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La voce della Politica
| Sanità territoriale, i sindaci del Lagonegrese: «La vicenda va raccontata tutta» |
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12/09/2026 | Abbiamo letto con attenzione la ricostruzione diffusa dal consigliere regionale Angelo Chiorazzo sulla vicenda dell’assetto Hub-Spoke e della Casa di Comunità di Senise.
Gli atti richiamati sono reali e non intendiamo contestarne il contenuto. Riteniamo però necessario ricordare che rappresentano solo una parte della vicenda e che, prima di quelle decisioni, esisteva già un preciso percorso istituzionale portato avanti dall’Unione e dai Sindaci del Distretto 4 Lagonegrese-Pollino.
È questa la parte che non può essere omessa.
Il 7 aprile 2026 i Sindaci del Distretto si confrontavano sulla riorganizzazione della sanità territoriale, sulle Case di Comunità e sul modello dei 14 PAT.
Il 10 aprile, l’Unione Lucana del Lagonegrese formalizzava la propria posizione sulla collocazione dell’Hub: Lagonegro quale sede definitiva e Maratea quale soluzione temporanea, nelle more del completamento della struttura di Lagonegro.
Una proposta fondata su una precisa logica territoriale e organizzativa, anche in relazione al mantenimento dell’Hub nell’AFT 1, nella quale ricade Lagonegro, e alla necessaria integrazione con il presidio ospedaliero.
Il 14 aprile proseguiva il confronto tra i Sindaci e il 15 aprile il Comune capofila di Chiaromonte trasmetteva formalmente la posizione assunta dal Distretto, confermando il modello dei 14 PAT e chiedendo che le scelte organizzative fossero condivise con i Sindaci.
Tutto questo avveniva prima delle successive decisioni sulla rimodulazione dell’assetto Hub-Spoke.
E proprio in quella fase era già emersa una posizione diversa del Comune di Senise rispetto a quella assunta dalla maggioranza dei Sindaci del Distretto. Una posizione legittima, che rispettiamo, ma che non può essere fatta coincidere con quella dell’intero territorio.
Il 17 aprile la documentazione ministeriale registra la proposta regionale di rimodulazione che prevedeva, tra l’altro, Lagonegro da Hub a Spoke e Senise da Spoke a Hub.
Ma questo passaggio non può essere utilizzato per riscrivere ciò che era avvenuto prima.
La proposta dei Sindaci era già chiara: Maratea Hub temporaneo, Lagonegro Hub definitivo.
Anche sulla questione Senise occorre fare chiarezza.
La configurazione Spoke non può essere automaticamente presentata come sinonimo di riduzione o impoverimento dei servizi.
Regione e ASP hanno sostenuto pubblicamente una posizione diversa, spiegando che il modello Spoke avrebbe garantito il mantenimento e il potenziamento dell’offerta territoriale.
Lo ha ribadito anche il Direttore Generale dell’ASP, Giuseppe De Filippis, nel confronto pubblico svoltosi successivamente a Senise e ripreso dagli organi di informazione.
È un elemento importante, perché la discussione non può essere ridotta alla semplice equazione Hub uguale più servizi, Spoke uguale meno servizi.
La stessa impostazione è stata ribadita dall’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico, che ha chiarito la natura temporanea della soluzione di Maratea e il percorso che aveva portato i Sindaci del territorio a ritenerla più adeguata rispetto all’ipotesi Senise.
Questa dichiarazione conferma un punto per noi essenziale: la soluzione Maratea non nasce oggi e non è stata costruita contro Senise. È stata una proposta istituzionale del territorio, formulata nelle more del completamento dell’Hub definitivo di Lagonegro.
Allo stesso modo, non possiamo ignorare ciò che è accaduto successivamente: il Comune di Senise ha continuato a sostenere la propria posizione, fino ad assumere anche iniziative formali sul piano giudiziario impugnando la determinazione delle Direzione regionale della sanita’ innanzi al Tar di Basilicata costituendosi di fatto anche contro il comune di Maratea.
Registriamo questo dato senza esprimere giudizi sulle legittime prerogative dell’Amministrazione.
Ma proprio per questo riteniamo sbagliato rappresentare oggi la vicenda come una semplice contrapposizione tra Senise e Maratea.
Il problema è più ampio e riguarda il modo in cui si costruisce una rete sanitaria territoriale.
I 14 PAT, le Case di Comunità, i PPI di Chiaromonte e Lauria, i servizi di Maratea e Senise e l’Hub di Lagonegro devono essere considerati “come parti di una rete che serve territori e non singoli Comuni”.
Lo stesso principio vale per i PPI di Chiaromonte e Lauria: la loro funzione va letta all’interno della rete territoriale dell’emergenza e non esclusivamente in rapporto al Comune nel quale sono collocati.
È con questo stesso criterio che abbiamo affrontato la questione dell’Hub.
Non siamo contro Senise. Non siamo contro Maratea. Siamo per un’organizzazione sanitaria coerente, accessibile e integrata, capace di servire l’intero Lagonegrese-Pollino.
Per questo non contestiamo gli atti citati dal consigliere Chiorazzo. Contestiamo una ricostruzione che, pur partendo da atti veri, rischia di omettere il percorso istituzionale precedente e le diverse posizioni espresse dagli altri protagonisti della vicenda.
Per comprendere ciò che è accaduto bisogna considerare tutte le posizioni: quella espressa da Senise, quella assunta dai Sindaci dell’Unione e del Distretto e quella sostenuta da Regione e ASP.
Perché la storia non comincia il 17 aprile e non può essere raccontata soltanto dal punto di vista di una delle parti.
Gli atti vanno letti tutti.
E soprattutto vanno letti nella loro successione temporale.
È lì che si comprende davvero come si è arrivati alle decisioni successive. |
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