiamo formalizzato la richiesta di incontro e abbiamo sollecitato le istituzioni a intervenire.

Ora chiediamo una cosa semplice: dove sono le risposte?

Perché davanti a 350 licenziamenti annunciati non può essere il sindacato a dover inseguire le istituzioni.

La Regione Basilicata e il MIMIT hanno una responsabilità precisa: devono attivarsi e mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per impedire che questa procedura si trasformi nella perdita definitiva di 350 posti di lavoro. Finora, a nostro giudizio, questo non è avvenuto con la rapidità e la concretezza necessarie. E questo rappresenta un fallimento. Un fallimento che non siamo disposti a far pagare ai lavoratori. Non accetteremo che la riduzione dei volumi, la trasformazione del settore, l’automazione o l’intelligenza artificiale vengano utilizzate come spiegazione sufficiente per chiudere una storia occupazionale senza aver prima verificato fino in fondo tutte le alternative. Vogliamo sapere – proseguono Giordano, Russelli, Piccinni e Letterelli - quali sono le iniziative che Regione e MIMIT intendono assumere. Vogliamo sapere quali strumenti possono essere attivati. Vogliamo sapere quali interlocuzioni industriali sono state avviate e quali prospettive possono essere costruite per il sito di Matera.

Non vogliamo più assistere alla politica degli annunci. Vogliamo vedere gli atti.

E c’è un’altra questione che non può essere elusa.

Dov’è la politica lucana? Dov’è chi ogni giorno parla di sviluppo, occupazione, investimenti e futuro della Basilicata? Dov’è chi rappresenta Matera nelle istituzioni nazionali e regionali?

Di fronte a 350 lavoratori che rischiano il posto, non è sufficiente esprimere solidarietà o affidarsi a qualche dichiarazione pubblica. La politica deve uscire dal silenzio e dire chiaramente da che parte intende stare e, soprattutto, cosa intende fare. Non chiediamo passerelle. Non chiediamo fotografie. Non chiediamo dichiarazioni da affidare ai social. Chiediamo che ognuno faccia la propria parte. La Regione deve assumere un’iniziativa concreta.

Il MIMIT deve convocare il confronto e mettere a disposizione gli strumenti di propria competenza. La politica deve esercitare fino in fondo il proprio ruolo istituzionale.

L’azienda deve confrontarsi con il sindacato e mettere sul tavolo ogni possibile soluzione.

E il sindacato continuerà a fare ciò che gli compete: difendere il lavoro.

Per questo chiediamo l’immediata apertura di un confronto nel quale vengano affrontate, senza preclusioni, tutte le possibili soluzioni:

- salvaguardia e incremento dei volumi di attività;

- acquisizione di nuove commesse;

- diversificazione delle attività del sito;

- utilizzo degli strumenti nazionali e regionali di politica industriale;

- percorsi di riqualificazione e formazione;

- eventuali processi di riconversione;

- ricerca di nuovi soggetti industriali interessati al sito;

- ogni ulteriore misura utile a scongiurare i licenziamenti e garantire continuità occupazionale.

Non ci interessa un tavolo convocato per prendere tempo. Ci interessa un tavolo che produca una soluzione. La Basilicata non può permettersi di perdere altri posti di lavoro qualificati senza una reazione istituzionale all’altezza. E Matera non può essere raccontata come territorio strategico quando si parla di turismo, cultura e sviluppo e poi essere lasciata sola quando sono in gioco 350 posti di lavoro. Per noi la misura è colma. Abbiamo chiesto un incontro e continuiamo ad aspettare una risposta concreta. Non siamo più disponibili ad assistere alla solita storia: il sindacato denuncia, i lavoratori aspettano e le istituzioni prendono tempo. Questa volta non sarà così. Abbiamo proclamato lo stato di agitazione e siamo pronti a intensificare la mobilitazione con tutte le iniziative che riterremo necessarie. A Regione Basilicata e MIMIT diciamo una cosa molto semplice: il tempo delle attese è finito.

Se esiste una soluzione, la si costruisca adesso.

Se esistono strumenti, vengano utilizzati adesso.

Se esiste una prospettiva industriale per Matera, venga messa sul tavolo adesso.

Perché – tuonano forte e chiaro Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano - quando arriveranno le lettere di licenziamento non sarà più il momento di chiedersi cosa si sarebbe potuto fare. Sarà troppo tardi. Noi non intendiamo aspettare che sia troppo tardi. Trecentocinquanta licenziamenti sono trecentocinquanta di troppo. E nessuno potrà dire di non essere stato avvertito. CallMat è adesso. 350 lavoratori sono adesso. Le risposte devono arrivare adesso."





Le Segreterie Regionali

Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc, Ugl Telecomunicazioni.



archivio

ALTRI

La Voce della Politica
19/09/2026 - Sindacati. CallMat, 350 licenziamenti: Regione e Mimit hanno fallito. Adesso basta silenzi

SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni: “Abbiamo chiesto un incontro urgente, ma mentre 350 lavoratori rischiano il posto le istituzioni restano ferme. La politica lucana non può continuare a guardare dall’altra parte. Ora vogliamo risposte, atti e respons...-->continua

19/09/2026 - Lauria. Amministrazione Rossino: ''Sul Consiglio comunale nessuna anomalia''

auria, 19 settembre 2026 - In riferimento alla nota diffusa dal gruppo consiliare “MuoviAmoLauria” sulla richiesta di convocazione del Consiglio comunale, l’Amministrazione Rossino ritiene opportuno fornire alcune precisazioni, nel rispetto dei ruoli e delle p...-->continua

19/09/2026 - Coordinamento Agricoltori Basilicata, appello a Bardi sul caro carburanti

Ci rivolgiamo direttamente al Presidente Bardi e all’Assessore Cicala. Non per polemizzare. Per chiedere una cosa sola: fatevi sentire a Roma.

La benzina in Basilicata è a 2,30 euro al litro. Il gasolio agricolo è a 1,60. Sono numeri che un agricoltor...-->continua

18/09/2026 - A Bernalda gli Stati generali della salute

Longevità come ecosistema naturali della salute, nella sua declinazione di mangiar sano, adottare corretti stili di vita ed avere un invecchiamento attivo. E’ questo il tema affrontato e discusso nella sessione lucana degli Stati Generali della Salute di Siena...-->continua

18/09/2026 - CPR, Libera Basilicata: “Giù le mani dall’autonomia dei medici''

Libera Basilicata esprime profondo sconcerto per quanto sta accadendo a seguito dell’inchiesta della Procura di Ravenna sulle certificazioni mediche relative alla permanenza nei Centri per il rimpatrio. A destare allarme è anche il clima di criminalizzazione p...-->continua

18/09/2026 - Ticket, Latronico replica all’opposizione

In merito alle dichiarazioni dei consiglieri regionali di opposizione sulla misura di compartecipazione farmaceutica e sui lavori del Consiglio regionale, l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, interviene per fare chiarezza ed eliminare ogni equi...-->continua

18/09/2026 - Ticket sanità:centrodestra in difficoltà e diviso scappa dal confronto

Mentre dal prossimo primo ottobre i lucani pagheranno il ticket aggiuntivo di 2,5 Euro a ricetta, il Consiglio Regionale che doveva discutere di questo e altri problemi della Sanità - come da richiesta del centrosinistra - viene rinviato perché governo Bardi e...-->continua














Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo